Bitcoin a 60 mila dollari, la borsa Coinbase va in tilt e azzera i conti degli utenti: “Ma i soldi sono al sicuro”
di Filippo SantelliNon si ferma più la corsa del bitcoin. Mercoledì la prima e più diffusa tra le critptomonete ha fatto un altro scatto al rialzo del 6%, riportandosi a metà giornata oltre la soglia dei 60 mila dollari (56mila euro) che non toccava da novembre del 2021. Rispetto ai minimi di due anni fa il valore del bitcoin è triplicato, crescendo del 160% solo nell’ultimo anno, e i massimi storici – tra i 67mila e i 69mila dollari, secondo le Borse di riferimento – sono ormai molto vicini. Un rimbalzo spettacolare, dopo il crollo e una serie di scandali che avevano spinto molti a dare per morto il bitcoin. Che si spiega con una serie di fattori: l’approvazione il 10 gennaio scorso da parte del regolatore americano del primo strumento di investimento Etf legato ai bitcoin, che lo ha portato all’interno del club della finanza ufficiale; la prospettiva di un’imminente inversione della stretta monetaria da parte delle Banche centrali, che riporta interesse verso gli investimenti più rischiosi; e il più t…
Non si ferma più la corsa del bitcoin. Mercoledì la prima e più diffusa tra le critptomonete ha fatto un altro scatto al rialzo del 6%, riportandosi a metà giornata oltre la soglia dei 60 mila dollari (56mila euro) che non toccava da novembre del 2021. Rispetto ai minimi di due anni fa il valore del bitcoin è triplicato, crescendo del 160% solo nell’ultimo anno, e i massimi storici – tra i 67mila e i 69mila dollari, secondo le Borse di riferimento – sono ormai molto vicini. Un rimbalzo spettacolare, dopo il crollo e una serie di scandali che avevano spinto molti a dare per morto il bitcoin. Che si spiega con una serie di fattori: l’approvazione il 10 gennaio scorso da parte del regolatore americano del primo strumento di investimento Etf legato ai bitcoin, che lo ha portato all’interno del club della finanza ufficiale; la prospettiva di un’imminente inversione della stretta monetaria da parte delle Banche centrali, che riporta interesse verso gli investimenti più rischiosi; e il più tecnico di tutti, cioè l’approssimarsi dell’appuntamento con il cosiddetto “halving”. Ma per molti possessori di bitcoin mercoledì il festeggiamento si è trasformato in grande spavento, quando il loro conto su Coinbase, la principale piattaforma per comprare e vedere criptovalute, si è improvvisamente azzerato. “I vostri soldi sono al sicuro”, ha detto la società, che sta lavorando per risolvere il problema.
Che cos’è l’halving e perché spinge i prezzi?
Per capire che cosa è l’halving, e perché tende a spingere il prezzo dei bitcoin, bisogna ricordare come funziona il sistema di scarsità programmata messo a punto oltre 15 anni fa dal misterioso informatico Satoshi Nakamoto. Quando i nodi della rete decentrata validano una transazione, ricevono in premio dei bitcoin: questo è il modo in cui le nuove monete vengono “coniate” e immesse nel mercato. A intervalli programmati però l’entità di questa ricompensa si dimezza, da cui il termine “halving”: il risultato è che l’offerta di bitcoin diminuisce, cosa che – nell’ipotesi di una domanda costante o in aumento – dovrebbe far aumentare il loro prezzo. L’halving si verifica più o meno ogni quattro anni e il prossimo, secondo le stime, dovrebbe avvenire ad aprile. Non è detto che nei giorni in cui la soglia viene superata il prezzo salga necessariamente. In occasione dei precedenti halving per esempio è capitato di vedere un aumento nei mesi precedenti – come gli attuali –un prezzo stazionario, o addirittura in discesa a cavallo del dimezzamento, e poi un nuovo rally qualche settimana dopo. Il principio di medio e lungo periodo però resta in teoria positivo per il prezzo del bitcoin, visto che l’offerta diminuisce.
La crescita degli ETF
L’altro fattore alla base del rally dei bitcoin è l’approvazione da parte della Sec, il regolatore di Borsa americano, dei primi ETF legati al prezzo “spot” dei bitcoin. Si tratta di strumenti finanziari quotati che replicano il prezzo di un asset sottostante, in questo caso la criptomoneta, permettendo così di investirci senza per questo doverla effettivamente possedere e comprare su uno delle Borse di settore, rischiose e poco regolate. La svolta, dopo anni di resistenze da parte della Sec, è stata interpretata come l’ingresso del bitcoin nel mondo della finanza ufficiale e regolamentata, e un grande passo in avanti per la sua adozione come asset di investimenti da parte di operatori istituzionali e risparmiatori privati. Dopo l’annuncio della Sec del via libera una decina di questi ETF, alcuni dei quali proposti da colossi della gestione del risparmio come Blackrock, il prezzo della criptomoneta è ripiegato, in un caso da manuale del principio per cui “si compra sull’indiscrezione e si vende sulla notizia”. Nelle settimane successive però il rally del bitcoin è ricominciato, alimentato dalla nuova domanda creata dagli ETF: se i risparmiatori infatti comprano dagli intermediari finanziari un contratto, non veri bitcoin, questi si devono a loro volta coprire acquistano l’asset sottostante, quindi la criptomoneta. Negli ultimi giorni i volumi di scambio sugli ETF sono progressivamente aumentati: lunedì proprio quello di Blackrock ha superato per la prima volta il miliardo di dollari in transazioni giornaliere, avvicinandosi alla top10 dei maggiori ETF globali.
Coinbase va in tilt: “Ma i soldi sono al sicuro”
Il bitcoin ha corso tantissimo negli ultimi mesi e, come successo in passato, non è escluso che questa impennata spinga qualcuno a incassare parte dei profitti generando una più o meno brusca correzione. Non solo i criptoentusiasti, ma anche una parte significativa di analisti criptoneutrali, sembra concordare sul fatto che i fattori di cui sopra – in particolare l’afflusso di capitali “istituzionali” – dovrebbero continuare a tenere il mercato in fase “toro”, cioè rialzista, cosa che potrebbe portare il bitcoin a testare nel prossimo futuro i massimi storici. Nel frattempo delle richieste di ETF sono state presentate anche per ethereum, la seconda criptomoneta più diffusa. Sullo sfondo però restano le incognite di sempre, sull’estrema volatilità del bitcoin, sul suo legame con il ciclo dei mercati, sulla scarsa trasparenza di alcuni operatori e sul relativo atteggiamento dei regolatori. Ieri se n’è avuta l’ennesima prova quando Coinbase, la principale piattaforma per scambiare criptovalute è andata in tilt, come già successo in passato nei momento di picco eccezionale di traffico. Molti utenti in giro per il mondo, provando ad accedere, hanno visto il loro conto azzerato, non potendo effettuare alcuna operazione di acquisto o vendita. La stessa società, quotata negli Stati Uniti, ha provato a tranquillizzare, spiegando via social che sta lavorando per risolvere il problema e che gli asset dei clienti sono al sicuro. Nessun furto o perdita dei bitcoin quindi, ma l’ennesima testimonianza della fragilità di alcuni operatori chiave dell’ecosistema cripto.