Economia

Poste, Giorgetti: “Altri hanno svenduto, non andrà come con Tim. Nessuno a parte il Mef avrà più del 5%”

Poste, Giorgetti: “Altri hanno svenduto, non andrà come con Tim. Nessuno a parte il Mef avrà più del 5%”
(ansa)

Il question time del ministro: "Agevoleremo collocamento presso dipendenti e risparmiatori”

1 minuti di lettura

MILANO – Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti torna sul tema della privatizzazione di Poste rispondo al question time alla Camera. Rispondendo ai deputati, Giorgetti ha difeso la scelta del governo: “Più volte si è ricorso al verbo svendere: credo che qualcun altro abbia svenduto in passato importanti asset del Paese, certamente non lo farà questo governo".

"Non andrà come con Tim”

"Qui nessuno svende niente a nessuno. Qualcuno ha ricordato il caso di Tim: ecco, non faremo come è stato fatto con Tim, ve lo garantisco. Il controllo dello Stato era e resta garantito", ha detto Giorgetti. "Sono legittime le critiche ma non credo si possa accusare di svendere, il concetto di prezzo ci sta molto a cuore, l'operazione sarà fatta non semplicemente per portare cassa alla finanza pubblica, e per incisi il debito pubblico serve per pagare stipendi e pensioni, ma quando le condizioni di mercato ci convinceranno che è un affare nell'interesse del pubblico e generale".

"Nessuno può detenere quota superiore al 5%”

Giorgetti ha ribadito ancora una volta che lo Stato manterrà il controllo della società (ma non ha indicato chiaramente la dimensione della quota che verrà messa sul mercato), aggiungendo che in ogni caso nessuno – a parte il socio pubblico – potrà avere più del 5%. "La quota del Mef e di Cdp in Poste è

pari al 64,26%, (35% Cdp e 29,2% Mef). Lo Statuto di Poste inoltre contiene una clausola che nessun soggetto al di fuori del Mef e enti pubblici possa detenere una quota superiore al 5%", ha detto.

"Agevoleremo collocamento presso dipendenti e risparmiatori”

"Questa operazione - ha aggiunto - mira ad agevolare collocamento presso dipendenti e risparmiatori". Inoltre, "il concetto di prezzo ci sta molto a cuore" e l'operazione di vendita delle quote "sarà fatta non solo per portare cassa alla finanza pubblica, ma quando le condizioni di mercato ci convinceranno che è un affare per il pubblico e l'interesse generale".

I commenti dei lettori