✕

Turicchi: “Ita non rischia, ma pesa l’incertezza sul verdetto dell’Ue”

LA SEDE DI ITA A FIUMICINO 
Il vettore aereo confida di centrare l’utile di bilancio nel 2024, dopo un passivo gestibile nel 2023. La cassa supera i 450 milioni. La Commissione europea non ha ancora autorizzato l’ingresso di Lufthansa nel capitale: in arrivo paletti severi che ancora non si conoscono
2 minuti di lettura

ROMA – «Ita Airways non sta lottando per la sua sopravvivenza». Antonino Turicchi assicura che la compagnia aerea di Stato, di cui è presidente esecutivo, riuscirà a camminare sulle sue gambe, e a volare sulle sue ali, anche senza aiuti esterni. Aiuti peraltro impossibili.

Lo Stato ha già versato a Ita Airways i 1.350 milioni che l’Europa ha autorizzato come spinta al decollo iniziale del vettore. E i promessi sposi di Lufthansa - che hanno prenotato il 41% di Ita - non possono trasfonderle denaro fino a quando la Commissione Ue avrà autorizzato le nozze, entro il 6 giugno.

Il rosso atteso

Ora, Ita Airways chiuderà in perdita anche il 2023: le ultime voci le attribuiscono un rosso intorno ai 90 milioni. Ma il passivo - ancora ufficioso e largamente inferiore rispetto alle indiscrezioni di dicembre - non sembra togliere il sonno alla compagnia di Stato, che lo considera gestibile.

Turicchi e il direttore generale Andrea Benassi individuano un solido paracadute nei ricavi del 2023 (pari…

ROMA – «Ita Airways non sta lottando per la sua sopravvivenza». Antonino Turicchi assicura che la compagnia aerea di Stato, di cui è presidente esecutivo, riuscirà a camminare sulle sue gambe, e a volare sulle sue ali, anche senza aiuti esterni. Aiuti peraltro impossibili.

Lo Stato ha già versato a Ita Airways i 1.350 milioni che l’Europa ha autorizzato come spinta al decollo iniziale del vettore. E i promessi sposi di Lufthansa - che hanno prenotato il 41% di Ita - non possono trasfonderle denaro fino a quando la Commissione Ue avrà autorizzato le nozze, entro il 6 giugno.

Il rosso atteso

Ora, Ita Airways chiuderà in perdita anche il 2023: le ultime voci le attribuiscono un rosso intorno ai 90 milioni. Ma il passivo - ancora ufficioso e largamente inferiore rispetto alle indiscrezioni di dicembre - non sembra togliere il sonno alla compagnia di Stato, che lo considera gestibile.

Turicchi e il direttore generale Andrea Benassi individuano un solido paracadute nei ricavi del 2023 (pari a 2,4 miliardi, in aumento del 67%) e nel flusso di cassa, superiore ai 450 milioni. Andamenti che autorizzano a sperare in un risultato addirittura positivo nel bilancio 2024.

Peraltro la società - che non è strutturalmente indebitata - accede agevolmente ai finanziamenti delle banche. Una linea di credito è stata aperta per 90 milioni; altri 80 supportano l’acquisto di nuovi velivoli (arrivano da un’operazione che gli esperti chiamano di “asset-backed security”: viene emesso un titolo garantito da alcuni attivi societari).

La flotta a 83 aerei

Nel 2023, Ita ha messo in pista una flotta di 83 aerei. Venti coprono le rotte del lungo raggio (le più redditizie); gli altri 63 aerei sono più piccoli, “a corridoio stretto”. Il 40% della flotta è di nuova generazione, effetto dell’uscita di 10 velivoli vecchi e dell’ingresso di 28 avanzati.

Nel 2024, invece, la flotta arriverà a quota 96 velivoli (22 per il lungo raggio e 74 “a corrodoio stretto”). A quel punto, gli aerei di generazione avanzata saranno il 66%.

L’incertezza, certo, pesa sulla compagnia. La Commissione Ue non autorizza ancora il passaggio del 41% delle azioni ai compratori di Lufthansa. Prendiamo, ad esempio, il caso di Linate.

Al momento, nello scalo milanese Ita ha ben 175 slot (le fasce orarie utili per il decollo e l’atterraggio). Sono troppi e la Commissione Ue chiederà di ridurli. Ma il vettore italiano e Lufthansa – che mettono nel conto la rinuncia – hanno urgenza di conoscere l’entità del taglio.

A proposito di incertezza, Ita Airways si trova in un altro limbo. E’ ancora dentro l’alleanza commerciale SkyTeam, ma passerà a Star Alliance, una volta celebrata l’unione con Lufthansa.

In attesa di questo passaggio, sia l’americana Delta e sia Air France (che sono dentro SkyTeam) hanno già interrotto il rapporto di code sharing con Ita, tranciando ogni collaborazione commerciale. E lo hanno fatto da aprile del 2023.

La portoghese Tap

Ora, se il governo Meloni vive male l’attesa del verdetto europeo, il presidente esecutivo Turicchi è super diplomatico: «Non c’è alcun accanimento dell’Europa nei nostri confronti».

La prossima privatizzazione del vettore portoghese Tap; l’acquisizione di Air Europa per mano di Iberia e British: anche queste operazioni dovranno affrontare il severo esame dell’Europa.

ANDREA BENASSI E, A DESTRA, ANTONINO TURICCHI 

Cento milioni di passeggeri

Anche se la procedura è lunga, Turicchi difende la scelta del governo Meloni di scommettere sull’alleanza con i tedeschi: “Per essere competitivi nel mercato globale del trasporto aereo, bisogna contare su almeno 100 milioni di passeggeri trasportati nell’anno. Noi, che siamo un vettore giovane, siamo arrivati a 15 milioni nel 2023”.

In questo scenario, Ita - che ha già 4667 dipendenti - si apre ad altre 800 assunzioni. Domenico Galasso, direttore del Personale, spiega che gli assunti saranno in particolare assistenti di volo stagionali.

Dal primo marzo, la compagnia tornerà a volare su Tel Aviv, inizialmente con tre collegamenti settimanali. Si comincia a chiudere una falla. Nei calcoli di Emiliana Limosani (Chief Commercial Officer), l’interruzione dei viaggi verso Israele è costata 3 milioni al mese.

EMILIANA LIMOSANI 

Il marchio Alitalia

Ultimo elemento: l’uso del marchio Alitalia, di cui Ita è proprietaria. Con l’arrivo di Lufthansa, sia Ita e sia Air Dolomiti (controllata dai tedeschi, quartier generale a Verona) potrebbero confluire in una scatola societaria ribattezzata Gruppo Alitalia.

Leggi i commenti