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Il mini-bonus badanti copre solo 25 mila anziani fragili. “Serve un piano vero”

(ansa)
Assindatcolf delusa dalla decontribuzione per gli assistenti domiciliari. Nel limite Isee c’è solo lo 0,6% degli over 80 non autosufficienti. Critiche anche le Regioni e i sindacati
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ROMA — Il nuovo bonus badanti, appena varato dal governo nel decreto Pnrr, finisce subito nel mirino delle critiche. Troppo poco e per troppo pochi, dice Assindatcolf, l’Associazione dei datori di lavoro domestico.

A conti fatti, vale per 25 mila over 80 non autosufficienti con assegno di accompagno e Isee fino a 6 mila euro. Gli stessi che per due anni riceveranno un’integrazione da 850 euro al mese di quell’assegno, da spendere in servizi come appunto la badante.

La combinazione di due bonus

I due “bonus”, a chiamarli così, si sommano. E quindi ai 10.200 euro all’anno di assegno di cura si aggiunge lo sconto dei contributi previdenziali fino a un massimo di 3 mila euro all’anno, se si assume a tempo indeterminato un assistente domiciliare o si stabilizza il suo con…

ROMA — Il nuovo bonus badanti, appena varato dal governo nel decreto Pnrr, finisce subito nel mirino delle critiche. Troppo poco e per troppo pochi, dice Assindatcolf, l’Associazione dei datori di lavoro domestico.

A conti fatti, vale per 25 mila over 80 non autosufficienti con assegno di accompagno e Isee fino a 6 mila euro. Gli stessi che per due anni riceveranno un’integrazione da 850 euro al mese di quell’assegno, da spendere in servizi come appunto la badante.

La combinazione di due bonus

I due “bonus”, a chiamarli così, si sommano. E quindi ai 10.200 euro all’anno di assegno di cura si aggiunge lo sconto dei contributi previdenziali fino a un massimo di 3 mila euro all’anno, se si assume a tempo indeterminato un assistente domiciliare o si stabilizza il suo contratto a tempo.

In totale sono 13.200 euro di aiuti. Una badante, calcola Assindatcolf, costa in media 19 mila euro all’anno. Ne rimangono comunque quasi 6 mila da coprire. Una bella cifra per un anziano fragile e poverissimo.

Le richieste al governo

«Chiediamo al Governo di estendere sia la decontribuzione che il bonus da 850 euro, previsto nella riforma della non autosufficienza, a tutte le famiglie che ogni giorno contano sul prezioso aiuto della badante per avere un’assistenza dignitosa in casa, il luogo per eccellenza dove trascorrere la terza età», dice il presidente di Assindatcolf Andrea Zini.

Riforma inadeguata

Il problema però è a monte. La riforma fa acqua da tutte le parti. Non solo poche risorse – 500 milioni nel 2025-2026 per coprire gli 850 euro – ma l’assenza di un disegno complessivo, organico.

L’hanno fatto notare le 60 organizzazioni del Patto per un nuovo welfare. Ma anche la conferenza Stato-Regioni che il 22 febbraio ha negato l’intesa al primo decreto attuativo della riforma, quello degli 850 euro. Persino le Regioni di destra non si sono sentite di avallarlo.

Le critiche della Cgil

«Una pesante bocciatura», osserva Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil. «Il governo forse è troppo concentrato sul terzo mandato e disattento sugli anziani». Anche per la Cgil il problema è doppio. Pochi soldi senza un piano stabile: «Si copre lo 0,6% degli anziani non autosufficienti e il 2,3% degli over 80 con assegno di accompagnamento».

Le platee del disagio in effetti sono vaste: 3,8 milioni di anziani non autosufficienti, di cui un milione con l’assegno di accompagnamento. Con i soldi del governo si aiutano ad esempio, calcola la Cgil, 3.650 over 80 fragili su 157 mila con accompagno in Lombardia. Altri 1.530 in Emilia Romagna, 2.590 in Lazio. 1.940 in Sicilia, 670 appena in Umbria. Una goccia nel mare del bisogno.

La premier Meloni annunciava un miliardo e mille euro per tutti. La realtà è molto diversa.

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