✕

Confindustria, Marenghi si ritira dalla corsa alla presidenza: “Ora serve convergenza”. Sfida a tre per il dopo Bonomi

Si sfila l'industriale mantovano: “Segnale di unitàe compattezza”. Garrone, Orsini e Gozzi i nomi ancora in campo
2 minuti di lettura

TORINO – Alberto Marenghi si ritira dalla corsa per la presidenza di Confindustria. Uno dei vice dell'attuale numero uno Carlo Bonomi ha scritto alla commissione di designazione. Una scelta obbligata per l'industriale mantovano, patron di una cartiera, che nelle preferenze degli industriali, da quello che trapela dal tour dei saggi che si è concluso ieri, si sarebbe posizionato quarto tra gli aspiranti presidenti. In lizza ci sono Edoardo Garrone, patron della Erg e presidente del Sole 24 Ore, che sembra essere il favorito, l'emiliano Emanuele Orsini, l'altro vice di Bonomi partito per primo e che, secondo la sua squadra, avrebbe oltre il 21% di voti assembleari, e poi Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e della Duferco. Marenghi, però lancia un appello ai suoi competitor per arrivare ad una sintesi e ad una convergenza tra gli altri candidati, senza dare pero preferenze o indicare appoggi.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) 01]]

"La lettera che vi sto indirizzando, pur non e…

TORINO – Alberto Marenghi si ritira dalla corsa per la presidenza di Confindustria. Uno dei vice dell'attuale numero uno Carlo Bonomi ha scritto alla commissione di designazione. Una scelta obbligata per l'industriale mantovano, patron di una cartiera, che nelle preferenze degli industriali, da quello che trapela dal tour dei saggi che si è concluso ieri, si sarebbe posizionato quarto tra gli aspiranti presidenti. In lizza ci sono Edoardo Garrone, patron della Erg e presidente del Sole 24 Ore, che sembra essere il favorito, l'emiliano Emanuele Orsini, l'altro vice di Bonomi partito per primo e che, secondo la sua squadra, avrebbe oltre il 21% di voti assembleari, e poi Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e della Duferco. Marenghi, però lancia un appello ai suoi competitor per arrivare ad una sintesi e ad una convergenza tra gli altri candidati, senza dare pero preferenze o indicare appoggi.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) 01]]

"La lettera che vi sto indirizzando, pur non essendo emotivamente facile, è perciò frutto di una decisione serena che intende contribuire a determinare un quadro di maggiore chiarezza, a supporto del delicato compito al quale siete stati chiamati", scrive Marenghi. E aggiunge: "Il sistema confederale, nonostante un quadro esterno di estrema complessità, continua ad evidenziare una enorme vitalità ed una attrattività che devono essere comprese ed interpretate. I bisogni e le aspettative delle aziende necessitano di risposte nuove, efficaci e tempestive. Abbiamo, quindi, necessità di trasmettere una percezione chiara della nostra capacità di fare sintesi e di trasformare il confronto serrato in un rinnovato slancio propositivo, capace di esprimere una legittimazione ed una autorevolezza nitidamente percepite".

"Segnale di unità e compattezza”

Da qui la scelta di lasciare la corsa, che sarebbe finita comunque, lanciando cosi però un segnale a detta di Marenghi: "La mia decisione è, quindi, quella di far pervenire a voi e, tramite vostro, a tutti i presidente e componenti del Consiglio Generale un segnale di unità e di compattezza, premessa indispensabile per disegnare il futuro della nostra organizzazione attraverso il contributo di tutti.La pluralità delle candidature di questa tornata elettorale non va letta in maniera distorta. Non è una dispersione di risorse ma, al contrario, la conferma della grande ricchezza progettuale e propositiva di cui disponiamo. Adesso siamo però arrivati ad una fase nella quale la ricomposizione e la convergenza diventano la nostra comune priorità". Non manda un ringraziamento a chi lo ha sostenuto: "È stato per me un onore ed ho ritenuto di accettare, ben consapevole delle difficoltà e dei rischi. Avrei potuto scegliere diversamente ma ho voluto invece privilegiare una logica coerente con quei valori di identità ed appartenenza che sono da sempre i miei saldi punti di riferimento".

Lettera che è arrivata ai saggi prima della fine del loro tour di sondaggio: "Il mio non è perciò un abbandono della corsa ma la scelta di una modalità diversa di partecipare al confronto, senza alcuna condizione, ma nell’ottica esclusiva di garantire massima compattezza e condivisione, permettendo la formulazione di una vostra organica ed articolata proposta per il voto di designazione del Consiglio Generale.Vi chiedo la cortesia, per non alterare le dinamiche di ricerca e di aggregazione del consenso, di veicolare questa mia lettera subito dopo la conclusione delle vostre audizioni e la chiusura della fase di ascolto del sistema".

Gli sfidanti

Una lettera che può portare anche a dei passi indietro di altri competitor. Non sembra per ora che altri aspiranti presidenti dell'associazione di viale dell'Astronomia vogliano farsi indietro. Anzi. Chi gurda a Gozzi rischia di rimanere deluso. Il presidente di Federacciai ha incassato il sostegno di Farmindustria. Si sarebbero espresse a suo favore con delibere ad hoc le associazioni di Napoli, Benevento, Avellino. Chi gli e' vicino sostiene che anche Reggio Emilia si è posizionata a favore del numero uno di Duferco. E sulla stessa strada anche l’associazione di Vicenza. Situazione che potrebbe portare i saggi di Confindustria ad ammettere tutti e tre alla seconda fase.

Leggi i commenti