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Inps e Inail, ecco i cda. Ora è sfida tra FI e FdI per i direttori generali

(fotogramma)
Decisi dopo dieci mesi i nomi degli otto consiglieri. Ma non è ancora la parola fine
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ROMA — Arrivano i consigli di amministrazione di Inps e Inail. Venerdì i candidati hanno firmato le dichiarazioni di «inconferibilità e incompatibilità» al ministero del Lavoro, per escludere ostacoli.

Ieri Palazzo Chigi doveva ufficializzare la firma del dpcm di nomina (decreto del presidente del consiglio) da parte della premier Giorgia Meloni. Però non è successo. Ancora controlli sui curricula e bilancino politico per chiudere una vicenda iniziata col commissariamento dei due istituti a inizio maggio, dieci mesi fa.

Il nodo dei direttori generali

Con i due cda non sarà però ancora detta la parola fine, perché al loro insediamento decadranno gli attuali direttori generali: Vincenzo Caridi per Inps e Andrea Tardiola per Inail. I cda avranno poi 45 giorni per esprimere i nomi dei due nuovi dg, uomini o donne “macchina”. Caselle delicatissime e strategiche, il vero motivo del contendere.

Se si guarda alle presidenze (ancora non operative) l’Inps è finita in quota Lega: Gabriele F…

ROMA — Arrivano i consigli di amministrazione di Inps e Inail. Venerdì i candidati hanno firmato le dichiarazioni di «inconferibilità e incompatibilità» al ministero del Lavoro, per escludere ostacoli.

Ieri Palazzo Chigi doveva ufficializzare la firma del dpcm di nomina (decreto del presidente del consiglio) da parte della premier Giorgia Meloni. Però non è successo. Ancora controlli sui curricula e bilancino politico per chiudere una vicenda iniziata col commissariamento dei due istituti a inizio maggio, dieci mesi fa.

Il nodo dei direttori generali

Con i due cda non sarà però ancora detta la parola fine, perché al loro insediamento decadranno gli attuali direttori generali: Vincenzo Caridi per Inps e Andrea Tardiola per Inail. I cda avranno poi 45 giorni per esprimere i nomi dei due nuovi dg, uomini o donne “macchina”. Caselle delicatissime e strategiche, il vero motivo del contendere.

Se si guarda alle presidenze (ancora non operative) l’Inps è finita in quota Lega: Gabriele Fava, giuslavorista stimato da Giancarlo Giorgetti. L’Inail invece è in quota Fratelli d’Italia: Fabrizio D’Ascenzo, ex preside di Economia alla Sapienza, apprezzato dal potente sottosegretario di Chigi Giovanbattista Fazzolari.

Fazzolari a questo punto vorrebbe anche la casella del direttore generale di Inps: il nome, da sempre, è quello di Valeria Vittimberga, dirigente interna e un passato nel Fronte della Gioventù.

Nome non gradito però dalla ministra del Lavoro Marina Calderone che preferirebbe mantenere Caridi oppure scommettere su altri dirigenti come Vincenzo Damato, Antonio Pone, Mariagrazia Sampietro.

Non sembrano esserci molte chance. Fazzolari ha puntato i piedi. In Inail invece la casella di direttore generale dovrebbe andare a Marcello Fiori, attuale capo dipartimento della Funzione Pubblica, sponsorizzato da Forza Italia e soprattutto da Gianni Letta.

I nomi per il cda Inps

Nel cda di Inps ci sono quattro nomi per quattro posti, oramai considerati sicuri. L’uscente commissaria dell’Inps, nella fase di passaggio da Tridico a Fava, Micaela Gelera, attuaria voluta da Calderone. Maria Luisa Gnecchi, ex deputata pd ed ex vicepresidente Inps, in quota opposizione. Antonio Di Matteo, fino a sabato presidente del Movimento cristiano lavoratori, in quota Cisl. E infine Fabio Vitale, vicino al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, direttore di Agea, la cassaforte per le erogazioni al settore agricolo. Proprio su Vitale sarebbero in corso verifiche di compatibilità.

I nomi per il cda Inail

Per il cda di Inail ecco i nomi: l’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo (M5S), Maurizio Millico e Caterina Grillone in quota FdI, Danilo Battista indicato dai sindacati. Mentre non dovrebbero esserci esponenti della Lega che quindi guarda alla presidenza della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, proponendo il “no euro” e attuale eurodeputato Antonio Maria Rinaldi.

Gli incastri, dicono, sarebbero questione di ore. Elezioni in Abruzzo permettendo.

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