Record di profitti per il Fondo sovrano norvegese: così Oslo si fa ricca sui mercati con gli incassi del petrolio
di Flavio BiniMILANO – Dal petrolio dei fondali del Mare del Nord ai mercati finanziari il passaggio può non essere brevissimo. Senz’altro però, per la Norvegia, è fruttuoso. Lo testimoniano i numeri del Government Pension Fund Global, il fondo sovrano del Paese che oggi ha comunicato i numeri, da record, della gestione 2023: 197 miliardi di rendimento in un anno, sfiorando quota 1400 miliardi di valore. Quasi il triplo del Pil del Paese.
Merito del petrolio, ma non solo. Il fondo gestisce infatti dal 1996 i ricchissimi proventi delle estrazioni di petrolio (e gas) nel Paese e li investe nei mercati finanziari. Ci sono annate negative, come la scorsa che ha segnato perdite per 157 miliardi di euro, e altre ben più positive. Come il 2023, ben più favorevole per i mercati finanziari, che ha assicurato un rendimento complessivo del 16%.
Gli incassi dal petrolio
Ma in che modo il fondo trasforma ricchezza, il petrolio, in ulteriore ricchezza? Il greggio, per certi versi, c’entra fino ad un certo punt…
MILANO – Dal petrolio dei fondali del Mare del Nord ai mercati finanziari il passaggio può non essere brevissimo. Senz’altro però, per la Norvegia, è fruttuoso. Lo testimoniano i numeri del Government Pension Fund Global, il fondo sovrano del Paese che oggi ha comunicato i numeri, da record, della gestione 2023: 197 miliardi di rendimento in un anno, sfiorando quota 1400 miliardi di valore. Quasi il triplo del Pil del Paese.
Merito del petrolio, ma non solo. Il fondo gestisce infatti dal 1996 i ricchissimi proventi delle estrazioni di petrolio (e gas) nel Paese e li investe nei mercati finanziari. Ci sono annate negative, come la scorsa che ha segnato perdite per 157 miliardi di euro, e altre ben più positive. Come il 2023, ben più favorevole per i mercati finanziari, che ha assicurato un rendimento complessivo del 16%.
Gli incassi dal petrolio
Ma in che modo il fondo trasforma ricchezza, il petrolio, in ulteriore ricchezza? Il greggio, per certi versi, c’entra fino ad un certo punto. Certo, tutto è partito da lì. Dal 1996, quando il governo ha deciso infatti che il miglior modo per gestire i proventi del greggio estratto nel proprio territorio dovesse essere reinvestire i profitti stessi sul mercato. Ma di che introiti si parla? Il governo incassa fondi dal petrolio prevalentemente da tre canali. Innanzitutto le quote di partecipazione delle società che estraggono all’intero del proprio territorio che assicurano una quota dei profitti delle stesse. Poi ci sono le tasse – con un carico del 78% sugli utili delle società petrolifere – e i dividendi garantiti dalla società pubblica, Equinor.
Quanto incassa il governo
Una scelta, quella del reinvestimento, che si è rivelata decisamente azzeccata. Dal 1996 al primo semestre 2023, ultimo dato disponibile, il governo ha apportato al fondo 5136 miliardi di corone norvegesi, circa 450 miliardi di euro ai valori attuali, e la gestione del fondo ha assicurato 7871 miliardi di corone, poco meno di 700 miliardi di euro. Da parte sua il governo mantiene un approccio iper prudente e ha stabilito che non può prelevare dal fondo non più del 3% del valore del fondo ogni anno per ripianare i propri bilanci e i proventi del petrolio valgono il 34% del totale delle entrate del Paese.
Il balzo del petrolio e la corsa dei titoli tech
Il risultato è che il salvadanaio norvegese si riempie sempre di più. Da una parte, certo, aiuta il rialzo delle quotazioni del petrolio: soltanto negli ultimi due anni il governo ha versato 1800 miliardi di corone di proventi dal petrolio (158 miliardi di euro) ma almeno per quest’anno ha aiutato anche la positiva gestione del fondo. "Nonostante l'alta inflazione e le turbolenze geopolitiche, il mercato azionario nel 2023 è stato molto forte rispetto alla debolezza dell'anno 2022", ha dichiarato l'amministratore delegato Nicolai Tangen, aggiungendo che “in particolare, i titoli tecnologici hanno registrato un'ottima performance".