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Paolo Gentiloni: “Serve un debito buono europeo per alzare i salari”

(ansa)

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Il commissario Ue al congresso del Pse invoca un piano comune prima delle europee per spingere le retribuzioni e ridurre le disuguaglianze
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ROMA – Una legge «per ridurre le disuguaglianze», «alzare i salari» e «non lasciare nessuno indietro». Anche facendo «debito giusto, come in pandemia». Possibile «nei prossimi 100 giorni», prima delle elezioni europee di inizio giugno. Ci crede Paolo Gentiloni, ex premier e attuale commissario europeo all’Economia.

Ieri, al congresso del Pse in corso a Roma, Gentiloni ha lanciato la volata al candidato socialista alla guida della prossima commissione Ue, Nicolas Schimt. «La persona giusta per consentirci di fare altri passi avanti», dopo i successi rivendicati del periodo Covid e poi del Pnrr. «Sono orgoglioso di Sure», dice Gentiloni riferendosi al fondo ideato durante il lockdown per coprire la cassa integrazione.

Il Pnrr ha cre…

ROMA – Una legge «per ridurre le disuguaglianze», «alzare i salari» e «non lasciare nessuno indietro». Anche facendo «debito giusto, come in pandemia». Possibile «nei prossimi 100 giorni», prima delle elezioni europee di inizio giugno. Ci crede Paolo Gentiloni, ex premier e attuale commissario europeo all’Economia.

Ieri, al congresso del Pse in corso a Roma, Gentiloni ha lanciato la volata al candidato socialista alla guida della prossima commissione Ue, Nicolas Schimt. «La persona giusta per consentirci di fare altri passi avanti», dopo i successi rivendicati del periodo Covid e poi del Pnrr. «Sono orgoglioso di Sure», dice Gentiloni riferendosi al fondo ideato durante il lockdown per coprire la cassa integrazione.

Il Pnrr ha creato lavoro, ma non ha alzato i salari

Ma sul Pnrr arriva un’autocritica. «Il nostro Piano di ripresa ha creato posti di lavoro, ma non ha aumentato i salari», ammette il commissario. «Nella zona euro l’inflazione è scesa dall’8,6 al 2,6%. Ma questo significa che ancora oggi i prezzi sono del 10% più elevati di quelli di due anni fa. E i salari non hanno potuto seguire questa tendenza». La Bce direbbe “meno male”, visto che ha lavorato per scongiurare l’innesco della spirale “salari-prezzi”, alzando i tassi di interesse e causando così una depressione economica, diventata recessione in Germania.

Ridurre le disuguaglianze col debito buono

Gentiloni però guarda all’appuntamento elettorale di giugno: «Ci prepariamo per le europee e l’Europa ha bisogno di ridurre le disuguaglianze, di una legge che ci consenta di farlo. Ci sono 100 giorni, facciamo in modo che ogni giorno sia un giorno in cui possiamo realizzare risultati».

Ecco l’idea: «Abbiamo bisogno di un finanziamento comune per i beni comuni: questo potrebbe risolvere i problemi, sarebbe debito buono». La stessa filosofia di Sure. Debito comune per ridurre i divari di genere, generazionali, territoriali. E salariali. Un vasto programma. Di sicuro diverso dal “Pnrr di guerra” per potenziare la spesa in difesa, lanciato da Ursula von der Leyen, ricandidata alla guida della Commissione Ue.

Spostare le tasse dal lavoro al patrimonio

Anche la fiscalità è una leva da usare, dice Gentiloni: «Ha un ruolo per finanziare i nostri obiettivi e per un obiettivo più equo. È importante bilanciare l’onere delle imposte tra capitale e lavoro». Una raccomandazione che Bruxelles rivolge oramai da anni all’Italia. C’era anche nella lettera Trichet-Draghi dell’agosto 2011: spostare il peso della tassazione dal lavoro alle “cose”.

Suggerimento mal digerito dai governi di tutti i colori, perché significa inventare patrimoniali, alzare l’Iva, rimettere l’Imu anche sulla prima casa. E il mattone, si sa, è sacro per gli italiani. Chi lo tocca perde le elezioni. «Abbiamo bisogno di un bilancio più forte e di investimenti comuni», dice anche la leader pd Elly Schlein. «Il debito giusto può essere l’inizio di una solidarietà intergenerazionale a livello europeo».

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