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Bollette, Besseghini (Arera): “Non basta la concorrenza per abbassare i prezzi: il mercato del gas è concentrato”

Il presidente di Arera a tre mesi dalla fine della tutela gas: “Le offerte competitive sul mercato libero sono poche, è normale che in molti abbiano preferito restare con il proprio fornitore storico”
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Sono passati poco più di tre mesi dalla fine del mercato tutelato del gas per i consumatori non vulnerabili. Il bilancio, a oggi, non è roseo: la maggior parte dei clienti che ha dovuto abbandonare la tutela non ha scelto un’offerta sul mercato libero ma si è lasciata traghettare verso una Placet, un regime temporaneo in cui il prezzo è indicizzato, ma la componente fissa cambia a seconda dell’operatore. Chi invece è passato al mercato libero difficilmente ha strappato condizioni molto vantaggiose. A oggi le offerte più convenienti rispetto alla tutela si contano sulla dita di una mano. Il presidente dell’autorità dell’energia Arera, Stefano Besseghini, ha analizzato il panorama attuale, spiegando perché oggi è così difficile trovare offerte vantaggiose.

Sono passati poco più di tre mesi dalla fine del mercato tutelato del gas per i consumatori non vulnerabili. Il bilancio, a oggi, non è roseo: la maggior parte dei clienti che ha dovuto abbandonare la tutela non ha scelto un’offerta sul mercato libero ma si è lasciata traghettare verso una Placet, un regime temporaneo in cui il prezzo è indicizzato, ma la componente fissa cambia a seconda dell’operatore. Chi invece è passato al mercato libero difficilmente ha strappato condizioni molto vantaggiose. A oggi le offerte più convenienti rispetto alla tutela si contano sulla dita di una mano. Il presidente dell’autorità dell’energia Arera, Stefano Besseghini, ha analizzato il panorama attuale, spiegando perché oggi è così difficile trovare offerte vantaggiose.

A tre mesi dalla fine del mercato tutelato, qual è il bilancio di questo importante passaggio per tante famiglie italiane?

Difficile tirare delle conclusioni su un cambiamento così sostanziale come il superamento della tutela in un arco temporale relativamente breve, consideriamo che sono passati solo 2 mesi. D’altra parte, lo stesso assetto del mercato libero è un concetto in costante evoluzione e che certamente si modificherà nel tempo anche per effetto del venire meno della componente di tutela. Vorrei ricordare che al 31 dicembre nel mercato libero c’erano già il 72% dei consumatori gas.

Qual è, secondo lei, il valore aggiunto del mercato libero per i consumatori?

Nel caso delle forniture energetiche è innegabile che il primo elemento di vantaggio atteso dai consumatori è quello del prezzo: ci si aspetta che la concorrenza sia in grado di fornire un servizio a un prezzo competitivo o, perlomeno, che vengano messi a disposizione prodotti diversi in grado di rispondere a specifiche esigenze di consumo. A oggi, il prodotto certamente più ricercato è quello del prezzo fisso cioè della possibilità di prevedere la propria spesa energetica a parità di consumo indipendentemente dall’andamento dei mercati su un periodo di tempo relativamente lungo, di solito 12 o 24 mesi.

Perché in un mercato dove a livello nazionale vi sono oltre 300 operatori, dunque una concorrenza piuttosto ampia, tuttora ci sono pochissime offerte di mercato libero a prezzo variabile più convenienti della tutela, e nessuna a prezzo fisso?

Il fatto di non trovare offerte a prezzo fisso migliori della tutela può giustificarsi, almeno in prima battuta, con il fatto che il servizio di stabilizzazione del prezzo ha un costo, non dimentichiamo che la tutela era un servizio a prezzo variabile. Ciò detto, la numerosità dei venditori è certamente una condizione necessaria per la concorrenza ma non sufficiente. Pur se in misura minore rispetto al mercato elettrico anche quello del gas soffre di una certa concentrazione con i primi tre operatori che forniscono quasi la metà del mercato. Infine, anche se la crisi energetica paradossalmente un po’ ci ha aiutato, il tema energia è ancora poco familiare al consumatore italiano e la focalizzazione attorno ai grandi nomi di settore è un po’ inevitabile.

Dai dati che abbiamo potuto consultare, messi a disposizione da alcuni operatori di energia, risulta che una larghissima parte dei consumatori non vulnerabili non abbia scelto un’offerta di mercato libero tout court, ma sia piuttosto finita nel regime Placet proprio perché non ha esercitato alcuna scelta. Come si spiega?

La scelta di non scegliere può avere diverse ragioni. Certamente siamo in presenza di consumatori “inerti” per scelta o per difficoltà di approccio al tema energetico. D’altra parte, il monitoraggio che abbiamo fatto alla fine di novembre ha dimostrato che le condizioni proposte dai fornitori principali erano pressoché in linea con il vecchio servizio di tutela, almeno per il 2024, per cui il mantenimento della fornitura Placet in deroga con il proprio venditore storico, in una fase in cui le offerte competitive sul mercato non sono molte, si configura anche come una scelta razionale. Sarà interessante vedere se durante l’anno i tassi di “switching”, cioè di cambio di fornitore, saranno più mossi. Vale sempre la pena di ricordare che per i soggetti vulnerabili proseguono, invece, le condizioni di tutela sia con il proprio fornitore storico sia con qualsiasi altro.

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