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L’intelligenza artificiale in regia. OpenAI crea “Sora”: genera i video che fanno tremare Hollywood

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Dopo ChatGpt il nuovo sviluppo IA è dedicato a una learning machine per i filmati: potrebbe essere usato per influenzare anche le elezioni. Un nuovo accordo per la cessione di azioni valuta la società almeno 80 miliardi di dollari
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ROMA — OpenAI, l’azienda californiana che ha stupito il mondo con ChatGpt, ha lasciato nuovamente tutti a bocca aperta con Sora, un’intelligenza artificiale capace di generare video realistici a partire da un testo. Così come ChatGpt è stata addestrata su miliardi di scritti, la nuova IA è stata allenata con un archivio enorme di filmati. Sulla base di ciò che ha imparato, Sora può trasformare le istruzioni degli utenti - i cosiddetti “prompt” - in immagini in movimento. Il risultato è magico. In uno dei video diffusi da OpenAI, una ragazza cammina su una strada di Tokyo. Tutti i comandi impartiti all’intelligenza artificiale sono stati rispettati. «La donna indossa occhiali da sole, una giacca, abito rosso e stivali neri». Fatto. «Dietro di lei si muovono altre persone». Fatto. «L’asfalto è bagnato e riflette le luci al neon». Fatto anche questo.

ROMA — OpenAI, l’azienda californiana che ha stupito il mondo con ChatGpt, ha lasciato nuovamente tutti a bocca aperta con Sora, un’intelligenza artificiale capace di generare video realistici a partire da un testo. Così come ChatGpt è stata addestrata su miliardi di scritti, la nuova IA è stata allenata con un archivio enorme di filmati. Sulla base di ciò che ha imparato, Sora può trasformare le istruzioni degli utenti - i cosiddetti “prompt” - in immagini in movimento. Il risultato è magico. In uno dei video diffusi da OpenAI, una ragazza cammina su una strada di Tokyo. Tutti i comandi impartiti all’intelligenza artificiale sono stati rispettati. «La donna indossa occhiali da sole, una giacca, abito rosso e stivali neri». Fatto. «Dietro di lei si muovono altre persone». Fatto. «L’asfalto è bagnato e riflette le luci al neon». Fatto anche questo.

Anche la regia improvvisata dall’IA è impressionante. Si parte da un totale che mostra il contesto urbano. Poi si passa a un primissimo piano della donna. E nelle lenti degli occhiali si specchia il resto della metropoli. In un minuto - il massimo che si può ottenere con Sora - solo due cose tradiscono la natura artificiale delle immagini: un piccolo simbolo di OpenAI - la “prova” che il contenuto proviene da una IA - e i passi talvolta incerti della “donna in rosso”.

OpenAI ha puntato anche sull’Italia per lanciare la sua creatura. Sora - che in giapponese significa “cielo” - può creare una città sul mare, ispirata ad Amalfi, ripresa magistralmente da un drone. Oppure un cane tra le case di Burano. O ancora una nonna “in una cucina rustica della Toscana”. Ma siamo di fronte a dimostrazioni. Sora, infatti, non si può provare. E non sappiamo, dunque, se una volta aperta al pubblico risponderà in modo altrettanto stupefacente alle richieste degli utenti.

Ma tanto basta: OpenAI ha appena concluso un accordo che valuta la società di San Francisco almeno 80 miliardi di dollari, triplicando la sua valutazione in 10 mesi. Lo scrive il New York Times: la società, che ha Microsoft tra i finanziatori, venderà le azioni in una offerta pubblica guidata dalla società di venture capital Thrive Capital.

OpenAI per ora sta valutando eventuali rischi e pericoli di questa tecnologia. Ci sarà da lavorare. Se usato nel modo sbagliato, uno strumento come Sora può aumentare a dismisura i deepfake, quei video in cui gli algoritmi fanno dire (o fare) a un individuo - spesso celebrità o politici - cose che non ha mai detto né fatto. La presenza di filtri o censure, che dovrebbero prevenire la generazione di contenuti violenti, offensivi e osceni, non è sufficiente. Ne sa qualcosa la popstar Taylor Swift, che recentemente è stata spogliata dall’IA di Microsoft nonostante le misure di sicurezza adottate dall’azienda.

È facile immaginare, inoltre, la disinformazione che Sora potrebbe alimentare se qualcuno trovasse il modo di usarla per clonare Joe Biden, Donald Trump o qualsiasi altra persona che nel 2024 correrà per la Casa Bianca o per un posto al Parlamento europeo.

Sora preoccupa anche Hollywood e più in generale chi, con i video reali, si guadagna da vivere. «Per favore, non trasformarmi in un senzatetto» ha scritto ironicamente MrBeast, lo youtuber più seguito e famoso del mondo, a Sam Altman, il Ceo di OpenAI.

Ma c’è poco da ridere. Un recente studio della Carnegie Mellon University, di Pittsburgh, ha evidenziato che per produrre un’immagine l’IA utilizza l’energia necessaria a ricaricare uno smartphone. Quanta ne servirà per i un video di alcuni secondi? C’è poi la questione del diritto d’autore. Quali immagini ha “studiato” Sora? OpenAI sostiene di aver attinto a video pubblici senza copyright. Ma in passato l’azienda ha rimediato diverse cause - una dal New York Times - per aver usato dati sensibili.

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