Accordo tra Procura e Finanza: sì alle multe a chi usa il pezzotto. “Fino a 5000 euro”
di Aldo FontanarosaROMA – Le multe per le singole persone che usano il pezzotto, adesso sono davvero vicine.
In queste ore, la Guardia di Finanza e la Procura di Roma firmano un protocollo d’intervento che rimuove l’ultimo ostacolo all’invio delle ammende. L’importo delle multe andrà dai 150 ai 5.000 euro.
Grazie a questo protocollo, i finanzieri saranno liberi di incrociare tutti i dati sulle persone sospettate di usare:
- il pezzotto (un decoder illegale),
- link illegittimi,
- applicazioni pirata (di Android, Amazon, iOs) per cellulari e tablet.
Tutti strumenti funzionali alla visione delle partite, dei film o delle serie tv.
Il collo di bottiglia
Senza questo protocollo, la Guardia di Finanza si sarebbe ritrovata stretta in un collo di bottiglia. Per og…
ROMA – Le multe per le singole persone che usano il pezzotto, adesso sono davvero vicine.
In queste ore, la Guardia di Finanza e la Procura di Roma firmano un protocollo d’intervento che rimuove l’ultimo ostacolo all’invio delle ammende. L’importo delle multe andrà dai 150 ai 5.000 euro.
Grazie a questo protocollo, i finanzieri saranno liberi di incrociare tutti i dati sulle persone sospettate di usare:
- il pezzotto (un decoder illegale),
- link illegittimi,
- applicazioni pirata (di Android, Amazon, iOs) per cellulari e tablet.
Tutti strumenti funzionali alla visione delle partite, dei film o delle serie tv.
Il collo di bottiglia
Senza questo protocollo, la Guardia di Finanza si sarebbe ritrovata stretta in un collo di bottiglia. Per ogni persona nel mirino, i finanzieri avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione alla magistratura per associare i dati raccolti sulla sua condotta (prova della visione illegale delle emittenti a pagamento e base della multa).
Adesso, invece, le procedure saranno molto più fluide e semplificate (pur nel rispetto dei diritti delle persone sotto accusa). Merito del protocollo tra finanzieri e Procura di Roma.
In un suo messaggio via LinkedIn, Massimiliano Capitanio (commissario AgCom) spiega: “Le multe alle persone, agli utilizzatori (del pezzotto) rappresentano un passaggio che si vorrebbe evitare. Si è reso necessario perché chi fa business illegalmente sta facendo credere agli ignari utenti che non succederà niente”.
I soldi che lo Stato raccoglierà con le multe andranno:
- al ministero della Giustizia, a supporto della battaglia contro i pirati;
- al ministero dell’Economia, che organizza campagne di sensibilizzazione contro l’acquisto di beni contraffatti e di servizi illegali di visione delle televisioni.
La svolta di Madrid
L’Italia non è il solo Paese europeo a imboccare la strada delle iniziative legali ai danni delle singole persone. Il quotidiano spagnolo La Vanguardia dà notizia (l’8 marzo 2024) di una sentenza “storica” del Tribunale di Barcellona.
Il Tribunale ordina a Telefónica, Vodafone, Orange, MásMovil e Digi – le società che vendono l’abbonamento a Internet – di fornire alla Lìga spagnola (che è come la nostra Lega Calcio) tutte le informazioni sulla persona che trafuga le partite.
I dati richiesti alle società di Internet sono:
- il nome, cognome e indirizzo della persona titolare dell’abbonamento;
- il numero del suo contratto di abbonamento;
- l’indirizzo IP che identifica le sue navigazioni in Rete.
Finora – in Spagna come anche in Italia – le leggi hanno colpito le organizzazioni criminali risparmiando invece gli “sportivi” e gli utilizzatori finali. Adesso il vento sta cambiando.
Le applicazioni
La Lìga calcistica spagnola prende di mira anche i mercati da cui si scaricano le applicazioni, incluse quelle illegali.
Dopo le richieste della Lìga, Google Play ha eliminato 48 app pirata, che erano state scaricate da oltre 800 mila persone in Spagna. I download sono invece più di 300 mila dallo store di Apple.
Adesso la Lìga sta chiedendo a Google di fornire i nomi di tutte le persone che hanno scaricato le applicazioni illecite.