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Brancaccio (Ance): “Servono più ispettori nei cantieri ma come consulenti”

La presidente dell’associazione dei costruttori edili oggi a Palazzo Chigi per l’incontro con la premier su sicurezza e lavoro. “Non temiamo l’inasprimento delle sanzioni, ma le ispezioni non siano punitive”
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ROMA - “Immagino che oggi il governo ci comunicherà una stretta sulle sanzioni, che in emergenza va bene, ma il confronto sulla sicurezza deve essere permanente in modo che tutti, dalle imprese ai sindacati, possano dare un contributo”. Il timore che la convocazione a Palazzo Chigi si risolva in un “buco nell’acqua” arriva da Federica Brancaccio, presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili.

La ministra Calderone ha preannunciato un inasprimento delle sanzioni per rafforzare la sicurezza nei cantieri. Basta?

“Non abbiamo timori per un inasprimento delle sanzioni, ma ci piacerebbe che, come avviene in altri Paesi, le ispezioni in fase di apertura di cantiere avessero un carattere consulenziale, non punitivo”.

L’incidente di Firenze solleva una questio…

ROMA - “Immagino che oggi il governo ci comunicherà una stretta sulle sanzioni, che in emergenza va bene, ma il confronto sulla sicurezza deve essere permanente in modo che tutti, dalle imprese ai sindacati, possano dare un contributo”. Il timore che la convocazione a Palazzo Chigi si risolva in un “buco nell’acqua” arriva da Federica Brancaccio, presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili.

La ministra Calderone ha preannunciato un inasprimento delle sanzioni per rafforzare la sicurezza nei cantieri. Basta?

“Non abbiamo timori per un inasprimento delle sanzioni, ma ci piacerebbe che, come avviene in altri Paesi, le ispezioni in fase di apertura di cantiere avessero un carattere consulenziale, non punitivo”.

L’incidente di Firenze solleva una questione opposta: il potenziamento dei controlli.

“Siamo i primi a dire che gli ispettori sono pochi e devono aumentare, ma la cultura della sicurezza deve passare anche da ispezioni preventive che siano flessibili, ovviamente escludendo i casi di violazioni gravi. Comunque per rafforzare la sicurezza nei cantieri serve molto di più”.

Cosa?

“Il tema principale è la qualificazione delle imprese e dei lavoratori. Oggi chiunque si può svegliare la mattina, aprire una partita Iva e fare lavori illimitati nel privato: non è accettabile. Quando nacque il Superbonus fummo i soli a chiedere che i lavori fossero affidati solo alle imprese qualificate, ma nessuno ci è stato a sentire. Solo nel luglio del 2022 fu introdotta una norma blanda, che richiede un minimo di qualificazione, ma intanto le irregolarità sono esplose”.

Insomma una patente di affidabilità. Con quali requisiti?

“Abbiamo la certificazione Soa: andrebbe aggiornata e adeguata, ma queste autorizzazioni già prevedono che un’impresa può fare determinati lavori solo se possiede requisiti specifici, come un numero adeguato di dipendenti. Un primo passo è sicuramente l’estensione di questa certificazione”.

È auspicabile un contratto unico di cantiere, con più tutele?

“Nel nostro contratto è prevista una formazione obbligatoria per la sicurezza. Per noi tutti i lavoratori che entrano in un cantiere, anche l’operaio metalmeccanico, devono fare un corso di formazione obbligatorio, anche solo per montare una caldaia”.

È una proposta che farete oggi alla premier?

“Oggi penso che principalmente ascolteremo, ma poi spero che si apra un tavolo unitario sulla sicurezza che non si esaurisca sull’onda dell’emotività. Abbiamo altre proposte da fare”.

Quali?

“Un giusto riconoscimento degli oneri per la sicurezza, che oggi sono decisamente bassi. La sicurezza ha un costo che non si può comprimere: serve una maggiore attenzione, quindi una contabilizzazione congrua per l’attività che l’impresa fa in termini di sicurezza, non un importo forfettario”.

È d’accordo nell’estendere il Codice degli appalti pubblici al privato?

“Alcune cose, come la qualificazione, sì. Ma in generale è molto difficile portare una contrattualistica pubblica nel privato. Ci sono temi più urgenti, come il giusto equilibrio nelle semplificazioni: non bisogna stringere i tempi del cantiere oltre certi limiti per recuperare il tempo perso per colpa della burocrazia”.

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