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Le aziende di uranio ripristinano le miniere dimenticate

Si prevede che la domanda di uranio salirà alle stelle. Si stima che il mondo avrà bisogno di più di 100 mila tonnellate all’anno entro il 2040, una quantità che richiede il doppio dell’estrazione rispetto a oggi
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MILANO – Almeno cinque produttori statunitensi stanno ripristinando le miniere di uranio in stati tra cui Wyoming, Texas, Arizona e Utah – spiega un editoriale di Bloomberg. La maggior parte di quelle miniere americane erano state rese inattive all’indomani di Fukushima, quando i prezzi dell’uranio crollarono e paesi come Germania e Giappone iniziarono piani per eliminare gradualmente i reattori nucleari.

La nuova politica dei governi

Ora, i governi si stanno sempre più rivolgendo all’energia nucleare e i prezzi del metallo bianco argento sono in aumento. Le operazioni sull'uranio, un tempo non redditizie, danno la possibilità di colmare un gap di offerta.

L’uranio è stato utilizzato come fonte di energia per più di sessant’anni, alimentando centrali e reattori nucleari. Circa due terzi della produzione mondiale provengono da Kazakistan, Canada e Australia.

Cosa cambia

Si prevede che la domanda di uranio salirà alle stelle. L’ agenzia internazionale per l’energia atomica stima che i…

MILANO – Almeno cinque produttori statunitensi stanno ripristinando le miniere di uranio in stati tra cui Wyoming, Texas, Arizona e Utah – spiega un editoriale di Bloomberg. La maggior parte di quelle miniere americane erano state rese inattive all’indomani di Fukushima, quando i prezzi dell’uranio crollarono e paesi come Germania e Giappone iniziarono piani per eliminare gradualmente i reattori nucleari.

La nuova politica dei governi

Ora, i governi si stanno sempre più rivolgendo all’energia nucleare e i prezzi del metallo bianco argento sono in aumento. Le operazioni sull'uranio, un tempo non redditizie, danno la possibilità di colmare un gap di offerta.

L’uranio è stato utilizzato come fonte di energia per più di sessant’anni, alimentando centrali e reattori nucleari. Circa due terzi della produzione mondiale provengono da Kazakistan, Canada e Australia.

Cosa cambia

Si prevede che la domanda di uranio salirà alle stelle. L’ agenzia internazionale per l’energia atomica stima che il mondo avrà bisogno di più di 100.000 tonnellate di uranio all’anno entro il 2040, una quantità che richiede quasi il doppio dell’estrazione e della lavorazione rispetto ai livelli attuali. E quindi? Qualche esempio: Energy Fuels Inc. ha avviato alla fine dello scorso anno piani per riavviare le operazioni in Arizona, Utah e Colorado, mentre Ur-Energy Inc. ha affermato che rispolvererà una miniera inattiva nel Wyoming. Contemporaneamente aziende di medie dimensioni in Australia e Canada hanno annunciato piani simili.

La ripresa americana

La riapertura delle miniere statunitensi segna una rinascita per un’industria americana che rischiava di scomparire solo cinque anni fa. La produzione americana di uranio aveva toccato il minimo storico di 174.000 libbre nel 2019 – un calo rispetto al picco di 44 milioni di libbre del 1980 – quando gli Stati Uniti hanno iniziato a dipendere sempre più dalle importazioni da paesi come Canada, Australia, Kazakistan e Russia. Oggi, per tenere il passo con la domanda, l’ Uranium produces of America prevede che gli Stati Uniti avranno bisogno di 8-10 nuove e importanti miniere per avviare la produzione nel prossimo decennio.

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