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Lo sciopero dei treni paralizza la Germania: sei giorni di stop per i macchinisti

I lavoratori capitanati dall’agguerrito Claus Weselsky hanno di nuovo abbandonato il tavolo: insistono sulle 35 ore, la Deutsche Bahn ne offre 37. Ma i tedeschi sono stanchi del sindacalista “pasionario” . E la Cdu chiede limiti agli scioperi nei servizi essenziali
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BERLINO – Persino il baluardo della sinistra, la Tageszeitung, aveva criticato Claus Weselsky al terzo sciopero del 2021, ancora in pieno Covid e con il rischio di vagoni stracolmi, e gli aveva rinfacciato giochetti di potere. Adesso che il ‘pasionario’ dei macchinisti tedeschi ha proclamato uno dei più lunghi stop della storia - sei giorni - i nervi sono saltati un po’ a tutti. E la Cdu propone di introdurre restrizioni serie per chi incrocia le braccia nei servizi essenziali. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già il primato di cinque giorni di sciopero nel 2021 e sei nel 2015. Nel quadro dell’attuale tornata negoziale per il rinnovo del contratto, Weselsky è già al quarto sciopero in due mesi.

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BERLINO – Persino il baluardo della sinistra, la Tageszeitung, aveva criticato Claus Weselsky al terzo sciopero del 2021, ancora in pieno Covid e con il rischio di vagoni stracolmi, e gli aveva rinfacciato giochetti di potere. Adesso che il ‘pasionario’ dei macchinisti tedeschi ha proclamato uno dei più lunghi stop della storia - sei giorni - i nervi sono saltati un po’ a tutti. E la Cdu propone di introdurre restrizioni serie per chi incrocia le braccia nei servizi essenziali. Il sindacato dei macchinisti Gdl ha già il primato di cinque giorni di sciopero nel 2021 e sei nel 2015. Nel quadro dell’attuale tornata negoziale per il rinnovo del contratto, Weselsky è già al quarto sciopero in due mesi.

Weselsky l”impaziente”

Alla vigilia della lunga paralisi dei treni cominciata martedì sera e che si concluderà lunedì, la Deutsche Bahn ha calcolato il rapporto tra ore negoziate e ore scioperate: quattordici contro centoventi. Un po’ tanto per qualsiasi vertenza, dove la minaccia di incrociare le braccia dovrebbe essere l’atomica. E invece Weselsky ha la miccia notoriamente corta e tende ad abbandonare rapidamente il tavolo. E decine milioni di tedeschi sono ormai ostaggio costante della sua impazienza.

Le posizioni distanti

Le posizioni, peraltro, non sono sideralmente lontane. Al quarto round negoziale la Deutsche Bahn ha offerto un bonus una tantum per compensare l’inflazione e aumenti salariali del 2,7% oppure l’opzione di una riduzione delle ore lavorate da 38 a 37 rinunciando in parte all’incremento in busta paga. Ma Weselsky insiste per le 35 ore e non si sposta per ora da un millimetro dalla sua richiesta, nonostante l’azienda abbia spiegato al sindacato che a causa della carenza di manodopera specializzata è impossibile attualmente concedere le 35 ore ai macchinisti.

L’irritazione del governo

Il ministro dei Trasporti Volker Wissing (FDP) è estremamente critico con l’intransigenza di Weselski: “i negoziati contrattuali vanno affrontati”, ha dichiarato, dopo l’ennesimo abbandono di tavolo del Gdl. “Le soluzioni sono possibili soltanto se si negozia”, ha aggiunto. E il cancelliere Olaf Scholz (SPD) ha espresso l’auspicio che ci siano “colloqui rapidi e costruttivi” tra Deutsche Bahn e la rappresentanza dei lavoratori.

Ai microfoni del Ndr l’economista dell’università di Brema Rudolf Hickel ha bollato l’atteggiamento della Gdl come “un errore enorme: alla terza proposta della Deutsche Bahn, il sindacato avrebbe dovuto trattare”. Tuttavia la motivazione dell’azienda per il rifiuto delle 35 ore, secondo Hickel, non regge. Colpa di Deutsche Bahn, sostiene, se si accorge solo adesso di essere a corto di personale specializzato.

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