Pnrr, i dubbi della maggioranza. Forza Italia vuole ammorbidire la patente a punti nei cantieri
di Giuseppe ColomboROMA - La maggioranza si schiera contro “il metodo Fitto” sul Pnrr. Contesta la stretta nei confronti di Regioni, province e Comuni. Eccessiva e non condivisa, nel giudizio che viene fuori dagli emendamenti depositati in commissione Bilancio, alla Camera, dove è in corso l’esame del decreto chiamato ad attuare il nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza da 194,4 miliardi.
Sono i contenuti delle proposte di modifica presentate dalla Lega e Forza Italia, che Repubblica è in grado di anticipare, a svelare i malumori per un decreto “solitario”, che Fitto ha di fatto calato dall’alto e che ora deve prendere atto di una raffica di richieste. Sono 1.390: quasi la metà, in tutto 550, arrivano dai partiti che sostengono l’esecutivo.
ROMA - La maggioranza si schiera contro “il metodo Fitto” sul Pnrr. Contesta la stretta nei confronti di Regioni, province e Comuni. Eccessiva e non condivisa, nel giudizio che viene fuori dagli emendamenti depositati in commissione Bilancio, alla Camera, dove è in corso l’esame del decreto chiamato ad attuare il nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza da 194,4 miliardi.
Sono i contenuti delle proposte di modifica presentate dalla Lega e Forza Italia, che Repubblica è in grado di anticipare, a svelare i malumori per un decreto “solitario”, che Fitto ha di fatto calato dall’alto e che ora deve prendere atto di una raffica di richieste. Sono 1.390: quasi la metà, in tutto 550, arrivano dai partiti che sostengono l’esecutivo.
Dai numeri ai contenuti, ecco che gli emendamenti si fanno portavoce del malessere degli enti locali. A iniziare dai tempi (30 giorni), ritenuti troppo esigui, per aggiornare i cronoprogrammi dei progetti sulla piattaforma di rendicontazione ReGiS: serve una flessibilità di 60 giorni, recita un emendamento firmato dai deputati del Carroccio.
La questione è delicata e preoccupa i Comuni che, in caso di ritardo, incomberebbero nei poteri sostitutivi della Struttura di missione di Palazzo Chigi, ma anche nell’obbligo di restituire i soldi alla Ragioneria.
Alle Regioni guarda invece un’altra proposta che arriva sempre dal partito di Matteo Salvini. Ha a che fare con i tagli previsti dal decreto. La norma “incriminata” è quella che intesta il tagliando semestrale al Piano nazionale complementare, il fondo gemello del Pnrr, a Fitto e al Mef. Le forbici hanno agito pesantemente, soprattutto sulla sanità, e i malumori dei governatori, anche quelli di centrodestra, sono già esplosi. Altri prelievi, in futuro, non sono esclusi e per questo l’emendamento prevede di coinvolgere la Conferenza unificata, che dà voce agli enti locali, nel check da cui Fitto vuole recuperare risorse per risarcire altri fondi di spesa che sono stati asciugati.
Ma la linea “morbida” della maggioranza non si esaurisce qui. Forza Italia vuole cambiare la patente a punti che il primo ottobre farà il suo esordio nei cantieri edili.
La certificazione che sarà rilasciata dall’Ispettorato nazionale del lavoro partirà con l’assegnazione di 30 punti e consentirà alle imprese e ai lavoratori autonomi di operare nei cantieri con una dotazione "pari o superiore a 15”. Scatteranno però dei tagli se saranno rintracciate violazioni in materia di sicurezza e lavoro.
Per gli azzurri, però, la patente è troppo rigida. Un emendamento chiede espressamente di prevedere "un atteggiamento un po’ più morbido rispetto alle aziende rispetto a quanto previsto nel decreto”. E quindi a tenere in considerazione, per le multe e l’arresto, solamente “la sentenza di condanna pronunciata in sede penale, e divenuta irrevocabile, emessa nei confronti del datore di lavoro”.
Anche il governo vuole mettere mano al decreto. Per salvare il piano “Italia a 1 Giga” - Internet veloce a circa 7 milioni di indirizzi civici entro il 2026 - è allo studio una norma per garantire che i soggetti a cui sono stati assegnati i fondi completino gli interventi previsti entro la scadenza concordata con Bruxelles. I ritardi sono già acquisiti, il salvataggio abbozzato.
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