Italiaonline cresce senza Pagine Gialle e pensa alla Borsa
di Sara BennewitzMILANO – Italiaonline riduce il debito, cancella la dipendenza dagli elenchi telefonici, torna a crescere, pianifica nuove acquisizioni e studia il ritorno a Piazza Affari come un’azienda esclusivamente digitale. Il gruppo nato nel 1994 da una start up finanziata da Olivetti, ha cambiato pelle attraverso una serie di acquisizioni e passaggi di proprietà, dall’acquisizione da parte di Infostrada (1998), allo spin off di Libero.it da Wind (2011), all’acquisizione di Matrix da Telecom Italia (2012), all’acquisizione di Moqu Adv (2015), per arrivare alla fusione per incorporazione di Seat Pagine Gialle (2016).
La società che fa capo al gruppo di Naguib Sawiris era quindi uscita dal mercato con un’Opa nel 2019, che era stata finanziata prettamente a leva, caricando il gruppo di 260 milioni (una leva pari a 5 volte il mol). A fine 2023, dopo l’uscita dei fondi creditori, ex azionisti di Seat, il gruppo ha ridotto i debiti a 98 milioni con una leva pari a 1,5 volte.
Forte di una rafforzata s…
MILANO – Italiaonline riduce il debito, cancella la dipendenza dagli elenchi telefonici, torna a crescere, pianifica nuove acquisizioni e studia il ritorno a Piazza Affari come un’azienda esclusivamente digitale. Il gruppo nato nel 1994 da una start up finanziata da Olivetti, ha cambiato pelle attraverso una serie di acquisizioni e passaggi di proprietà, dall’acquisizione da parte di Infostrada (1998), allo spin off di Libero.it da Wind (2011), all’acquisizione di Matrix da Telecom Italia (2012), all’acquisizione di Moqu Adv (2015), per arrivare alla fusione per incorporazione di Seat Pagine Gialle (2016).
La società che fa capo al gruppo di Naguib Sawiris era quindi uscita dal mercato con un’Opa nel 2019, che era stata finanziata prettamente a leva, caricando il gruppo di 260 milioni (una leva pari a 5 volte il mol). A fine 2023, dopo l’uscita dei fondi creditori, ex azionisti di Seat, il gruppo ha ridotto i debiti a 98 milioni con una leva pari a 1,5 volte.
Forte di una rafforzata struttura di capitale, e grazie a un aumento di capitale da 10 milioni da parte dell’azionista, che è pronto a investirne altri 10 milioni, il gruppo guidato da Roberto Giacchi ha ultimato la ristrutturazione e ora punta a consolidare la crescita, sia nella divisione media della raccolta pubblicitaria online (circa un terzo dei ricavi), sia nei servizi digitali alle pmi che sono il cuore del fatturato.
«Nel segmento dei servizi digitali tricolori per le pmi, Italiaonline — ricorda Giacchi — ha comunque una quota di mercato importante pari al 10%. Ed è proprio su questo segmento, da leader tricolore, puntiamo a consolidare la crescita con nuove acquisizioni». Operazioni che potrebbero essere finalizzate sia per cassa, sia in azioni, incentivando i fondatori-venditori a partecipare alla nuova creazione di valore. «Il nuovo piano industriale appena approvato, prevede da qui al 2027 una crescita media dei ricavi su base organica del 4% che ci porterà a 350 milioni — spiega Giacchi — con un margine lordo in aumento del 5,5% che fa aumentare la redditività dal 14 al 16% del fatturato a quota 55 milioni di euro, a fine piano è previsto il ritorno della quotazione in Borsa».
Nel 2023 il fatturato era infatti tornato a circa 300 milioni, con una redditività di circa il 14% (e un mol di circa 43 milioni). Un ottimo risultato considerando che quando 5 anni fa l’azienda ha salutato Piazza Affari, sui 300 milioni di ricavi di allora, 75 dipendevano dagli elenchi cartacei, che ora sono completamente migrati online. Un progetto che è piaciuto anche alla Cdp, tanto che ha partecipato all’ultimo round di finanziamento del gruppo.