Prandini (Coldiretti): “Trattori confusi, la battaglia è a Bruxelles. Da Lollobrigida nessun favore”
di Giuseppe ColomboROMA - “Oggi incontrerò la presidente del Parlamento europeo Metsola e il commissario all’Agricoltura: è in Europa che dobbiamo far sentire ancora di più la nostra voce”. Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, risponde a Repubblica dall’aeroporto di Linate prima di imbarcarsi per Bruxelles. “Al di là dei titoli - dice - molte delle richieste dei trattori sono confuse: noi preferiamo tramutare le proteste in proposte”.
Ma gli agricoltori protestano in Italia. In strada, con i trattori. Perché non ci sono le bandiere della Coldiretti?
“La Coldiretti è la più grande organizzazione di agricoltori in Europa: dobbiamo avere responsabilità e lavorare per risposte concrete. Per questo saremo in piazza a Bruxelles, il 26 febbraio, in occasione del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura Ue”.
ROMA - “Oggi incontrerò la presidente del Parlamento europeo Metsola e il commissario all’Agricoltura: è in Europa che dobbiamo far sentire ancora di più la nostra voce”. Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, risponde a Repubblica dall’aeroporto di Linate prima di imbarcarsi per Bruxelles. “Al di là dei titoli - dice - molte delle richieste dei trattori sono confuse: noi preferiamo tramutare le proteste in proposte”.
Ma gli agricoltori protestano in Italia. In strada, con i trattori. Perché non ci sono le bandiere della Coldiretti?
“La Coldiretti è la più grande organizzazione di agricoltori in Europa: dobbiamo avere responsabilità e lavorare per risposte concrete. Per questo saremo in piazza a Bruxelles, il 26 febbraio, in occasione del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura Ue”.
Una cosa non esclude l’altra. Perché non siete al fianco dei trattori?
“Noi siamo ogni giorno al fianco degli agricoltori. In queste ore ne abbiamo incontrati più di 50mila per ascoltare anche preoccupazioni e richieste. Rispettiamo chi protesta, ma condanniamo episodi violenti come bruciare le nostre bandiere”.
Il movimento dei trattori chiede, tra le altre cose, di pagare meno tasse. Non le sembra una richiesta legittima, oltre che urgente?
“Guardi, molte delle battaglie che rivendicano i trattori sono quelle già condotte dalla Coldiretti da anni. Spesso da soli. Figuriamoci se non siamo favorevoli all’esenzione dell’Irpef: siamo stati noi a farla togliere, insieme all’Imu e all’Irap durante il governo Renzi”.
Però dite che la soglia a 10 mila euro va bene comunque. In questo modo si escludono migliaia di agricoltori.
“Noi a dicembre, durante la sessione di bilancio, avevamo chiesto l’esenzione per tutti”.
Non state con i trattori, ma in una lettera interna ai vostri associati, che doveva restare riservata, fate una pesante autocritica. Avete paura di essere scavalcati?
“Spiace si cerchi di passare il messaggio che gli agricoltori sono contro la Coldiretti. Grazie a questa lettera abbiamo aumentato gli incontri sul territorio e contiamo di arrivare a oltre 120 mila soci nei prossimi giorni. L’autocritica è un’altra”.
Quale?
“Forse su alcuni risultati ci siamo concentrati di più sul lavoro, che sul racconto ai nostri sul territorio e così i successi sono diventati di tutti”.
A quali risultati si riferisce?
“La legge sui cibi fatti in laboratorio l’abbiamo voluta noi, insieme a Regioni, governo e Parlamento, ma penso anche alla legge contro le pratiche sleali per impedire che si venda sotto i costi di produzione”.
Anche il governo disconosce i trattori. Non è stato un errore escluderli dal tavolo di Palazzo Chigi?
“Sono state convocate le organizzazioni riconosciute come maggiormente rappresentative. Noi abbiamo portiamo proposte chiare e chiediamo soluzioni concrete”.
Non protestate per non andare contro la premier e il ministro Lollobrigida?
“Noi non siamo filogovernativi, abbiamo cultura di governo. Negli anni abbiamo lavorato con tutti: con Renzi abbiamo ottenuto risposte sulle tasse, con Conte la riduzione delle accise e gli interventi Covid, con Draghi abbiamo lavorato sui temi ambientali. Questo governo ha avuto il coraggio di fare una legge contro i prodotti in laboratorio”.
La legge sulla carne coltivata. L’Europa vi ha fatto le pulci, per dirla con un eufemismo. Era necessario prevedere un divieto quando non c’è neppure un’autorizzazione a produrre?
“Abbiamo chiesto di tutelare la salute dei cittadini applicando il principio di precauzione. Gli scienziati e i medici dicono che non ci sono elementi per dichiarare sicuri questi prodotti. Siamo convinti che altri Paesi membri seguiranno questa scelta”.
La riporto sui rapporti con il governo. Il capo di gabinetto del ministro Lollobrigida arriva dalla Coldiretti. Non la imbarazza questa scelta?
“La scelta dell’attuale capo di gabinetto è stata fatta direttamente dal ministro sulla base di un rapporto di stima professionale che esisteva da prima. Quando mi è stata comunicata, ne ho preso atto”.
Le “porte girevoli” si vedono anche nelle graduatorie dei bandi per i contratti di filiera, predisposte dal ministero. Parliamo di miliardi di euro: molti progetti sono stati presentati dai dirigenti di Coldiretti.
“Su questo tema voglio essere categorico. I bandi di carattere pubblico a cui noi partecipiamo sono supervisionati dalla Corte dei conti, oltre che da altri rami della magistratura. Non siamo degli avvantaggiati”.
Ha rapporti anche con Forza Italia e la Lega, oltre che con FdI?
“Con Tajani e Forza Italia dialoghiamo sistematicamente, ad esempio sulle iniziative del piano Mattei. Nella Lega abbiamo un rapporto costruttivo con Giorgetti e con Salvini abbiamo provato a ragionare sugli invasi: ci aspettiamo nei prossimi mesi un progetto vero e circostanziato. Dialoghiamo ovviamente anche con i partiti di opposizione”.
Se la premier le proponesse di candidarsi alle europee, accetterebbe?
“Sono stato rieletto presidente lo scorso dicembre e ho davanti quattro anni e mezzo di mandato. Non mi interessano altre cariche”.
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