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La corsa per la presidenza di Confindustria. Federlegno, accuse a Orsini: “Porsche pagata dagli associati”. Lui: “Tutto falso, li querelo”

Emanuele Orsini, vice presidente di Confindustria (ansa)
I vertici di Federlegno contro l’ex presidente ora in corsa per la presidenza degli industriali. Vogliono chiarimenti anche sulle spese legali
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MILANO — Da una parte Emanuele Orsini, ex presidente dell’associazione di categoria FederlegnoArredo, nonché della controllata Fla Eventi spa, oggi vicepresidente di Confindustria nazionale e candidato alla presidenza degli imprenditori italiani. Dall’altra gli attuali vertici della stessa Flae, ora guidata da Claudio Feltrin. Tra di loro una battaglia che si combatte anche a suon di fatture rinvenute — a quel che pare solo anni dopo che sono state emesse — negli archivi della Fla Eventi, richieste di chiarimenti sulle spese effettuate, e il leasing di una Porsche Panamera. Dietro lo scontro un lungo pregresso: la lotta che si è aperta da quando, nel 2021, alla presidenza di Federlegno, dopo Orsini è arrivato Feltrin. Da allora, lettere di fuoco tra la stessa Federlegno e Confindustria, interventi dei probiviri, la decisione di viale dell’Astronomia di non far sedere Feltrin, presidente di un’associazione di categoria, nel proprio consiglio generale. Uno scenario che vedrà girare anco…

MILANO — Da una parte Emanuele Orsini, ex presidente dell’associazione di categoria FederlegnoArredo, nonché della controllata Fla Eventi spa, oggi vicepresidente di Confindustria nazionale e candidato alla presidenza degli imprenditori italiani. Dall’altra gli attuali vertici della stessa Flae, ora guidata da Claudio Feltrin. Tra di loro una battaglia che si combatte anche a suon di fatture rinvenute — a quel che pare solo anni dopo che sono state emesse — negli archivi della Fla Eventi, richieste di chiarimenti sulle spese effettuate, e il leasing di una Porsche Panamera. Dietro lo scontro un lungo pregresso: la lotta che si è aperta da quando, nel 2021, alla presidenza di Federlegno, dopo Orsini è arrivato Feltrin. Da allora, lettere di fuoco tra la stessa Federlegno e Confindustria, interventi dei probiviri, la decisione di viale dell’Astronomia di non far sedere Feltrin, presidente di un’associazione di categoria, nel proprio consiglio generale. Uno scenario che vedrà girare ancora carte bollate: Orsini ha infatti risposto ai vertici di Flae con una lettera del suo avvocato con cui li diffida «dal dare seguito alle vostre illegittime intimazioni», riservandosi «di agire, in ogni sede, a tutela dei propri diritti anche con riferimento ai potenziali risvolti denigratori sottesi alle vostre richieste» e spiegando che le richieste della società si presentano «con singolare tempismo solo oggi: in coincidenza cioè con le consultazioni per il rinnovo dei vertici di Confindustria».

Ricostruiamo. Il 29 gennaio viene comunicato ai consiglieri di Flae, la società che organizza le fiere del settore, che il giorno 26 sono state spedite alcune lettere indirizzate a Orsini e ad altri soggetti per avere conto di spese che erano state imputate alla società durante la precedente gestione. Le missive, tutte firmate dal Cfo Gabriele Fraschini, sono state inviate innanzitutto a due studi legali bolognesi. Al primo si chiede conto di 11 fatture emesse tra il marzo 2018 e il luglio 2020, che «riportano genericamente «attività di consulenza legale in materia di diritto societario»... mentre alla stessa società — continua la lettera — «non risultano contatti e/o interlocuzioni, anche semplicemente a mezzo posta elettronica». A un secondo studio, con le medesime riserve, si chiede conto di «fatture di vario importo tra il 2017 e il 2020» per un totale di oltre 310 mila euro».

Altro e divisivo capitolo è quello della vettura in leasing utilizzata da Orsini durante la sua presidenza dalla primavera 2019: una Porsche Panamera pagata 117.411,34 euro più Iva. La lettera inviata da Fraschini all’ex presidente afferma che «come ricorderà il costo della suddetta locazione finanziaria è stato da lei contrattualizzato, ed ingiustamente addebitato a Flae, nonostante la vettura fosse di suo personale uso e non esistesse alcuna delibera dell’assemblea e/o del cda di Flae che le riconoscesse un benefit di tale natura in aggiunta al già importante emolumento di amministratore» della stessa Flae, e Orsini avesse a disposizione un servizio Ncc con conducente. La lettera ricostruisce anche che nel giugno 2020, «in seguito a specifica contestazione e quando lei era ancora presidente di Flae», lo stesso Orsini ha provveduto a far emettere alla società una fattura di 19.913,68 euro come corrispettivo della cessione a lui stesso «del contratto di leasing». Un pagamento che sarebbe, sostiene la missiva, «esplicito riconoscimento dell’indebito dell’intera operazione di leasing». Per questo lamenta che l’ex presidente non abbia ancora rimborsato 12 rate precedenti al passaggio del contratto e chiede la restituzione di 22.031,85 euro.

Una ricostruzione interamente rigettata da Orsini. Il suo legale risponde infatti ai vertici di Flae, affermando che il leasing, «stipulato, nel rispetto dei poteri di cui all’epoca era investito il signor Orsini» non prevedeva che l’auto fosse per uso personale. E inoltre che l’episodio è «risolto e definito da oltre quattro anni... perfettamente noto a chiunque in Flae. Di esso si è infatti occupato nel giugno 2020 il consiglio di amministrazione della società, che, in due occasioni, ha preso atto e condiviso la decisione (non sollecitata, né dovuta) del signor Orsini di farsi carico personalmente di tutti gli oneri derivanti dal contratto di leasing così da evitare strumentalizzazioni di sorta (del tipo di quelle di cui è oggi vittima)». E ancora, «è noto che la vicenda è stata oggetto di un audit condotta su incarico di Flae da Grand Thorton, che ha confermato la correttezza dell’operato del signor Orsini e la correttezza dei calcoli effettuati e dei pagamenti ricevuti dalla società». La strada per la presidenza di Confindustria, è prevedibile, sarà ancora lastricata di carte bollate.

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