Ita e la frenata di Lufthansa: “Solidi anche da soli, ma server partner”. Ue: scadenza è 6 giugno. L’ipotesi stop-the-clock
a cura di Redazione EconomiaMILANO – Il possibile passo indietro di Lufthansa – che potrebbe rinunciare all’acquito del 41% di Ita di fronte alle richieste della Commissione Ue, sentinella della concorrenza – non spaventa i vertici di Ita.
La compagnia "può andare avanti anche da sola, come testimoniano i numeri dell'anno appena concluso"; ma "per crescere e sviluppare le sinergie serve un partner alle spalle", fa sapere il management della compagnia aerea di Stato.
Interpellata su un possibile rinvio del suo verdetto, una portavoce della Commissione ha detto che l'indagine approfondita dell'Antitrust Ue sull'operazione Ita-Lufthansa avviata il 23 gennaio scorso "è in corso" e la scadenza per la decisione finale "resta il 6 giugno 2024".
Gli scenari sui tempi
Stando alle norme comunitarie sul…
MILANO – Il possibile passo indietro di Lufthansa – che potrebbe rinunciare all’acquito del 41% di Ita di fronte alle richieste della Commissione Ue, sentinella della concorrenza – non spaventa i vertici di Ita.
La compagnia "può andare avanti anche da sola, come testimoniano i numeri dell'anno appena concluso"; ma "per crescere e sviluppare le sinergie serve un partner alle spalle", fa sapere il management della compagnia aerea di Stato.
Interpellata su un possibile rinvio del suo verdetto, una portavoce della Commissione ha detto che l'indagine approfondita dell'Antitrust Ue sull'operazione Ita-Lufthansa avviata il 23 gennaio scorso "è in corso" e la scadenza per la decisione finale "resta il 6 giugno 2024".
Gli scenari sui tempi
Stando alle norme comunitarie sulle fusioni, Bruxelles ha novanta giorni lavorativi per concludere l'istruttoria. Possono poi essere concesse proroghe di 15 giorni e fino a 20 giorni lavorativi su richiesta delle parti. Ma anche l’ipotesi di un rinvio è possibile, grazie alla procedura nota in gergo come “stop-the-clock”.
Proprio i tedeschi temono questo ennesimo rinvio, colpiti dalla quarantesima richiesta di documenti e informazioni che la Commissione Ue, attraverso la Direzione generale alla Concorrenza, ha indirizzato loro.
Scrive Repubblica che – in una riunione formale con i funzionari della Commissione – Lufthansa ha spiegato che rinuncerà all’acquisizione di Ita se Bruxelles porrà condizioni troppo onerose a presidio della concorrenza. L'operazione con Lufthansa è sotto la lente dell'Ue dal 30 novembre 2023.
I grillini: temiamo bluff
L’incertezza che torna ad attanagliare Ita Airways – erede dell’ormai fallita Alitalia –non sfugge alla politica. Ecco Antonino Iaria, capogruppo M5s in commissione Trasporti alla Camera: "L'intera operazione Ita-Lufthansa sta assumendo contorni grotteschi. Le minacce arrivate dal gruppo tedesco, che si dice pronto a mandare tutto all'aria, richiedono un'urgente operazione trasparenza da parte del governo”.
E ancora: “Oggi i vertici di Ita dicono che la compagnia può andare avanti anche da sola. Non si è capito se sia un bluff o altro: è noto a tutti da tempo che senza una partnership internazionale forte Ita Airways rischia di ritrovarsi punto a capo, e di replicare i cronici problemi della fu Alitalia”.
"Ma da lì a una svendita ai tedeschi in cambio di un piatto di lenticchie, però, ce ne corre. Il governo Meloni in tutta questa vicenda sembra uno spettatore non pagante: a questo punto ci aspettiamo che la stessa Meloni batta un colpo, perché il quadro si fa oltremodo preoccupante".
Il ruolo di Fiumicino
La deputata di Fratelli d'Italia e membro della commissione Bilancio alla Camera, Letizia Giorgianni, replica: "Mi auguro che l'operazione vada in porto perché così Ita potrà trasformarsi in una compagnia aerea sostenibile e redditizia, collegando l'Italia con l'Europa e il mondo, consentendo inoltre di alimentare al meglio il traffico dell'hub di Roma Fiumicino, che andrà così a inserirsi con un ruolo centrale nel modello multi-hub".
Un accordo con Lufthansa sarebbe "una buona notizia per i consumatori italiani e per l'Europa intera". Aggiunge Giorgianni; “Per avere successo a livello globale come compagnia aerea le dimensioni sono cruciali e Ita oggi è troppo piccola per stare in piedi da sola”.
La parlamentare considera “fondamentale che lo Stato abbia una presenza diretta o indiretta per tutelare la compagnia e di conseguenza i propri interessi gestendo e non subendo i flussi di viaggiatori".