Il ritorno di Postalmarket. La nuova sfida è diventare un “centro commerciale online”
di Giulia CimpanelliMILANO – Le mamme dei Millennial lo sfogliavano come oggi i figli scrollano la pagina di Amazon o Zalando. Poi sceglievano cosa comprare, compilavano un modulo per l’ordine e pagavano alla consegna, che avveniva a domicilio, proprio come oggi accade per l’e-commerce. Postalmarket aveva un certo fascino e forse è proprio per questi ricordi che un gruppo di millennial ha rilevato il marchio e ha rimesso in piedi il business.
Il nuovo Postalmarket è un e-commerce che seleziona e vende marchi Made in Italy ed è soprattutto un marketplace per boutique indipendenti e piccole aziende di moda italiane. Continua a vivere anche il catalogo, che oggi è un semestrale, “più una rivista di …
MILANO – Le mamme dei Millennial lo sfogliavano come oggi i figli scrollano la pagina di Amazon o Zalando. Poi sceglievano cosa comprare, compilavano un modulo per l’ordine e pagavano alla consegna, che avveniva a domicilio, proprio come oggi accade per l’e-commerce. Postalmarket aveva un certo fascino e forse è proprio per questi ricordi che un gruppo di millennial ha rilevato il marchio e ha rimesso in piedi il business.
Il nuovo Postalmarket è un e-commerce che seleziona e vende marchi Made in Italy ed è soprattutto un marketplace per boutique indipendenti e piccole aziende di moda italiane. Continua a vivere anche il catalogo, che oggi è un semestrale, “più una rivista di consigli, una copia da collezione, così come lo sono state le vecchie copertine con Cindy Crawford o Romina Power”, commenta l’amministratore delegato Alessio Badia. Da quando è risorto dalle ceneri, il nuovo Postalmarket ha ospitato in copertina personaggi e influencer come Fiorello, Benedetta Parodi, Diletta Leotta, Clio Makeup.
Ma, a detta della nuova proprietà, la passione dei fan, sia quelli di vecchia data che i nuovi, è in continuo aumento tanto da dedicare loro una app: “Sempre più clienti ci chiamano per chiedere di poter comperare anche dal nostro sito il loro produttore di fiducia, o gli oggetti della bottega artigiana che conoscono - afferma Badia -. Per questo abbiamo lanciato l’app “Postalmarket Club”, uno spazio dove è possibile segnalarci aziende che rispettano i nostri valori ecosostenibili e inclusivi. Abbiamo anche pensato a una piccola gratificazione per i nostri clienti, con dei buoni e dei riconoscimenti per le segnalazioni in linea con la nostra policy”.
I piani per il futuro
La nuova proprietà definisce Postalmarket un “centro commerciale online” che a oggi ospita circa 400 brand, prevalentemente italiani: “Proponiamo anche alle boutique o ai piccoli brand servizi B2B per avviare la vendita online – continua l’amministratore delegato -. Il nostro modello di business prevede una fee sulle vendite o un contratto basato su margini, passando dal prezzo all'ingrosso al dettaglio. Dopo un 2023 con 3,5 milioni di ricavi – il doppio rispetto all’anno precedente - puntiamo a fatturare 50 milioni di euro entro i prossimi cinque anni. La nostra distinzione risiede nel fatto che non operiamo come intermediari, ma permettiamo alle piccole aziende italiane di vendere direttamente online e, se serve, offriamo servizi di logistica”.