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Poste, piano di sviluppo a 5 anni: “Dividendi per 6,5 miliardi”

UN AEREO DI POSTE 
Previsti 15 milioni di nuovi contratti tra carte prepagate servizi tlc ed energia. Ma Piazza Affari penalizza il titolo: utile netto inferiore alle attese
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ROMA – Ora che la cessione di nuove quote azionarie è alle viste, Poste Italiane assicura al mercato che la sua corsa non è finita. L’ad Matteo Del Fante presenta un Piano di sviluppo della società al 2028, come una finestra sui prossimi 5 anni.

Ma i numeri - tutti molto positivi - ieri non hanno convinto la Borsa, con gli investitori che hanno penalizzato il titolo (-3,86%). Anche i sindacati hanno da ridire perché la forza lavoro si ridurrà di 6 mila dipendenti a quota 113 mila (sia pure per un ricambio naturale, precisa Poste).

Del Fante, prima di tutto, si chiama fuori «dal calciomercato» (parole sue). Il manager nega che lascerà Poste per indossare la casacca di altre società (come si vocifera).

Un’idea di stabilità

Al contrario, cerca di trasmettere un’idea di stabilità per l’azienda, fin dal massimo vertice. Ingredienti necessari per raggiungere vette certo ambiziose.

Poste, ad esempio, vuole distribuire 1,3 miliardi di dividendi l’anno, con almeno 1 euro per azione, livello ma…

ROMA – Ora che la cessione di nuove quote azionarie è alle viste, Poste Italiane assicura al mercato che la sua corsa non è finita. L’ad Matteo Del Fante presenta un Piano di sviluppo della società al 2028, come una finestra sui prossimi 5 anni.

Ma i numeri - tutti molto positivi - ieri non hanno convinto la Borsa, con gli investitori che hanno penalizzato il titolo (-3,86%). Anche i sindacati hanno da ridire perché la forza lavoro si ridurrà di 6 mila dipendenti a quota 113 mila (sia pure per un ricambio naturale, precisa Poste).

Del Fante, prima di tutto, si chiama fuori «dal calciomercato» (parole sue). Il manager nega che lascerà Poste per indossare la casacca di altre società (come si vocifera).

Un’idea di stabilità

Al contrario, cerca di trasmettere un’idea di stabilità per l’azienda, fin dal massimo vertice. Ingredienti necessari per raggiungere vette certo ambiziose.

Poste, ad esempio, vuole distribuire 1,3 miliardi di dividendi l’anno, con almeno 1 euro per azione, livello mai raggiunto finora. Un dividendo così generoso sarebbe effetto di un utile netto atteso a 2,3 miliardi di euro.

Poste, com’è naturale, aggancerà ancora di più il treno, anzi il “frecciarossa” del commercio elettronico. Per questo adatterà ulteriormente la rete di distribuzione alla consegna dei pacchi.

I magazzini

Questa strategia richiede investimenti fisici, materiali. E dunque i magazzini saranno portati a 400 mila metri quadri (grazie anche ad un’alleanza nel settore immobiliare).

Nello stesso tempo, Poste cercherà di perfezionare il sistema nervoso del modello, con un’energica iniezione di intelligenza artificiale nei sistemi di consegna.

Azienda molto diversificata, Poste scommette in incrementi di utili in tutti i campi di gioco che calpesta. I conti correnti delle piccole e medie imprese dovrebbero arrivare a quota 400 mila con una giacenza media di 11 mila euro.

La SuperApp per pagare

Al 2028, il gruppo conta di avere 15 milioni di nuovi contratti tra carte prepagate, sim telefoniche, ma anche forniture di gas ed elettricità. E una nuova SuperApp aiuterà le persone nei pagamenti anche dei servizi pubblici.

Il Piano di Poste è annunciato, con un comunicato, alle 7 del mattino. E alle 9 e 26 il titolo vira già in negativo. Sconta - lascia intendere Banca Akros - un utile netto leggermente inferiore alle attese.

Le parole di Del Fante nel primo pomeriggio su un andamento migliore delle stime già nel 2024 non invertono la tendenza.

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