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Agrifish, i trattori per protesta bloccano l’aeroporto di Bruxelles. “Le semplificazioni non bastano”. Anche l’Italia chiede una riforma della Pac

(ansa)
Deluse le organizzazioni agricole: “Servono tempi e risposte urgenti”. Cinquecento trattori in piazza a Madrid
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ROMA – A fine Consiglio la delusione è palpabile: i ministri dell’Agricoltura della Ue parlano di semplificazioni, di riforme, ma di concreto non avviene nulla. E per Bruxelles è una cattiva giornata: le proteste dei trattori mettono in difficoltà la capitale belga, tra lancio di uova, paglia e segatura, pneumatici bruciati, e a metà giornata il blocco della via di accesso all’aeroporto nazionale di Bruxelles.

Le proposte della Commissione

Come annunciato, la Commissione e il Consiglio Ue mettono sul tavolo un pacchetto sostanzioso di semplificazioni burocratiche: "Abbiamo ricevuto 500 proposte, che sono importanti e che analizzeremo", ha detto il vicepremier belga e ministro dell'Agricoltura David Clarinval, a margine del Consiglio Agrifish. Su queste proposte si deciderà a breve, ha aggiunto Clarinval, che ha poi ribadito: “Il mio messaggio agli agricoltori è che ascoltiamo, chiaramente, le loro rimostranze. Ci sono degli elementi del Green Deal che non vengono remunerati agli agr…

ROMA – A fine Consiglio la delusione è palpabile: i ministri dell’Agricoltura della Ue parlano di semplificazioni, di riforme, ma di concreto non avviene nulla. E per Bruxelles è una cattiva giornata: le proteste dei trattori mettono in difficoltà la capitale belga, tra lancio di uova, paglia e segatura, pneumatici bruciati, e a metà giornata il blocco della via di accesso all’aeroporto nazionale di Bruxelles.

Le proposte della Commissione

Come annunciato, la Commissione e il Consiglio Ue mettono sul tavolo un pacchetto sostanzioso di semplificazioni burocratiche: "Abbiamo ricevuto 500 proposte, che sono importanti e che analizzeremo", ha detto il vicepremier belga e ministro dell'Agricoltura David Clarinval, a margine del Consiglio Agrifish. Su queste proposte si deciderà a breve, ha aggiunto Clarinval, che ha poi ribadito: “Il mio messaggio agli agricoltori è che ascoltiamo, chiaramente, le loro rimostranze. Ci sono degli elementi del Green Deal che non vengono remunerati agli agricoltori, e questo è il cuore del problema”.

Un altro problema è quello del crollo dei prezzi agricoli, in particolare per i prodotti minacciati direttamente dalle importazioni. Al centro delle proteste c’è anche il grano, bersaglio del fortissimo aumento delle importazioni russe, ma minacciato anche dall’import ucraino, contestato da molti agricoltori, soprattutto da quelli dei Paesi confinanti, come la Polonia.

"I 27 Stati membri sono fermi nell'affermare che questa situazione non può rimanere così com'è" ed è "necessario adottare delle misure rapide e altre misure più a lungo termine nell'Ue", conclude Clarinval.

La delusione delle organizzazioni agricole

Proposte che vanno nella direzione giusta, ma che dalle organizzazioni agricole vengono giudicate insufficienti. "Abbiamo bisogno di tempi certi e urgenti per la maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato e sulle semplificazioni della Pac annunciate dalla Commissione europea per gli agricoltori. – afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – Chiediamo risposta sulla moratoria dei debiti per le aziende agricole. Molte delle nostre proposte sono state accolte dal Commissario europeo all'agricoltura, ma anche oggi non ci sono certezze sui tempi. Ci aspettiamo che nel Consiglio europeo di marzo ci sia la svolta necessaria. I tempi della burocrazia Ue non sono quelli delle imprese, ma non si può attendere oltre. Serve tutto ciò che porti a una semplificazione". Coldiretti, che in mattinata aveva partecipato alle proteste per le vie di Bruxelles, si dissocia dalle violenze: “Le nostre sono mobilitazioni condotte con determinazione per avere risposte chiare ai bisogni delle nostre imprese – ma si distinguono rispetto ad atti di violenza che non ci piacciono e non ci appartengono”.

Non giustifica le violenze, ma spiega le ragioni della prosecuzione delle proteste non violente in tutta Europa Morgan Ody, agricoltrice bretone e coordinatrice del movimento La Via Campesina: “Le mobilitazioni continuano in tutta Europa perché i politici lo hanno fatto finora non sono riusciti ad ascoltare coloro che sfamano le nostre popolazioni in Europa e che lo fanno in prima linea nella crisi climatica. Gli agricoltori vogliono fare un lavoro decente vivere del proprio lavoro, e questo significa mettere in discussione le politiche europee di libero scambio, responsabili dei prezzi instabili all’origine della rabbia degli agricoltori”.

A Bruxelles anche Confagricoltura, che ha tenuto un’assemblea nella sede di Copa Cogeca, il principale network europeo di organizzazioni agricole: "Le concessioni che sono state date in questi giorni dalla Commissione certamente risolvono dei problemi, ma non quelli che auspicavamo in Italia. – dice il presidente Massimiliano Giansanti – C'è un tema più ampio di ripresa necessaria di una discussione sul ripartire da zero con la Pac, dobbiamo ricostruirla con una riforma hard di medio periodo in cui si ritorna a politiche di mercato, altrimenti le nostre imprese rischiano di chiudere".

La riforma della Pac è al centro della proposta presentata dal ministro Francesco Lollobrigida: "La nuova Pac è stata scritta male, le deroghe vigenti sono insufficienti, abbiamo bisogno di modifiche sostanziali". In particlare, prosegue il ministro, serve garantire “il reddito dell'agricoltore in quanto manutentore del territorio".

Le proteste in Spagna

Un capitolo a parte sono le proteste a Madrid: oltre 100 i trattori in piazza. Tra le rivendicazioni principali una politica dei prezzi dei prodotti agricoli che coprano almeno i costi di produzione, bloccando la “concorrenza sleale” dalle importazioni dai Paesi terzi.

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