Sanzioni soft e perdono per l’evasione di necessità se si pagano le tasse dovute
di Giuseppe ColomboROMA - È il grande perdono fiscale della destra al governo. Pronto a prendere forma in un decreto legislativo atteso mercoledì, al più tardi la settimana prossima, sul tavolo del Consiglio dei ministri. Parola d’ordine: tagliare le sanzioni per chi non è in regola con il pagamento delle tasse.
Tutte le sanzioni, non solo quelle amministrative e tributarie: la mano del "Fisco amico”, copyright di Giorgia Meloni, è pronta ad “accarezzare” anche chi ha problemi di natura penale.
Un favore trasversale anche per un altro aspetto: le forbici interverranno sulle penalità che si applicano oggi su chi non è in regola con il versamento delle imposte sui redditi, ma anche dell’Iva. E dentro alla lista ci saranno anche gli altri tributi.
Una norma, su tutte, svelerà la portata dell’aiuto ai…
ROMA - È il grande perdono fiscale della destra al governo. Pronto a prendere forma in un decreto legislativo atteso mercoledì, al più tardi la settimana prossima, sul tavolo del Consiglio dei ministri. Parola d’ordine: tagliare le sanzioni per chi non è in regola con il pagamento delle tasse.
Tutte le sanzioni, non solo quelle amministrative e tributarie: la mano del "Fisco amico”, copyright di Giorgia Meloni, è pronta ad “accarezzare” anche chi ha problemi di natura penale.
Un favore trasversale anche per un altro aspetto: le forbici interverranno sulle penalità che si applicano oggi su chi non è in regola con il versamento delle imposte sui redditi, ma anche dell’Iva. E dentro alla lista ci saranno anche gli altri tributi.
Una norma, su tutte, svelerà la portata dell’aiuto ai contribuenti infedeli. Si chiama "evasione per necessità”, nella definizione che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il regista della riforma fiscale, ha adottato per motivare la necessità di ridimensionare, fino a cancellare, la punibilità per chi non paga le tasse a causa di “fatti non imputabili al soggetto stesso”.
Eccolo il perdono per chi ha promesso di pagare le tasse, ma poi non l’ha fatto. Dal beneficio sarà esclusa la fattispecie dell’omessa dichiarazione: in questo caso, spiegano fonti di governo, “non solo non ci sarà un taglio delle sanzioni, ma prevarrà una linea ancora più dura”.
Al contrario in caso di omesso versamento o dichiarazione infedele, la riduzione o la cancellazione delle sanzioni penali scatterà a fronte del pagamento delle somme dovute al Fisco: il versamento potrà avvenire in un’unica soluzione o a rate.
Ma il perimetro delle concessioni non finisce qui. Dentro finisce anche un trattamento di favore che incrocia il processo penale con quello tributario: in caso di assoluzione già avvenuta "perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non l’ha commesso”, il giudice tributario dovrà tenere conto della pronuncia avvenuta.
Per il governo, l’intervento sulle sanzioni è un atto dovuto: "È l’Europa che ci dice che dobbiamo tagliarle perché negli altri Paesi sono in media il 60% della somma dovuta, mentre da noi si parte dal 120% e si arriva fino al 240%”, è il messaggio che arriva dal Dipartimento Finanze del Mef. Tutto pronto per il grande perdono fiscale.
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