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Recovery in Europa, finora erogati 225 miliardi

Gli investimenti pubblici dovrebbero raggiungere il 3,4% del Pil nel 2024. L'Italia, ha registrato il numero più elevato di “milestone” e “target” per investimenti e riforme
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ROMA – Quasi 225 miliardi di euro erogati; 1.150 traguardi raggiunti; oltre 28 milioni di megawattora (MWh) di consumo di energia risparmiati; 5,6 milioni di famiglie in più hanno ottenuto accesso a internet tramite reti ad altissima capacità, e quasi 9 milioni di persone hanno beneficiato di misure di protezione contro i disastri legati al clima, come le inondazioni e gli incendi. Sono i numeri del Next Generation Eu, il programma dei Piani nazionali di ripresa e resilienza, pubblicati dalla Commissione europea in occasione dell'aggiornamento di medio termine dell'attuazione del programma.

L’Italia in testa

L'Italia, seguita da Spagna e Croazia, ha registrato il numero più elevato di 'milestone' e 'target' per investimenti e riforme nell'ambito del Pnrr: rispettivamente 178 su un totale di 527, 121 su un totale di 416 e 104 su un totale di 372. Per 'milestone' si intendono le fasi rilevanti di natura amministrativa e procedurale (traguardi qualitativi da raggiungere tramite una dete…

ROMA – Quasi 225 miliardi di euro erogati; 1.150 traguardi raggiunti; oltre 28 milioni di megawattora (MWh) di consumo di energia risparmiati; 5,6 milioni di famiglie in più hanno ottenuto accesso a internet tramite reti ad altissima capacità, e quasi 9 milioni di persone hanno beneficiato di misure di protezione contro i disastri legati al clima, come le inondazioni e gli incendi. Sono i numeri del Next Generation Eu, il programma dei Piani nazionali di ripresa e resilienza, pubblicati dalla Commissione europea in occasione dell'aggiornamento di medio termine dell'attuazione del programma.

L’Italia in testa

L'Italia, seguita da Spagna e Croazia, ha registrato il numero più elevato di 'milestone' e 'target' per investimenti e riforme nell'ambito del Pnrr: rispettivamente 178 su un totale di 527, 121 su un totale di 416 e 104 su un totale di 372. Per 'milestone' si intendono le fasi rilevanti di natura amministrativa e procedurale (traguardi qualitativi da raggiungere tramite una determinata misura di riforma e/o investimento, spesso si riferiscono a fasi chiave dell'attuazione delle misure come legislazione adottata, piena operatività dei sistemi informativi); per 'target si intendono i risultati attesi dagli interventi, quantificati con indicatori misurabili (per esempio km di ferrovie costruite, metri quadri di superficie oggetto di interventi di efficentamento energetico, numero di studenti che hanno completato la formazione).

L’aumento degli investimenti pubblici in Europa

La Commissione stima che circa la metà dell'aumento previsto degli investimenti pubblici tra il 2019 e il 2025 deriva da investimenti finanziati dal bilancio dell'Ue, in particolare dal Recovery. Contrariamente alle crisi precedenti, gli investimenti pubblici in Europa sono aumentati durante la pandemia di Covid-19 e la successiva crisi energetica, dal 3% nel 2019 a circa il 3,3% nel 2023. Nel 2024, gli investimenti pubblici dovrebbero raggiungere il 3,4% del Pil.

La modellazione economica della Commissione suggerisce che il Next Generation ha il potenziale per aumentare il Pil reale dell'Ue fino all'1,4% nel 2026, rispetto a una situazione senza Next Generation Eu. I risultati - precisa l'esecutivo europeo - non comprendono l'impatto significativo previsto dalle riforme per migliorare la crescita delle indicate nei vari Pnrr. Si prevede infine che l'occupazione nell'Ue aumenterà fino allo 0,8% a breve termine.

Le voci di Gentiloni e Dombrovskis

Il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis gela la prospettiva di aprire il vaso di pandora delle scadenze per l'attuazione dei Pnrr (2026). “Cambiare le scadenze è questione molto complessa ed una decisione che implica l'unanimità tra gli stati membri, il passaggio al parlamento europeo relativamente per esempio alle risorse proprie della Ue, ma non vediamo questo uno scenario probabile, invece di concentrarsi sulle scadenze il focus andrebbe riferito all'attuazione dei Pnrr'”. Così il commissario europeo all’Economia Gentiloni: "Sappiamo che alcune autorità e istituzioni nazionali, anche se non tutte, vorrebbero vedere una maggiore flessibilità sia nel processo di valutazione delle tappe intermedie e degli obiettivi, sia nella procedura di revisione dei piani. E siamo pronti a cercare modi per affrontare queste sfide, senza riaprire il quadro giuridico".

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