TQ Braille, il Qr Code che “legge” le confezioni a ciechi e ipovedenti. L’idea di un’azienda torinese
di Andrea GrecoMILANO – Un uovo di Colombo, che promette di semplificare e migliorare la vita a due milioni di ciechi o ipovedenti italiani, leggendo le informazioni scritte su confezioni e imballaggi tramite la tecnologia QR, che consentirà a chi ha problemi visivi di accedervi direttamente, senza dipendere da altre persone.
Perché nessuno ci ha pensato prima? “Il sistema è semplice – risponde Alberto Parini, fondatore e ad dell’azienda torinese omonima che ha appena lanciato TQ Braille -. Secondo me nessuno ci aveva pensato perché di inclusività si parla ancora poco: mentre per le aziende credo sia un dovere, sia per rendere più fruibili i beni comune sia per creare prodotti innovativi riconosciuti dal mercato”. Il nuovo servizio, presentato il 21 febbraio in occasione della giornata nazionale del Braille, consentirà ai consumatori di accedere alle informazioni dei prodotti utilizzando il sistema di scrittura inventato da un educatore francese quasi due secoli fa, nel 1825.
Come funziona il nuovo…
MILANO – Un uovo di Colombo, che promette di semplificare e migliorare la vita a due milioni di ciechi o ipovedenti italiani, leggendo le informazioni scritte su confezioni e imballaggi tramite la tecnologia QR, che consentirà a chi ha problemi visivi di accedervi direttamente, senza dipendere da altre persone.
Perché nessuno ci ha pensato prima? “Il sistema è semplice – risponde Alberto Parini, fondatore e ad dell’azienda torinese omonima che ha appena lanciato TQ Braille -. Secondo me nessuno ci aveva pensato perché di inclusività si parla ancora poco: mentre per le aziende credo sia un dovere, sia per rendere più fruibili i beni comune sia per creare prodotti innovativi riconosciuti dal mercato”. Il nuovo servizio, presentato il 21 febbraio in occasione della giornata nazionale del Braille, consentirà ai consumatori di accedere alle informazioni dei prodotti utilizzando il sistema di scrittura inventato da un educatore francese quasi due secoli fa, nel 1825.
Come funziona il nuovo progetto TQ Braille
Si compone di una cornice punzonata con la parola QR in Braille, che circonda un QR code collegato a una pagina web che contiene una serie di informazioni relative, leggibili e ascoltabili tramite sistemi di lettura come VoiceOver (iOS) e Talk Back (Android). Saranno le aziende clienti a decidere il tipo di informazioni, ma è previsto un accesso per stadi, con la categoria merceologica prima e poi i valori nutrizionali (se si tratta di alimenti), infine le date di scadenza e le istruzioni per smaltire la confezione. Tutto con una stampa a punti, ripetibile su diverse aree della confezione e diversi tipi di materiale da imballaggio, “a costi trascurabili e adattabile a prodotti di qualsiasi settore merceologico”, riporta una nota di Arti Grafiche Parini, azienda con oltre sessant'anni di esperienza nella stampa commerciale, editoriale e negli imballaggi.
“Siamo molto orgogliosi di presentare un progetto che rinnova il ruolo del packaging come ponte tra consumatore e produttore, rendendolo ancora più accessibile, sostenibile e contemporaneo – aggiunge Parini -. Vogliamo che con TQ Braille si compia un vero passo in avanti per i diritti del consumatore, declinandoli in un mondo sempre più inclusivo e accessibile. I primi riscontri delle aziende Food&Beverage e il patrocinio dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, con cui stiamo lavorando fin dai primi stadi del progetto, dimostrano che siamo sulla buona strada”. Il progetto sta riscontrando interesse, e tra il 17 e il 19 marzo all’Horeca Expoforum l’azienda presenterà le prime applicazioni campione del TQ Braille sulle confezioni dei tre produttori Costadoro, Candioli e Caseificio Pugliese F.lli Radicci.
“La tecnologia, se usata con sapienza, può avere un impatto estremamente positivo sulla vita delle persone con disabilità visiva – spiega il presidente di Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) di Torino, Gianni Laiolo –. Siamo felici che un’azienda abbia voluto investire in una soluzione immediata e di pronto uso, che renderà più semplice, per chi non vede o ha gravi minorazioni visive, accedere a informazioni altrimenti difficili da trovare. La strada verso la piena inclusione passa anche da questi accorgimenti, utili nel quotidiano”.