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Morti sul lavoro, Cgil e Uil: “Sciopero l’11 aprile. Fuori da tutti gli appalti le imprese con denunce di infortuni gravi”

I segretari generali di Cgil e Uil, Maurizio Landini (a destra) e Pierpaolo Bombardieri (ansa)
Scintille con la Cisl. Landini: “Colpo di fulmine per il governo”. Risponde Sbarra: “Colpo di sole per la Cgil”. Manifestazione nazionale a Roma il 20 aprile
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ROMA – Sciopero di quattro ore l’11 aprile, otto ore per gli edili. E manifestazione nazionale a Roma il 20 aprile “sui temi della sanità, sicurezza e fisco”. È il percorso di protesta deciso da Cgil e Uil contro la strage dei morti sul lavoro. Non solo protesta, però. Anche proposta. A partire da un nuovo Durc: fuori dagli appalti pubblici e privati le imprese con denunce di infortuni gravi e mortali negli ultimi cinque anni.

L’annuncio alla Leopolda di Firenze

“La vita non vale 20 crediti sulla patente a punti”, dice Pierpaolo Bombardieri, leader Uil. “Con il governo finora solo incontri finti”, aggiunge Maurizio Landini, numero uno Cgil. Entrambi i segretari generali hanno convocato alla Leopolda di Firenze l’assemblea nazionale dei del…

ROMA – Sciopero di quattro ore l’11 aprile, otto ore per gli edili. E manifestazione nazionale a Roma il 20 aprile “sui temi della sanità, sicurezza e fisco”. È il percorso di protesta deciso da Cgil e Uil contro la strage dei morti sul lavoro. Non solo protesta, però. Anche proposta. A partire da un nuovo Durc: fuori dagli appalti pubblici e privati le imprese con denunce di infortuni gravi e mortali negli ultimi cinque anni.

L’annuncio alla Leopolda di Firenze

“La vita non vale 20 crediti sulla patente a punti”, dice Pierpaolo Bombardieri, leader Uil. “Con il governo finora solo incontri finti”, aggiunge Maurizio Landini, numero uno Cgil. Entrambi i segretari generali hanno convocato alla Leopolda di Firenze l’assemblea nazionale dei delegati e rappresentanti per la sicurezza sul lavoro. E deciso un nuovo percorso di protesta e proposta.

Il battibecco con la Cisl

Non c’è la Cisl di Luigi Sbarra. “Ci dispiace se qualcuno si è preso un colpo di fulmine per il governo”, rintuzza Landini. “È il segretario della Cgil che forse è vittima di un colpo di sole, date le temperature in aumento”, risponde a stretto giro Sbarra. Cgil, Cisl e Uil un anno e mezzo fa hanno presentato al governo una piattaforma unitaria sulla sicurezza sul lavoro. Poi però si sono divisi sulla strategia.

La protesta

Cgil e Uil, come già sulla legge di bilancio, hanno scelto la strada della protesta. Anche con lo sciopero generale. L’11 aprile sarà di quattro ore “per dare un segnale al governo e chiedere risultati”, dice Landini. L’assemblea della Leopolda ha accolto con un grande applauso la proposta su cui sarà chiamata a esprimersi. “Il governo ha trovato solo 12 milioni per nuovi ispettori del lavoro, ma 600 milioni per gli agricoltori”, chiosa Bombardieri.

La proposta

Nel “Patto per la salute e la sicurezza” ci sono tre sì: al coinvolgimento delle parti sociali, alla prevenzione e all’inclusione. E due no: alla precarietà e allo sfruttamento delle lavoratrici e lavoratori stranieri. Ma anche richieste dirette al governo.

A partire da un nuovo Durc (il Documento sulla regolarità contributiva) specifico su salute e sicurezza e rilasciato da Inail. In questo Durc speciale dovrà essere riportata anche “l’assenza di denunce di infortuni gravi e mortali negli ultimi cinque anni”. Il Durc Ssl - questo il nuovo nome - “dovrà essere obbligatorio per gli appalti pubblici e privati”. Fuori dunque dal giro degli appalti le aziende che non investono in salute e sicurezza.

Altre richieste: stop ai fondi pubblici alle imprese senza requisiti di regolarità e legalità e che non applicano i contratti nazionali sottoscritti dai sindacati più rappresentativi. L’applicazione del codice degli appalti pubblici anche in quelli privati. Il divieto di subappalti a cascata, sia nel pubblico che nel privato. La parità economica e normativa tra tutti i lavoratori, anche quelli in subappalto. Obbligo di cartellino da ripristinare per l’accesso ai cantieri edili e nei siti complessi.

E ancora: attuare una vera patente a punti, non “una leggera patente a crediti”. Far valere la qualificazione delle imprese come prerequisito per esercitare l’attività imprenditoriale, non solo per accedere agli appalti. Obbligo di formazione per tutti, anche per i datori. Corsi pure nelle scuole e nelle università. Più controlli, ispezioni e ispettori. Interoperabilità della banche dati.

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