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Tech, così la Cina taglia fuori l’America: enti governativi e imprese non comprano più i prodotti Made in Usa

(afp)
Pechino spinge le aziende americane fuori dai suoi confini
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PECHINO - Da un decennio circa ormai la Cina scoraggia l'uso di dispositivi elettronici di fabbricazione straniera da parte di alcuni funzionari governativi e dipendenti di aziende statali. Meglio usare quelli prodotti in patria. E già due anni fa Pechino, attraverso la Sasac (la Commissione per la supervisione e l'amministrazione dei beni di proprietà statale del Consiglio di Stato) emanò una direttiva - il “Documento 79” - in cui chiedeva agli enti governativi e alle imprese statali di promuovere ed espandere pienamente l'uso di sistemi informatici di produzione nazionale, sostituendo i software stranieri. Fornendo una tabella di marcia: una transizione da completare entro il 2027. All’epoca ne scrisse qualche media cinese, in modo frammentario, visto che un testo completo del documento non è mai stato reso disponibile. Ora su questa storia ci ritorna il Wall Street Journal, affermando che “l’iniziativa sta spingendo la tecnologia statunitense fuori dalla Cina”.

PECHINO - Da un decennio circa ormai la Cina scoraggia l'uso di dispositivi elettronici di fabbricazione straniera da parte di alcuni funzionari governativi e dipendenti di aziende statali. Meglio usare quelli prodotti in patria. E già due anni fa Pechino, attraverso la Sasac (la Commissione per la supervisione e l'amministrazione dei beni di proprietà statale del Consiglio di Stato) emanò una direttiva - il “Documento 79” - in cui chiedeva agli enti governativi e alle imprese statali di promuovere ed espandere pienamente l'uso di sistemi informatici di produzione nazionale, sostituendo i software stranieri. Fornendo una tabella di marcia: una transizione da completare entro il 2027. All’epoca ne scrisse qualche media cinese, in modo frammentario, visto che un testo completo del documento non è mai stato reso disponibile. Ora su questa storia ci ritorna il Wall Street Journal, affermando che “l’iniziativa sta spingendo la tecnologia statunitense fuori dalla Cina”.

Il documento risale al settembre del 2022, proprio il periodo in cui gli Stati Uniti stavano aumentando le restrizioni all'esportazione di chip e le sanzioni alle aziende tecnologiche cinesi. Pechino vuole insomma rendere il “favore” a Washington, in questa guerra tecnologica che si protrae da anni.

“I giganti tecnologici americani hanno prosperato a lungo in Cina”, scrive il quotidiano statunitense. “Ora i leader cinesi vogliono interrompere questo rapporto”, spinti dalla ricerca dell'autosufficienza tecnologica - in risposta alle restrizioni occidentali, soprattutto americane - in un contesto segnato dall’onnipresente questione ormai della sicurezza nazionale.

I primi obiettivi sono stati i produttori di hardware, scrive il Wsj. “Dell, International Business Machines e Cisco Systems hanno visto gradualmente sostituire gran parte delle loro apparecchiature con prodotti di concorrenti cinesi”. La quota di mercato del produttore americano di pc Dell in Cina si è quasi dimezzata negli ultimi cinque anni, scendendo all’8%. Hewlett Packard Enterprise ha ottenuto il 14,1% dei suoi ricavi dalla Cina nel 2018: nel 2023 la percentuale era scesa al 4%.

I dati analizzati dal Wall Street Journal su dati e documenti relativi agli appalti, mostrano come “le aziende statali hanno aumentato gli acquisti di marchi nazionali, anche se i sostituti cinesi a volte non sono altrettanto validi. Tra gli acquirenti figurano banche, società di intermediazione finanziaria e servizi pubblici come il sistema postale”.

Il tema dell’autosufficienza tecnologica è centrale da diversi anni ormai nei discorsi del Segretario generale comunista Xi Jinping. Affrontato, anche, nel “rapporto di lavoro del governo” che il premier Li Qiang ha presentato martedì 5 marzo all’apertura dei lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo, “parlamento con caratteristiche cinesi” che si sta riunendo questa settimana a Pechino.

Il governo prevede di aumentare la spesa per la scienza e la tecnologia del 10%. “Aumenteremo la capacità di innovazione della Cina in tutti i settori”, disse il premier qualche giorno fa. “Lanceremo una serie di importanti programmi scientifici e tecnologici”.

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