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L’appuntamento di Milano con Affari&Finanza del 4 marzo

Il direttore di Repubblica Eugenio Scalfari, presenta il nuovo supplemento economico Affari e Finanza, nella foto da sinistra, Eraldo Gaffino, Carlo Caracciolo, Eugenio Scalfari, Piero Ottone, Gianni Rocca 

 
L’inserto economico di Repubblica festeggia il compleanno con un evento all’Università Bocconi, insieme ai protagonisti di oggi
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Quando l’11 novembre 1984 i lettori di Repubblica comprarono il giornale in edicola, si trovarono di fronte una nuova sezione di Economia, con un titolo accattivante Affari&Finanza. A pensarla furono il fondatore Eugenio Scalfari e la penna economica Giuseppe Turani. Fu una vera intuizione, e di successo, tanto che due anni dopo la sezione diventò un inserto del giornale che ancora oggi, dopo 40 anni, esce in allegato a Repubblica.

La celebrazione in Bocconi

Un cammino che ha accompagnato il racconto economico del Paese, lungo tutte le sue stagioni e che il prossimo lunedì 4 marzo verrà celebrato in Bocconi, dove nel foyer dell’Aula Magna si terrà un evento per festeggiare la ricorrenza e discutere lo scenario italiano ed europeo insieme con i più autorevoli protagonisti dell’economia e della politica. «Io e Giuseppe Turani lanciammo un settimanale che rompeva gli schemi. Prima solo i professori discutevano di economia. Arrivammo noi e nacque un nuovo modo di raccontare l’economi…

Quando l’11 novembre 1984 i lettori di Repubblica comprarono il giornale in edicola, si trovarono di fronte una nuova sezione di Economia, con un titolo accattivante Affari&Finanza. A pensarla furono il fondatore Eugenio Scalfari e la penna economica Giuseppe Turani. Fu una vera intuizione, e di successo, tanto che due anni dopo la sezione diventò un inserto del giornale che ancora oggi, dopo 40 anni, esce in allegato a Repubblica.

La celebrazione in Bocconi

Un cammino che ha accompagnato il racconto economico del Paese, lungo tutte le sue stagioni e che il prossimo lunedì 4 marzo verrà celebrato in Bocconi, dove nel foyer dell’Aula Magna si terrà un evento per festeggiare la ricorrenza e discutere lo scenario italiano ed europeo insieme con i più autorevoli protagonisti dell’economia e della politica. «Io e Giuseppe Turani lanciammo un settimanale che rompeva gli schemi. Prima solo i professori discutevano di economia. Arrivammo noi e nacque un nuovo modo di raccontare l’economia», spiegava Scalfari al direttore di allora di Affari&Finanza, Fabio Bogo, in occasione delle celebrazioni dei 30 anni dell’inserto. «Siamo partiti dal fatto che il nostro Paese stava completando l’ennesima trasformazione. Avevamo fatto la prima industrializzazione e stavamo digerendo la seconda, quella del cosiddetto boom. Dopo il boom arrivava la scoperta dei mercati e le scalate, con la politica sempre lì a fianco». Scalfari e Turani raccontano quell’epoca, passando poi il testimone a tutti i responsabili che si sono succeduti alla guida del settimanale, preservando l’idea originale. «A muovere Scalfari fu un problema di temi. Allora Repubblica era un giornale con poche pagine e i temi andavano scelti con accuratezza. Il termine di paragone era la casalinga di Voghera che sicuramente però non sarebbe andata a leggere il titolo scelto per aprire il primo numero di Affari&Finanza “Il deficit non si colma stampando più moneta”.

Catturare la comunità finanziaria

Con questa scelta si andava a interessare un’altra fascia di lettori, la comunità finanziaria», racconta Maurizio Ricci, responsabile di Affari&Finanza dal 1984 al 1986. Fu un grande successo, perché si tiravano tra le 500 e le 600mila copie. «Scalfari scriveva tutte le settimane l’editoriale di fondo, dando un taglio al giornale e Turani con la sua straordinaria capacità di scrivere e raccontare dava una specie di imprinting», aggiunge Alessandra Carini, alla guida del settimanale dal 1986 al 1997. L’entusiasmo si misurava non solo nelle copie vendute, ma anche nell’interesse che gli economisti e i commentatori economici mostravano nel voler scrivere sulle pagine, allora rosa salmone, dell’inserto. «Eravamo tempestati di telefonate di economisti che volevano intervenire nei dibattiti. Facevo scrivere economisti di diversissimo orientamento, anche i primi neoliberisti, sebbene non ne condividessi le tesi, ma proprio perché suscitavano dibattito», racconta Carlo Clericetti, responsabile dell’inserto dal 1997 al 2000. E ancora oggi sono molte le firme autorevoli ospitate nella sezione Le idee. Oltre alle discussioni sui grandi temi, Affari&Finanza ha sempre raccontato i grandi avvenimenti e i cambiamenti, come la nascita dell’euro. «Affari&Finanza ha seguito l’evoluzione delle istituzioni monetarie e del nostro sistema finanziario ed economico con grande attenzione e con grandissimo rigore», sostiene Marco Panara, che ha guidato il settimanale dal 2000 al 2006. «Il giornale è stato molto attento – aggiunge Panara - a cogliere i segnali di novità, di evoluzione del sistema delle imprese e i nuovi personaggi che emergevano, secondo la tradizione di Repubblica, indagando sui meccanismi del potere economico». Affari&Finanza è sempre stato un unicum nel panorama dell’informazione finanziaria.

Individuare i fenomeni

«L’idea risale alla grande e fondamentale intuizione di Scalfari e poi di Turani, che si erano inventati questa formula straordinaria: Repubblica era un giornale radicale in politica, mentre la sua costola economica era un giornale liberale, un equilibrio nuovo che sempre abbiamo cercato di portare avanti», spiega Massimo Giannini, direttore di Affari&Finanza dal 2007 al 2014. Il giornale non ha cambiato la sua ispirazione quando è cambiato il mondo che lo circondava. «Un mondo sempre più globale. Bisognava capire cosa succedesse dall’altra parte dell’Atlantico e nel Pacifico. Il compito del settimanale non è di fare la cronaca, ma di individuare i fenomeni», dice Fabio Bogo al vertice dell’inserto dal 2014 al 2019, aggiungendo come Affari&Finanza abbia indagato e cercato, tra i primi, le storie del Made in Italy, così come è stato tra i primi ad avere una sezione dedicata alla Moda e alla Tecnologia. Anche oggi, dopo 40 anni, Affari&Finanza mantiene la sua identità, basandosi su due cardini: «L’accuratezza nell’informazione e la precisione nei dati, nell’analisi e nell’originalità dei commenti», dice l’attuale responsabile Roberto Rho.

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