Un “punto di contatto” tra i Paesi sui chip e l’AI dentro la Pubblica amministrazione. Ecco la dichiarazione finale del G7 italiano
di Filippo SantelliSessantadue articoli e quattro annessi. La creazione di un “punto di contatto” tra i Paesi del G7 sulla filiera strategica dei semiconduttori. I progetti di elaborare entro la fine dell’anno una cassetta degli attrezzi per lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale nel settore pubblico e un rapporto sulla sua introduzione tra le Piccole e medie imprese. E la proposta di creare un hub dell’AI che ne promuova lo sviluppo nei Paesi del Sud globale, e in particolare in Africa. Sono i principali risultati del primo appuntamento del G7, la ministeriale su Industria e digitale che si è svolta giovedì e venerdì tra Verona e Trento, secondo la bozza finale della dichiarazione che i ministri dei Paesi adotteranno.
Un “punto di contatto” sui chip, cooperazione sui c…
Sessantadue articoli e quattro annessi. La creazione di un “punto di contatto” tra i Paesi del G7 sulla filiera strategica dei semiconduttori. I progetti di elaborare entro la fine dell’anno una cassetta degli attrezzi per lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale nel settore pubblico e un rapporto sulla sua introduzione tra le Piccole e medie imprese. E la proposta di creare un hub dell’AI che ne promuova lo sviluppo nei Paesi del Sud globale, e in particolare in Africa. Sono i principali risultati del primo appuntamento del G7, la ministeriale su Industria e digitale che si è svolta giovedì e venerdì tra Verona e Trento, secondo la bozza finale della dichiarazione che i ministri dei Paesi adotteranno.
Un “punto di contatto” sui chip, cooperazione sui cavi sottomarini
Una delle priorità del governo per questo G7 era rivendicare per l’Italia uno spazio nella filiera globale dei microprocessori. E nella dichiarazione, insieme al riconoscimento “del ruolo di chip per catene di fornitura resilienti”, passa la proposta dell’Italia di creare un “point of contact” tra i Paesi del G7 per facilitare lo scambio di informazioni e pratiche su ricerca, produzione, aree di crisi e pratiche non di mercato che potrebbero distorcere l’industria. Quanto effettivo sarà questo coordinamento, vista la strategicità del settore per i vari Paesi, resta da capire: la dichiarazione si limita a dire che verrà portato avanti durante la presidenza italiana, senza dire che ne sarà oltre. Più cooperazione anche nell’infrastruttura critica dei cavi sottomarini e del quantum computing, oggetto di due dei quattro annessi: si lavorerà per definire insieme i requisiti tecnici.
Una cassetta egli attrezzi per l’AI nel settore pubblico
L’intelligenza artificiale è grande protagonista del comunicato finale. Il primo elemento interessante è che i sette grandi “riconoscono che gli approcci e gli strumenti per raggiungere una visione comune dei una AI sicura variano tra i Paesi”. La constatazione di una divergenza tra l’approccio normativo dell’Europa e quello di altri paesi come Stati Uniti e Giappone, basato su codici di condotta volontari, passato anche in sede di G7. I grandi si impegnano a portare avanti il lavoro su questi codici di condotta lanciati dalla precedente presidenza giapponese a Hiroshima, verificando tra le altre cose la loro effettiva adozione da parte delle imprese. Si discuterà “sull’interoperabilità dei vari schemi regolatori”, con l’obiettivo che anche nel mondo occidentale le norme si frammentino.
Quanto alla presidenza italiana, coordinerà i lavori per la realizzazione entro la fine dell’anno di una “cassetta degli attrezzi” (toolbox) per l’implementazione dell’AI nel settore pubblico, che faciliti lo scambio delle migliori pratiche, e di un rapporto sull’introduzione di questo strumento tra le piccole e medie imprese, con l’obiettivo di sviluppare delle raccomandazioni che la favoriscano. Durante l’anno l’Italia ospiterà anche un summit tra le Autorità Antitrust dedicato proprio all’approccio a questo nuovo settore, che rischia di finire in mano a un ristrettissimo numero di giganti in regime di semi-monopolio.
Un hub per l’AI nei Paesi in via di sviluppo
L’ultima novità riguarda la creazione, proposta dall’Italia, di un "AI hub per lo sviluppo sostenibile”, che dovrebbe supportare la diffusione della tecnologia nei Paesi del Sud Globale e in particolare in Africa. E’ un’iniziativa che il governo proverà a intrecciare con quella del Piano Mattei, per iniziare a dare corpo a un progetto annunciato in pompa magna ma finora vuoto di contenuti. Nella dichiarazione mancano ulteriori dettagli su questo hub: gli Stati Uniti spingono perché sia sul loro territorio.