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Scudo erariale, schiaffo del governo alla Corte dei Conti: via libera alla proroga. I magistrati: “Rischio malaffare”

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Approvato l’emendamento per prolungare al 31 dicembre la protezione che limita la responsabilità degli amministratori locali. Dura la replica dei magistrati: “Proroga ingiustificata, grave rischio di spreco di denaro pubblico”
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ROMA – Tre righe per tirare dritto. E per cestinare l’appello della Corte dei conti, che appena ieri aveva auspicato la fine della lunga stagione dello scudo erariale, la “protezione speciale” che limita la responsabilità degli amministratori pubblici al dolo, escludendo la colpa grave. Tre righe in un emendamento al decreto Milleproroghe, approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera. La firma è della maggioranza, il bollino per il via libera è del governo. Avanti con lo scudo, fino al 31 dicembre.

Uno “schiaffo” che fa ribollire l’Associazione magistrati della Corte dei conti. "Una sua ulteriore proroga - tuonano le toghe - sarebbe contraddittoria e ingiustificata, in quanto, nonostante la fine del periodo di emergenza, avrebbe l'e…

ROMA – Tre righe per tirare dritto. E per cestinare l’appello della Corte dei conti, che appena ieri aveva auspicato la fine della lunga stagione dello scudo erariale, la “protezione speciale” che limita la responsabilità degli amministratori pubblici al dolo, escludendo la colpa grave. Tre righe in un emendamento al decreto Milleproroghe, approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera. La firma è della maggioranza, il bollino per il via libera è del governo. Avanti con lo scudo, fino al 31 dicembre.

Uno “schiaffo” che fa ribollire l’Associazione magistrati della Corte dei conti. "Una sua ulteriore proroga - tuonano le toghe - sarebbe contraddittoria e ingiustificata, in quanto, nonostante la fine del periodo di emergenza, avrebbe l'effetto di stabilizzare l'esclusione della perseguibilità delle condotte commissive gravemente colpose”. Il “sindacato” della Corte usa il condizionale: potenzialmente c’è ancora spazio per una retromarcia del governo, prima del via libera definitivo del Parlamento al Milleproroghe.

Per capire la portata dell’allarme bisogna leggere un altro passaggio del comunicato diramato pochi minuti dopo la notizia del via libera alla proroga dello scudo. L’allungamento, scrivono sempre i magistrati, “espone il Paese al grave rischio di spreco di denaro pubblico, di gestioni opache di commesse pubbliche e di diffusione del malaffare”.

E per rafforzare il concetto si ricorda che lo scudo, introdotto nel 2020, con lo scoppio della pandemia, è al vaglio della Consulta “perché sospettata di incostituzionalità”. Il messaggio: proroghe straordinarie si giustificano solo con situazioni eccezionali, in questo caso il Covid, ma non possono diventare la regola perché in questo caso violano la Costituzione.

La proroga dello scudo

L’emendamento al Milleproroghe proroga la validità dello scudo erariale di sei mesi, dal 30 giugno alla fine di quest’anno. Per ora. Perché alla nuova scadenza, trapela da fonti di Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni è già pronto a chiedere un nuovo allungamento. Meglio, a richiedere dato che la proposta di modifica iniziale chiedeva una proroga ancora più generosa, fino al 30 giugno 2026, in linea con la scadenza del Pnrr, a cui è collegata la questione dello scudo.

Eppure ventiquattr’ore prima, l’esortazione della magistratura contabile era stata chiara. Davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore generale della Corte Pio Silvestri aveva esternato la “preoccupazione” con cui i magistrati guardano “a quegli interventi legislativi che potrebbero rendere sistemica la previsione” dello scudo.

Non solo la proroga dello scudo in sè, ma anche la proposta di legge di FdI che esclude dalla responsabilità erariale gli amministratori che hanno firmato un atto che ha già superato il controllo preventivo di legittimità. Un altro “schiaffo” alla Corte dei conti.

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