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Panetta: “La Ue deve emettere bond sovrani comuni. L’euro è una difesa collettiva contro tensioni geopolitiche”

(reuters)
Il governatore della Banca d’Italia in Lettonia: “L’Europa resiste se resta unita”. E avverte: “La Cina usa la moneta come un’arma
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MILANO – Attenzione a usare una moneta «a mo’ di arma», perché si rischierebbe di ridurne l’attrattività. L’euro, «una sorta di clausola di difesa collettiva», va invece rafforzato per conquistare – e dare all’Europa – un peso globale ancora maggiore. Non è un discorso da banchiere centrale quello che Fabio Panetta ha pronunciato ieri a Riga. O meglio: è il discorso di un banchiere nell’epoca della sfida tra superpotenze, in cui anche le monete diventano un elemento della competizione geopolitica. E così all’evento per celebrare i dieci anni dall’entrata nell’euro della Lettonia – dove la minaccia russa è questione di confine – Panetta parla del futuro della moneta unica tanto in termini finanziari che politici, come elemento «essenziale della nostra sovranità condivisa». Pilastro dal potenziale ancora inespresso, però, e che dovrebbe essere liberato anche emettendo titoli sovrani europei, i cosiddetti eurobond.

La scorsa settimana a Davos sia il presidente francese Macron che la pres…

MILANO – Attenzione a usare una moneta «a mo’ di arma», perché si rischierebbe di ridurne l’attrattività. L’euro, «una sorta di clausola di difesa collettiva», va invece rafforzato per conquistare – e dare all’Europa – un peso globale ancora maggiore. Non è un discorso da banchiere centrale quello che Fabio Panetta ha pronunciato ieri a Riga. O meglio: è il discorso di un banchiere nell’epoca della sfida tra superpotenze, in cui anche le monete diventano un elemento della competizione geopolitica. E così all’evento per celebrare i dieci anni dall’entrata nell’euro della Lettonia – dove la minaccia russa è questione di confine – Panetta parla del futuro della moneta unica tanto in termini finanziari che politici, come elemento «essenziale della nostra sovranità condivisa». Pilastro dal potenziale ancora inespresso, però, e che dovrebbe essere liberato anche emettendo titoli sovrani europei, i cosiddetti eurobond.

La scorsa settimana a Davos sia il presidente francese Macron che la presidente della Bce Lagarde hanno avvertito che, da soli, i singoli Paesi dell’Unione non riusciranno a mobilitare gli investimenti necessari alla transizione energetica, né a tenere il passo nella sfida tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Il primo ha rilanciato gli eurobond, la seconda chiesto di procedere veloci con l’unione dei mercati dei capitali, incompleta e in stallo. Nel suo discorso Panetta unisce i due elementi: il vincolo più importante allo sviluppo dell’unione dei capitali è proprio «la mancanza di un titolo sovrano privo di rischio a livello europeo». Le obbligazioni emesse per finanziarie il Pnrr sono state un primo passo positivo, ma una tantum: c’è bisogno di un’offerta «stabile e regolare». Non solo: all’Europa servono politiche macroeconomiche coordinate - come avvenuto durante la pandemia ma non durante la crisi dei titoli sovrani -, il completamento dell’unione bancaria e infine infrastrutture di pagamento all’avanguardia, a cui l’euro digitale potrà contribuire.

Sono i punti di un disegno di rilancio dell’integrazione «monetaria», ma anche «fiscale e infine politica». E Panetta – nominato governatore da una maggioranza di governo con frange eurocritiche ed euroscettiche – li colloca in un ragionamento ancora più ampio sull’«autonomia strategica» dell’Unione. La diagnosi è che il potenziale dell’euro come moneta di riserva globale sia ancora «inespresso» rispetto al dollaro, che resta tre volte più utilizzato nonostante l’economia europea nel complesso valga quanto quella americana. L’euro è secondo per distacco e ulteriormente minacciato dal tentativo della Cina di internazionalizzare il suo renminbi, offerto alla Russia sotto sanzioni occidentali come ciambella di salvataggio. In un mondo in cui monete e politica si condizioneranno sempre di più, ha avvertito Panetta, l’euro potrebbe quindi «mantenere il suo ruolo attuale, finire relegato ai margini del sistema monetario mondiale o assumere un rilievo ancora maggiore».

Nei futuri possibili della moneta unica, «strumento di pace, libertà e prosperità che merita il nostro sostegno incondizionato», si leggono i futuri possibili del progetto europeo. In un momento che anche Mario Draghi, citato da Panetta, ha definito critico. Chi emette una valuta internazionale, ha detto l’attuale governatore, può «far leva su questo potere per incidere sugli sviluppi geopolitici». Ma mentre a Bruxelles si ragiona se confiscare i 210 miliardi di asset sovrani russi congelati in Europa, e usarli per l’Ucraina, Panetta ha aggiunto che «questo potere va utilizzato con saggezza». Brandire una moneta come arma «potrebbe ridurne l’attrattività e stimolare l’uso di alternative», ritorcendosi contro chi lo fa.

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