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Wall Street fredda sulle app di dating: i mercati fanno “ghosting” a Tinder e Bumble

(afp)
La crescita dei ricavi delle due maggiori app di incontri non convince e i titoli continuano a scendere. Ma gli analisti invitano a scommettere
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Grande entusiasmo e poi una lenta discesa. La storia tra le grandi app di dating e Wall Street ricalca quella di moltissime relazioni tradizionali. Anzi, prendendo in prestito il termine dal nuovo lessico degli incontri via smartphone, si potrebbe dire che gli investitori hanno fatto «ghosting». Cioè, per il momento, sono spariti. Questo almeno dicono le quotazioni di Match e Bumble, le due grandi società che dominano il mercato del dating, che malgrado numeri sempre crescenti tendono a calare inesorabilmente sul mercato. Salgono i ricavi, scende il prezzo. Dai picchi registrati durante la pandemia, i titoli delle due società hanno perso oltre l’80%. Bumble, l’ultima arrivata, è quella che sta soffrendo di più. La scorsa settimana, dopo risultati di fatturato e margini in crescita, è bastata una lieve revisione dell’outlook per far registrare al titolo la peggior perdita intraday di sempre. Non solo, l’azienda ha anche annunciato il taglio del 37% della forza lavoro.

Va un po’ meglio…

Grande entusiasmo e poi una lenta discesa. La storia tra le grandi app di dating e Wall Street ricalca quella di moltissime relazioni tradizionali. Anzi, prendendo in prestito il termine dal nuovo lessico degli incontri via smartphone, si potrebbe dire che gli investitori hanno fatto «ghosting». Cioè, per il momento, sono spariti. Questo almeno dicono le quotazioni di Match e Bumble, le due grandi società che dominano il mercato del dating, che malgrado numeri sempre crescenti tendono a calare inesorabilmente sul mercato. Salgono i ricavi, scende il prezzo. Dai picchi registrati durante la pandemia, i titoli delle due società hanno perso oltre l’80%. Bumble, l’ultima arrivata, è quella che sta soffrendo di più. La scorsa settimana, dopo risultati di fatturato e margini in crescita, è bastata una lieve revisione dell’outlook per far registrare al titolo la peggior perdita intraday di sempre. Non solo, l’azienda ha anche annunciato il taglio del 37% della forza lavoro.

Va un po’ meglio in casa Match, il gruppo che racchiude diverse app, prima fra tutte Tinder, la più scaricata del mondo con mezzo miliardo di download dalla sua nascita, nel 2012. I ricavi sono saliti del 6%, l’utile è quasi raddoppiato da 362 a 651 milioni di dollari. Neanche questo è bastato a ridare slancio al titolo, che negli ultimi mesi ha comunque riguadagnato un po’ di terreno dai minimi di inizio novembre, quando era scivolato a 30 dollari, lontanissimo dai 175 di due anni prima.

L’ottimismo degli analisti

Eppure gli analisti invitano a non demordere: la maggioranza giudica entrambi i titoli sottovalutati e invita a comprare. Come spiegare questa divergenza? «Il mercato si concentra troppo spesso solo sull’andamento degli utenti, ma non si rende conto dell’importanza della “monetizzazione”, che è probabilmente il driver più importante per la crescita dei ricavi in futuro», ha sottolineato l’analista di Morgan Stanley Lauren Schenk in un report sul settore.

Il nodo della monetizzazione

In sostanza, il mercato guarda con cautela e si domanda principalmente se e quanto gli utenti saranno disposti a spendere per i loro incontri online. Non a caso, dopo l’ultima trimestrale, a mettere in allarme gli investitori di Bumble è stato soprattutto un dato, quello della spesa media per utente, sotto le stime nell’ultimo trimestre. Le aziende stanno quindi esplorando nuove vie per fare crescere i ricavi. Tinder dallo scorso anno ha lanciato una versione premium rivolta a un numero selezionato di utenti che permette di avere funzionalità extra come la possibilità di scrivere anche a profili con cui non è scattato il match. Bumble ha annunciato di volere incrementare i propri investimenti sulla nuova app ad hoc pensata per chi vuole solo stringere amicizie, senza quindi risvolti sentimentali o sessuali. Anche perché per i giganti del settore una delle sfide maggiori è la conquista della Generazione Z, che pur essendo cresciuta a pane e web sembra avere un approccio molto più prudente sul dating online rispetto ai Millennial.

Nuove vie per i ricavi

Non sorprende quindi che la app che ad oggi mostra i numeri più promettenti sia Hinge, di proprietà di Match, pensata per chi cerca relazioni stabili. A rendere particolarmente sfidante questo mercato contribuisce anche la natura stessa delle app, che devono convincere da un lato gli utenti a iscriversi, dall’altro a non rimanerci troppo a lungo dimostrando quindi la loro inefficacia. Emblematica la scelta della stessa Hinge, che nel 2019 si è presentata sul mercato con quello che è ancora il suo slogan: «L’app pensata per essere cancellata». Come a dire: se funziona come crediamo non avrai più bisogno di usarla. Un invito manifesto ad «abbandonare» il proprio prodotto: cose che a Wall Street e dintorni non si vedono tanto spesso.

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