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La Ue offre una tregua. Gli agricoltori resistono: “Poco e troppo tardi”

(fotogramma)
La Commissione propone una deroga “parziale” sullo stop alle colture. Ma i sindacati marciano su Parigi e Bruxelles: oggi il Consiglio europeo
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PARIGI — Dilaga in tutta Europa la protesta dei trattori. Tensioni intorno alla capitale francese per i blocchi stradali degli agricoltori che puntano a “prendere” il mercato generale di Rungis.

Ieri la polizia ha cominciato a essere meno tollerante, e un centinaio di attivisti sono stati fermati dalle forze dell’ordine.
Intanto gli occhi sono puntati oggi su Bruxelles dove si apre il Consiglio europeo straordinario con i 27 capi di Stato e di governo. E dove vogliono convergere anche agricoltori da vari Paesi dell’Ue.

Anche in Germania e Polonia

La rabbia non si limita alla Francia, con manifestazioni in Germania, Polonia, Romania, Belgio e in Italia. In Spagna sono state segnalate manifestazioni nei pressi d…

PARIGI — Dilaga in tutta Europa la protesta dei trattori. Tensioni intorno alla capitale francese per i blocchi stradali degli agricoltori che puntano a “prendere” il mercato generale di Rungis.

Ieri la polizia ha cominciato a essere meno tollerante, e un centinaio di attivisti sono stati fermati dalle forze dell’ordine.
Intanto gli occhi sono puntati oggi su Bruxelles dove si apre il Consiglio europeo straordinario con i 27 capi di Stato e di governo. E dove vogliono convergere anche agricoltori da vari Paesi dell’Ue.

Anche in Germania e Polonia

La rabbia non si limita alla Francia, con manifestazioni in Germania, Polonia, Romania, Belgio e in Italia. In Spagna sono state segnalate manifestazioni nei pressi di Léon e Zamora, nel nord-ovest.

Il ministro dell’Agricoltura spagnolo ha annunciato che domani riceverà i tre principali sindacati agricoli per evitare nuove mobilitazioni «nelle prossime settimane».

Anche gli agricoltori portoghesi hanno indetto per oggi una manifestazione sulle strade del Paese con trattori e macchine agricole.

PROTESTE A BRESCIA (ansa)

Le imposizioni della Pac

La Commissione europea prova a disinnescare la miccia, con concessioni su due delle principali rivendicazioni dei sindacati.

Bruxelles propone di concedere una deroga «parziale» agli obblighi di messa a riposo imposti dalla Pac per il 2024 e sta valutando un meccanismo per limitare le importazioni dall’Ucraina, in particolare di pollame.

Mentre Parigi ha accolto con favore il fatto che la Commissione abbia «risposto alle richieste della Francia», il Copa-Cogeca, l’organizzazione dei sindacati agricoli maggioritari dell’Ue, si è rammaricato che questa deroga sia arrivata «in ritardo» e sia «limitata».

Redditi troppo bassi

Una politica europea troppo complessa, redditi troppo bassi, inflazione, concorrenza straniera, in particolare quella dei prodotti ucraini, impennata dei prezzi dei carburanti: sono le stesse richieste che vengono avanzate nella maggior parte dei Paesi europei alle prese con il malcontento agricolo.

La protesta si è cristallizzata intorno alla nuova Politica agricola comune (Pac) che intende aumentare gli obblighi ambientali e alle regole del Green Deal, anche se non sono ancora in vigore.

Altro contenzioso irrisolto a Bruxelles è l’accordo di libero scambio che la Commissione sta negoziando con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), che provoca timori nel settore.

Il no francese

«Un accordo che non è positivo per i nostri agricoltori e non può e non deve essere firmato così com’è», dice il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire.

Emmanuel Macron, che si rifiuta di «dare la colpa di tutto all’Europa», dovrebbe avere un colloquio con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen oggi, a margine del vertice europeo.

La Francia è il maggior beneficiario dei sussidi agricoli europei, ricevendo più di 9 miliardi di euro all’anno.

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