I teatri d’Italia diventano monumenti nazionali
di Giuseppe ColomboROMA - In Addio alle armi, Ernest Hemingway lo definì “un teatro severo, un traguardo arduo ma molto importante e prestigioso”. Da sempre il pubblico del Teatro municipale di Piacenza, nato come Teatro Nuovo, è considerato tra i più competenti. Stendhal, di passaggio nel 1816, lodò la struttura della sala a tre quarti d’ellisse, un’innovazione per l’architettura teatrale europea che fino all’inizio dell’Ottocento si era affidata a una forma a ferro di cavallo. Ora il Teatro piacentino si appresta a diventare monumento nazionale.
Non è il solo. Nelle otto proposte di legge messe a punto dalla maggioranza, unificate in un unico testo, figurano altri 45 teatri. In settimana l’aula della Camera darà il primo via libera ma prima, durante l’esame, la lis…
ROMA - In Addio alle armi, Ernest Hemingway lo definì “un teatro severo, un traguardo arduo ma molto importante e prestigioso”. Da sempre il pubblico del Teatro municipale di Piacenza, nato come Teatro Nuovo, è considerato tra i più competenti. Stendhal, di passaggio nel 1816, lodò la struttura della sala a tre quarti d’ellisse, un’innovazione per l’architettura teatrale europea che fino all’inizio dell’Ottocento si era affidata a una forma a ferro di cavallo. Ora il Teatro piacentino si appresta a diventare monumento nazionale.
Non è il solo. Nelle otto proposte di legge messe a punto dalla maggioranza, unificate in un unico testo, figurano altri 45 teatri. In settimana l’aula della Camera darà il primo via libera ma prima, durante l’esame, la lista si allungherà ancora. Il presidente della commissione Cultura Federico Mollicone (FdI) annuncia che presenterà un emendamento per includere anche il Teatro dell’Opera di Roma, che non figura nell’elenco. Tra l’altro lo stesso provvedimento prevede che il ministero della Cultura, con un proprio decreto, possa conferire in futuro la qualifica di monumento nazionale ad altri teatri storici e beni culturali.
Ci sono i grandi teatri d’opera e i piccoli stabili di provincia nella lista dei 46 nuovi monumenti nazionali. Tra i “piccoli” il teatro Caio Melisso di Spoleto, in Umbria. ll “Nobile teatro” ha subito nel tempo numerose trasformazioni: nel 1853, spinti dalla volontà di avere uno spazio più grande e prestigioso, gli spoletini provarono addirittura ad incendiarlo. Negli sfarzi dell’Ottocento, Giacomo Rossini suonò qui il contrabbasso durante una rappresentazione della sua “Italiana in Algeri”.
E in provincia può festeggiare anche il Teatro sociale di Como. Qui, dal 1949, è di casa la AsLiCo, l’Associazione lirico concertistica italiana che fu istituita con il compito “di aprire la via ai giovani studiosi forniti di adeguate doti naturali a mezzo del Teatro sperimentale” e fare “dell’attività didattica e sperimentale, teatrale e artistica, non un mestiere ma una vocazione”. Tra i “premiati” c’è anche il Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo, dalla storia “tormentata” ma oggi punto di riferimento per il teatro nazionale. Il “tormento” ha a che fare con un incendio, quello che nel 1797 distrusse, ad appena sei anni dall’inaugurazione, l’allora Teatro Riccardi che prendeva il nome di un commerciante che edificò il primo nucleo di teatro stabile proprio nel luogo dove oggi sorge il Donizetti. Ora il Festival d’opera Donizetti, giunto quest’anno alla sua decima edizione, è uno dei più partecipati in tutta Italia.
E poi ci sono i big. La Scala a Milano, la Fenice a Venezia, il “San Carlo” a Napoli, il “Carlo Felice” a Genova, il “Petruzzelli” a Bari. Non rappresentano da soli la ricchezza culturale delle rispettive città. A Venezia, infatti, il riconoscimento andrà anche al teatro Carlo Goldoni e al Malibran.
La lista scorre da Nord a Sud, dove spicca il Teatro Massimo di Palermo, mentre la Calabria può contare su tre riconoscimenti (il “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, il teatro “Alfonso Rendano” di Cosenza e il Politeama di Catanzaro). Anche loro monumenti nazionali. A costo zero, però. La proposta di legge, infatti, stabilisce che “dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
I 46 teatri “monumenti nazionali”
1) Teatro lirico "Giuseppe Verdi” di Trieste
2) Teatro "Gaetano Donizetti” di Bergamo
3) Teatro Grande di Brescia
4) Teatro Sociale di Como
5) Teatro alla Scala di Milano
6) Teatro Regio di Torino
7) Teatro municipale di Casale Monferrato (Alessandria)
8) Teatro Carlo Felice di Genova
9) Teatro comunale “Mario Del Monaco” di Treviso
10) Teatro La Fenice e Malibran di Venezia
11) Teatro Carlo Goldoni di Venezia
12) Teatro Olimpico di Vicenza
13) Teatro comunale di Bologna
14) Teatro municipale di Piacenza
15) Teatro Regio di Parma
16) Teatro Farnese di Parma
17) Teatro municipale "Romolo Valli” di Reggio Emilia
18) Teatro Petrarca di Arezzo
19) Teatro Signorelli di Cortona
20) Teatro del Maggio musicale fiorentino di Firenze
21) Teatro Verdi di Firenze
22) Teatro comunale del Giglio di Lucca
23) Teatro Guglielmi di Massa
24) Teatro dei Rassicurati di Montecarlo (Lucca)
25) Teatro Verdi di Pisa
26) Teatro Manzoni di Pistoia
27) Teatro dei Rinnovati di Siena
28) Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno
29) Teatro Sferisterio di Macerata
30) Teatro Morlacchi di Perugia
31) Teatro Caio Melisso di Spoleto
32) Teatro comunale "Nazzareno De Angelis” dell’Aquila
33) Teatro D’Annunzio di Latina
34) Teatro Flavio Vespasiano di Rieti
35) Teatro Argentina di Roma
36) Teatro Valle di Roma
37) Teatro dell’Unione di Viterbo
38) Teatro di San Carlo di Napoli
39) Teatro municipale "Giuseppe Verdi” di Salerno
40) Teatro Petruzzelli di Bari
41) il Teatro comunale "Niccolò Piccinni” di Bari
42) il Teatro Politeama di Catanzaro
43) il Teatro comunale "Alfonso Rendano” di Cosenza
44) il Teatro comunale "Francesco Cilea” di Reggio Calabria
45) il Teatro Massimo "Vincenzo Bellini” di Catania
46) il Teatro Massimo di Palermo