ROMA — «Sfido la premier Meloni a fare un decreto che porti le tutele degli articoli 41 e 119 del Codice degli appalti pubblici anche nei cantieri privati sopra 500 mila euro. E invito tutte i partiti a votarlo. Bastano poche righe».
Alessandro Genovesi, capo della Fillea, gli edili della Cgil. Il Codice è quello di Salvini?
«Certo. Lì ci sono norme a tutela del lavoro e altre deleterie come il subappalto a cascata senza limiti».
Quel Codice non si applica però al cantiere di Firenze.
«Per questo io dico: facciamo l’opposto di quanto fatto da Salvini quando ha portato la giungla e il Far west del subappalto a cascata dal privato al pubblico. Estendiamo al privato quanto c’è di buono nel Codice».
Cosa quindi?
«Tutte le tutele in fase di esecuzione dei lavori. L’obbligo di applicare il contratto edile, evitando di usare contratti che costano meno e con meno tutele. Il divieto al ribasso sui costi per manodopera e sicurezza. E la parità economica e normativa tra lavoratori in appalto e in subappalto».
Cosa cambiava a Firenze?
«Avremmo saputo subito quante aziende c’erano e quanti lavoratori. Impedito a Esselunga di avere ribassi su manodopera e sicurezza. L’obbligo della formazione e dei rappresentati territoriali della sicurezza. Non avremmo avuto squadre di cottimisti e di ditte individuali».
Il governo invece vuole togliere il badge agli operai edili nei cantieri non in appalto e subappalto.
«Non solo non va abrogato, ma andrebbe esteso. E, come nelle grandi opere, dovrebbe essere elettronico, con un chip per rilevare l’orario e la presenza georeferenziata in cantiere. Così da sapere quante ore lavora un addetto, se 8 o 12 come succede, ed è la causa principale di infortunio. E anche ricostruire gli spostamenti nel cantiere. Si può fare: costa solo 35 centesimi l’uno».
Perché ancora morti sul lavoro? Una strage.
«Per fare più profitti in tempi brevi e risparmiare sui costi di manodopera, sicurezza e materiale. Cambiare si può Come nel Protocollo per il Giubileo, firmato dalle imprese e i sindacati col sindaco Gualtieri: no al massimo ribasso, no al subappalto a cascata, sì a stessi diritti per tutti i lavoratori».