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Rivoluzione Japanese Airlines: l’ex hostess diventa presidente

Quello di Mitsuko Tottori è un caso unico in un Paese dove le donne occupano solo il 13% delle posizioni dirigenziali e il gender pay gap è il peggiore del mondo
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L’ex hostess che diventa presidente. Una prima volta assoluta per la compagnia in un Paese, il Giappone, dove le donne ai vertici delle grandi aziende sono una rarità. Mitsuko Tottori ha scalato tutti i gradini da quando, nel 1985, iniziò la sua carriera come assistente di volo per la Japan Air System, compagnia aerea che poi si fuse proprio con Japan Airlines, che da aprile Tottori dirigerà. A metà gennaio è arrivata la promozione: al gradino più alto. Prima donna a ricoprire tale ruolo. «Ci sono lavoratrici là fuori che stanno lottando con i loro avanzamenti di carriera. Spero che la mia nomina a presidente possa incoraggiarle a compiere i successivi passi», ha affermato presentandosi alla stampa a Tokyo.

Pressioni per aumentare la diversità di genere

La nomina di Tottori arriva mentre le aziende giapponesi devono affrontare una crescente pressione per aumentare la diversità di genere soprattutto nelle posizioni apicali e aggiustare un divario retributivo tra uomini e donne che è i…

L’ex hostess che diventa presidente. Una prima volta assoluta per la compagnia in un Paese, il Giappone, dove le donne ai vertici delle grandi aziende sono una rarità. Mitsuko Tottori ha scalato tutti i gradini da quando, nel 1985, iniziò la sua carriera come assistente di volo per la Japan Air System, compagnia aerea che poi si fuse proprio con Japan Airlines, che da aprile Tottori dirigerà. A metà gennaio è arrivata la promozione: al gradino più alto. Prima donna a ricoprire tale ruolo. «Ci sono lavoratrici là fuori che stanno lottando con i loro avanzamenti di carriera. Spero che la mia nomina a presidente possa incoraggiarle a compiere i successivi passi», ha affermato presentandosi alla stampa a Tokyo.

Pressioni per aumentare la diversità di genere

La nomina di Tottori arriva mentre le aziende giapponesi devono affrontare una crescente pressione per aumentare la diversità di genere soprattutto nelle posizioni apicali e aggiustare un divario retributivo tra uomini e donne che è il peggiore tra i Paesi del G7, quasi il doppio della media del gruppo Ocse delle economie avanzate. Nonostante alcuni miglioramenti, sono poche le grandi compagnie che hanno donne in posizioni di comando. Secondo un sondaggio del 2021, le donne occupavano il 13,2% delle posizioni dirigenziali in Giappone, la percentuale più bassa tra i Paesi Ocse. Japan Airlines si è data l’obiettivo di arrivare al 30% delle dirigenti donne entro marzo 2026.

Tottori ha promesso di fare della sicurezza la priorità numero uno alla guida della compagnia nipponica. Lo scorso 2 gennaio un aereo della Japan Airlines si è scontrato con un velivolo della Guardia Costiera giapponese all’aeroporto Haneda di Tokyo: tutte le 379 persone a bordo del volo della Jal ne sono uscite vive, grazie alla calma degli assistenti di cabina e dei passeggeri. Cinque morti, invece, a bordo del velivolo della Guardia Costiera. E Tottori ha iniziato la sua carriera proprio quattro mesi prima del più grave disastro della compagnia aerea: era l’aprile del 1985 e oltre 500 persone rimasero uccise. «So bene cosa accadde allora, per questo voglio trasmettere alle prossime generazioni il concetto fondamentale di sicurezza».

La storia di Tottori

Cinquantanove anni, Tottori in precedenza ha ricoperto i ruoli di senior manager del dipartimento di sicurezza della compagnia e poi di vicepresidente. «Dopo essere entrata a far parte della compagnia, Tottori ha acquisito un elevato livello di conoscenza e di esperienza sul campo. Dal 2020 ha dimostrato un’eccezionale leadership come vicepresidente senior della divisione Assistenti di cabina nel bilanciare lo sviluppo delle risorse umane e la motivazione dei dipendenti nel difficile contesto gestionale della pandemia. Dal 2023 ha contribuito a migliorare la qualità dei servizi offerti ai clienti in qualità di vicepresidente senior della divisione Customer experience, aiutando a mantenere e migliorare la qualità dei nostri servizi», recita la motivazione ufficiale della Japan Airlines.

Nel semestre aprile-settembre, Japan Airlines ha registrato il suo fatturato più alto da quando si è quotata alla Borsa di Tokyo nel 2012. Ma le incertezze rimangono. Il numero di passeggeri sui voli internazionali rimane intorno al 70% dei livelli pre-Covid.

«Il suo caso dimostra che una donna che ha iniziato la sua carriera dalla posizione più bassa può diventare il capo dell’azienda. È un ottimo modello per lo sviluppo della carriera delle donne nelle aziende giapponesi», ha dichiarato alla Reuters Kumiko Nemoto, docente di management all’Università Senshu di Tokyo e autrice di un saggio sulla disuguaglianza di genere dal titolo “Too few women at the top: the persistence of inequality in Japan” (pubblicato dalla Cornell University Press). Su 1.836 società quotate sul mercato “prime” della Borsa di Tokyo solo 15 aziende, ovvero meno dell’1%, sono guidate da donne, secondo uno studio di Kyodo e Teikoku Databank del gennaio 2023.

Il ruolo crescente delle donne

Mentre la forza lavoro giapponese invecchia e si riduce, le donne sono ritornate a svolgere comunque un ruolo crescente. Nel 2022 il tasso di occupazione femminile tra i 25 e i 39 anni ha superato l’80%: record. «Alla base di questo fenomeno c’è un cambiamento nell’atteggiamento culturale nei confronti delle donne e del lavoro. Poiché il talento è diventato più scarso, le donne lavoratrici sono più apprezzate», scrive The Economist. Gli alti livelli di istruzione delle donne giapponesi le rendono ben posizionate per trarre vantaggio da questo cambiamento: il 53% delle donne va all’università in Giappone, rispetto al 59% degli uomini. «Le donne sono la risorsa nascosta del Giappone», afferma al settimanale britannico Mori Masako, ex ministro per la parità di genere. Ma le leggi antiquate sulla famiglia costituiscono ancora un ostacolo all’avanzamento di carriera.

«Le politiche fiscali e assistenziali giapponesi scoraggiano le donne sposate dal lavorare. Quando i coniugi a carico guadagnano meno di 1,3 milioni di yen (8.200 euro) all’anno, non sono tenuti a versare i contributi ai programmi pubblici di previdenza e assicurazione sanitaria», continua l’Economist. «Un rapporto governativo pubblicato a ottobre ha mostrato che più di 1,1 milioni di donne lavoratrici limitano il loro orario di lavoro e i loro guadagni per rimanere sotto questa soglia».

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