Istat, il governo molla Blangiardo: ritirata la candidatura per la presidenza
di Giuseppe Colombo , Serenella MatteraROMA - Fine corsa per Gian Carlo Blangiardo. Il governo ritira la sua candidatura alla presidenza dell’Istat. Dopo un braccio di ferro lungo un anno, per il veto dell’opposizione sulla nomina, e una lunga ‘supplenza’ del professore Francesco Maria Chelli, la maggioranza rinuncia alla prova di forza sull’ex presidente, fortemente voluto dalla Lega e considerato fino a qualche mese fa un nome irrinunciabile.
Lo stop è stato comunicato qualche giorno fa dal ministro ai Rapporti col Parlamento Luca Ciriani in commissione Affari costituzionali, alla Camera. Un segnale inatteso. E adesso sancito nel bando per selezionare il nuovo numero uno dell’Istituto nazionale di statistica. Nel testo dell’avviso pubblico diramato dalla Funzione pubblica, datato 22 febbraio, si legg…
ROMA - Fine corsa per Gian Carlo Blangiardo. Il governo ritira la sua candidatura alla presidenza dell’Istat. Dopo un braccio di ferro lungo un anno, per il veto dell’opposizione sulla nomina, e una lunga ‘supplenza’ del professore Francesco Maria Chelli, la maggioranza rinuncia alla prova di forza sull’ex presidente, fortemente voluto dalla Lega e considerato fino a qualche mese fa un nome irrinunciabile.
Lo stop è stato comunicato qualche giorno fa dal ministro ai Rapporti col Parlamento Luca Ciriani in commissione Affari costituzionali, alla Camera. Un segnale inatteso. E adesso sancito nel bando per selezionare il nuovo numero uno dell’Istituto nazionale di statistica. Nel testo dell’avviso pubblico diramato dalla Funzione pubblica, datato 22 febbraio, si legge infatti che saranno accolte solo le candidature di “professori ordinari in materie statistiche, economiche e affini con esperienza internazionale”. Blangiardo, in pensione dal primo novembre 2019 come professore universitario di Demografia, non ha quindi requisiti per partecipare alla selezione. Fonti a lui vicine spiegano a Repubblica che “comunque non sarebbe stato interessato” alla riconferma.
Da marzo 2023 l’Istituto nazionale di statistica non ha un presidente, lo stallo è conclamato. Per un puntiglio della destra, per l’ostinazione a rieleggere Blangiardo, nonostante la mancanza di voti in Parlamento: il parere favorevole alla nomina deve essere votato da una maggioranza di due terzi. E così la reggenza dell’istituto è stata affidata a Chelli, facente funzione assai stimato, mentre gli organismi di vertice dell’Istat scadevano uno a uno, non rinnovati.
Ora sta per terminare anche il mandato di Chelli. E il governo è pronto alla prossima mossa. Raccolte le candidature (la scadenza è stata fissata il 23 marzo), a valutare i nomi sarà un organismo composto da tre membri e un segretario, nominato con decreto del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Ne uscirà una rosa di tre nomi, sottoposti allo stesso ministro che dovrà poi formulare una proposta di nomina alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A sua volta la premier, dopo aver incassato il via libera del Cdm, farà richiesta di parere alle Commissioni parlamenti competenti di Camera e Senato. Solo una volta acquisito il via libera del Parlamento, ci potrà essere il disco verde definitivo del Cdm e il decreto di nomina del presidente della Repubblica.