Bruxelles si blinda sull’Intelligenza Artificiale “Industrie Ue per difendersi da Russia e Cina”
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES — Evitare di consegnare risorse, tecnologie e conoscenze alle forze “nemiche”. E rendersi autonomi nella produzione di Intelligenza Artificiale. È questo l’obiettivo del pacchetto di provvedimenti presentato ieri dalla Commissione europea.
L’idea di fondo si concentra sulla sicurezza economica. Perché investimenti ed esportazioni possono fornire a Paesi concorrenti ed avversari gli strumenti per diventare più pericolosi. L’idea iniziale puntava ad una sorta di “Golden Rule” in grado di bloccare operazioni sospette. A questo, però, non si è arrivati. Resta il principio di fondo: «I profondi cambiamenti tecnologici e le crescenti tensioni geopolitiche hanno aumentato i rischi per la sicurezza economica europea».
Il riferimento a Cina e Russia è sostanzialmente esplicito…
BRUXELLES — Evitare di consegnare risorse, tecnologie e conoscenze alle forze “nemiche”. E rendersi autonomi nella produzione di Intelligenza Artificiale. È questo l’obiettivo del pacchetto di provvedimenti presentato ieri dalla Commissione europea.
L’idea di fondo si concentra sulla sicurezza economica. Perché investimenti ed esportazioni possono fornire a Paesi concorrenti ed avversari gli strumenti per diventare più pericolosi. L’idea iniziale puntava ad una sorta di “Golden Rule” in grado di bloccare operazioni sospette. A questo, però, non si è arrivati. Resta il principio di fondo: «I profondi cambiamenti tecnologici e le crescenti tensioni geopolitiche hanno aumentato i rischi per la sicurezza economica europea».
Il riferimento a Cina e Russia è sostanzialmente esplicito, è evidente che le maggiori preoccupazioni riguardano proprio questi due paesi. «È auspicabile - si è chiesta la Commissaria alla Concorrenza Vestager - collaborare con gruppi cinesi?». E non è un caso che con Pechino e Mosca, anche la Bielorussia potrebbe essere esclusa da programmi di ricerca comune.
Serve dunque un sistema di controllo su esportazioni, investimenti e ricerca. E il settore più delicato riguarda quello del “duplice uso”, ossia le tecnologie che possono essere impiegate per scopi civili ma anche militari. Basti pensare alla strumentazione laser e tutto quel che riguarda l’intelligenza artificiale, i semiconduttori avanzati, le biotecnologie e le tecnologie quantistiche.
Certo, la competenza dell’Ue in questa materia è molto limitata e quindi la Commissione punta soprattutto a concordare con gli Stati membri misure di protezione e ad armonizzare le misure per evitare il rischio che proprio le tecnologie “made in Ue” vengano utilizzate contro l’Unione europea. Per arrivare a queste proposte sono state esaminate oltre 1200 transazioni che hanno destato più di un sospetto.
L’altra faccia della medaglia riguarda esclusivamente l’Intelligenza Artificiale. La sicurezza connessa a questa tecnologia è ormai evidente. L’Europa intende allora puntare a creare “fabbriche di IA” all’interno dell’Unione. La finalità del secondo pacchetto è proprio quello di incentivare start-up e piccole e medie imprese in questo settore. «Per sviluppare l’intelligenza artificiale - ha osservato ancora Vestager - serve potenza di calcolo. Per questo vogliamo dare alle pmi e alle start-up un accesso privilegiato alla rete dei supercomputer europei. Siamo impegnati nell’innovazione dell’intelligenza artificiale e nell’innovazione con l’intelligenza artificiale. E faremo del nostro meglio per costruire un fiorente ecosistema di intelligenza artificiale in Europa». Sul tavolo verranno messi per ora 4 miliardi di euro. Con la speranza che si creino consorzi europei concentrati su questo settore, in particolare sulle tecnologie linguistiche e sulla gestione delle città. Poche settimane fa erano state varate le prime regole per contemperare uso dell’AI e tutela dei diritti.