✕

Auto, scatta la prima risposta europea a Pechino: via alla registrazione delle vetture elettriche cinesi

(afp)
Con l’inchiesta avviata nei mesi scorsi Bruxelles ha già raccolto le prime prove che proverebbero le sovvenzioni cinesi creando una concorrenza sleale da parte delle vetture asiatiche. E il prossimo passo in estate potrebbero essere i dazi
2 minuti di lettura

Il primo passo? Dalla mezzanotte del 7 marzo alle dogane dei Paesi dell’Unione Europea è scattata la registrazione delle importazioni di auto elettriche dalla Cina. Iniziativa decisa dalla presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, per lanciare un segnale a Pechino e alle sue case costruttrici di macchine con la spina.

Il tutto a distanza di quattro mesi dall’apertura di un’inchiesta della Commissione rispetto alle sovvenzioni che i produttori cinesi ricevono da parte dello Stato. Situazione che crea uno sbilanciamento, una concorrenza sleale, rispetto alle case automobilistiche occidentali.

Ipotesi che l’indagine da parte della Ue avrebbe già confermato. Così la Commissione ha deciso la registrazione alle dogane delle sole vet…

Il primo passo? Dalla mezzanotte del 7 marzo alle dogane dei Paesi dell’Unione Europea è scattata la registrazione delle importazioni di auto elettriche dalla Cina. Iniziativa decisa dalla presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, per lanciare un segnale a Pechino e alle sue case costruttrici di macchine con la spina.

Il tutto a distanza di quattro mesi dall’apertura di un’inchiesta della Commissione rispetto alle sovvenzioni che i produttori cinesi ricevono da parte dello Stato. Situazione che crea uno sbilanciamento, una concorrenza sleale, rispetto alle case automobilistiche occidentali.

Ipotesi che l’indagine da parte della Ue avrebbe già confermato. Così la Commissione ha deciso la registrazione alle dogane delle sole vetture alimentare a batteria per poi, se sarà necessario, adottare dazi. Tasse di ingresso che dovrebbero riequilibrare la situazione tra la Cina e la Ue. Potrebbero entrare in vigore a luglio, prima di novembre, quando finirà l’inchiesta.

Le prove raccolte

La Commissione, nel regolamento che istituisce la registrazione alla dogana delle vetture, dice di avere già raccolto prove per sostenere l’accusa. E che le vendite di veicoli elettrici cinesi nell’Unione sono aumentate di un altro 14% su base annua da quando l’indagine è stata avviata. «Per quanto riguarda le sovvenzioni – si legge nel documento firmato da Von Der Leyen - la Commissione dispone di prove sufficienti tendenti a dimostrare che le importazioni del prodotto in esame dalla Cina sono oggetto di sovvenzioni. Le presunte sovvenzioni consistono, tra l’altro , in: trasferimento diretto di fondi e potenziali trasferimenti diretti di fondi o passività, entrate pubbliche rinunciate o non riscosse, e fornitura da parte della pubblica amministrazione di beni o servizi per un corrispettivo inferiore al valore adeguato». Nel testo si aggiunge che «le misure descritte equivalgono a sovvenzioni perché comportano un contributo finanziario da parte del governo della Repubblica Popolare Cinese o di altri governi regionali».

La reazione cinese

La prima reazione è arrivata dalla Camera di Commercio Cinese presso la UE, che si è detta delusa dalla mossa. Sostenendo che l’aumento delle importazioni riflette solo la crescente domanda europea di veicoli elettrici. In realtà le case automobilistiche, che in questi mesi hanno risposto alle richieste di Bruxelles, si stanno organizzando per aprire stabilimenti nella Ue.

Un modo per superare gli eventuali dazi imposti dalla Unione europea. Byd ha scelto l’Ungheria, anche se prima è stata in contatto anche con il governo italiano. Altri marchi di Pechino stanno sondando i diversi Paesi, compresa l’Italia che è interessata a ospitare un altro produttore di auto oltre a Stellantis. E anche Stellantis, società partecipata da Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi, potrebbe ospitare nei suoi stabilimenti le piattaforme della Leapmotor, società con cui ad ottobre ha firmato un accordo che prevede la creazione di una joint venture per la produzione dei veicoli fuori dalla Cina

Leggi i commenti