MILANO – Pirelli chiude l’anno con ricavi e margini migliori delle attese, ma anche una lieve sforbiciata della cedola (0,198 euro, contro gli 0,218 del 2022). Ma soprattutto il gruppo di cui Marco Tronchetti Provera e vice presidente esecutivo annuncia risultati in crescita per il biennio 24-25, in cui si aspetta di aumentare ricavi e margini, ridurre i debiti, distribuire ai soci il 50% degli utili sotto forma di dividendo e di raggiungere prima di tutte le rivali negli pneumatici, i target di emissioni: nel 2030 la società sarà carbon neutral sulle emissioni scope 1 e 2 e nel 2040 raggiungerà il traguardo della net zero emission, anche grazie a un crescente utilizzo di materiali riciclati per le sue gomme, che arriveranno fino all’80% del totale.
Un 2023 in crescita a dispetto dei cambi
A dispetto del cambio sfavorevole su dollaro e remimbi, il gruppo degli pneumatici archivia il 2023 con ricavi su dello 0,5% a 6,65 miliardi a dispetto del cambio sfavorevole, un utile operativo rettificato da un miliardo (pari al 15,1% dei ricavi ) e utili netti per 498 milioni (+13,8%) i debiti si riducono a 2,26 miliardi (dai 2,55 miliardi del 2022) e i flussi di cassa netti a 877 milioni.
Per il 2024 Pirelli si attende ricavi compresi fra circa 6,6 e 6,8 miliardi (con volumi su dell’1,5% -2,5%) e per il 2025 fra circa 6,8 e circa 7 miliardi con. La redditività è attesa in progressivo miglioramento, con un margine utile operativo rettificato nel 2024 compreso tra il 15% e 15,5% e in ulteriore crescita nel 2025 a circa 16%. La società accelererà poi sulle sinergie sui costi (che erano 92 milioni nel 2023), arrivando nel triennio 23-25 a tagliare 370 milioni.
Investimenti e crescita dalle gomme per le auto elettriche
E questo senza lesinare sugli investimenti nel lancio di nuovi prodotti (820 milioni nel prossimo biennio), con un occhio di riguardo ai pneumatici di alta gamma (high value) e per l’auto elettrica (bev) dove il gruppo della Bicocca prevede di raddoppiare i volumi entro il 2025 rispetto ai 4,5 milioni di pezzi del 2023. “Il primo equipaggiamento resta il canale principale per i bev- spiega l’ad Andrea Casaluci - mentre nel 2025 il ricambio dovrebbe rappresentare il 20-30% del totale volumi. Questi pneumatici hanno una redditività simile a quella dell'high-value, cioè vicina al 20%", ma applicata a un prezzo di vendita superiore rispetto a quello dei pneumatici per i veicoli tradizionali.