Auto, De Meo: “Non tornare indietro sull’elettrico dopo il voto Ue”
dal nostro inviato Diego LonghinGINEVRA – “Dopo le elezioni di giugno con il nuovo parlamento ci potrebbe essere un ritorno indietro. Cosa che è altrettanto pericoloso. Non bisogna tornare indietro. Fare i luddisti ora sarebbe un grandissimo errore”. L’avviso ai politici arriva dal Salone dell’Auto di Ginevra ed è targato Luca de Meo, amministratore delegato del gruppo francese Renault e numero uno dell’Acea, l’associazione europea delle case produttrici. Il riferimento è alla transizione elettrica, alle tappe già decise dalla Ue per quanto riguarda il passaggio dai motori termici a quelli a batteria. Il 2035 è l’anno di passaggio.
A giugno si voterà per il nuovo parlamento e il partito che vuole rimettere tutto in discussione potrebbe prendere il sopravvento. “Io …
GINEVRA – “Dopo le elezioni di giugno con il nuovo parlamento ci potrebbe essere un ritorno indietro. Cosa che è altrettanto pericoloso. Non bisogna tornare indietro. Fare i luddisti ora sarebbe un grandissimo errore”. L’avviso ai politici arriva dal Salone dell’Auto di Ginevra ed è targato Luca de Meo, amministratore delegato del gruppo francese Renault e numero uno dell’Acea, l’associazione europea delle case produttrici. Il riferimento è alla transizione elettrica, alle tappe già decise dalla Ue per quanto riguarda il passaggio dai motori termici a quelli a batteria. Il 2035 è l’anno di passaggio.
A giugno si voterà per il nuovo parlamento e il partito che vuole rimettere tutto in discussione potrebbe prendere il sopravvento. “Io non sono un revisionista politico, nemmeno un esperto. Quello che dicono è che ci potrebbe essere ancor maggiore frammentazione con un tentativo di tornare indietro. Sarebbe pericoloso. Perché tre anni fa ci dicevano che se non facevamo le macchine elettriche 100% eravamo degli zombie che camminavano. E adesso tutti quanti, ma sei sicuro? Ma l'elettrico funziona? Guarda che la gente non è contenta. Quale società che ha rifiutato il progresso ne ha tratto beneficio? Nessuna”, risponde de Meo che si rivolge ai politici europei: “Non fate questo giochino qua perché noi nel frattempo nell’elettrico ci abbiamo messo decine di miliardi di investimenti. Non vogliamo tornare indietro”.
L’amministratore delegato di Renault dice che probabilmente l'elettrico non sarà il 100% nel 2035. La quota sarà anche più bassa, 60% o 70%, “ma rimarrà una tecnologia dominante”, dice l’amministratore delegato di Renault che a Ginevra ha presentato la nuova R5, auto che si ispira all’iconica auto degli anni ‘70 ed è tutta elettrica. Vettura sviluppata e costruita in Francia e che avrà un prezzo base di 25 mila euro. De Meo non nasconde che ci sono problemi rispetto alla regolamentazione che l’Europa ha prodotto.
“Nella Ue manca una politica industriale – dice – un conto è fare una politica industriale, un conto è impilare le regolamentazioni una sopra l’altra, mettere delle semplici scadenze e poi fare delle multe. Altra cosa è fare un piano a cinque anni, a dieci, trovare il budget, definire con i partner la strategia e la gestione. Questo dovrebbe fare l’Europa. Perché se chi mette le colonnine non le mette, come faccio io a vendere le auto?”.
Ci sono secondo de Meo alcune cose che l’Europa dovrebbe fare, come “garantire la neutralità tecnologica – non dite a noi quale tecnologia applicare ma quale obiettivo raggiungere – mettere tutti i protagonisti del settore attorno ad un tavolo, ridurre i costi dell’energia, che costa tre volte in più rispetto agli Usa e due rispetto alla Cina”. E poi ci vogliono idee per il numero uno di Acea. “Dove vanno le multe che le case produttrici pagano alla Ue? Vanno all’agricoltura, vanno in spese generali? Non lo so. Me lo chiedo – sottolinea – perché non dovrebbero tornare al settore, non solo a chi investe nella transizione, ma a chi fa dei modelli che sono a prezzi accessibili, come abbiamo fatto noi in Renautl, diminuendo i margini”.