Economia

L’assalto della maggioranza alla sicurezza sul lavoro: la patente parte da 100 punti anziché 30

L’assalto della maggioranza alla sicurezza sul lavoro: la patente parte da 100 punti anziché 30

Gli emendamenti di Lega, Fi, FdI al decreto Pnrr in discussione alla Camera. Si favoriscono le grandi imprese

2 minuti di lettura

ROMA – La maggioranza smantella la patente a punti, il “certificato” per le imprese ideato dal governo dopo il crollo nel cantiere Esselunga di Firenze che ha causato la morte di cinque operai.

Doveva essere l’attestato per misurare e garantire l’impegno delle aziende e dei lavoratori autonomi in materia di sicurezza sul lavoro, anche se il meccanismo a punti ha da subito sollevato le critiche dei sindacati. E invece ora le maglie si fanno più larghe.

Gli emendamenti al decreto Pnrr

Almeno questo è il tentativo che emerge da una serie di emendamenti al decreto Pnrr, in fase di conversione alla Camera, che chiedono di allentare le nuove regole. E di concedere di fatto un gran favore alle aziende con almeno 250 dipendenti: per loro la patente avrà un punteggio iniziale di 100 punti, ben 70 in più rispetto alla dotazione prevista dal provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri.

Firmano tutti: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Si aggiunge anche Italia Viva, con Luigi Marattin che sottoscrive un emendamento simile a quello depositato in commissione Bilancio dai deputati della maggioranza. Eccolo il gran favore.

“La patente - si legge - è dotata di un punteggio iniziale di 30 crediti per le aziende che occupano fino a 10 lavoratori, 50 per quelle che occupano fino a 49 lavoratori, 80 per quelle che occupano fino a 249 e 100 per quelle che occupano un numero maggiore di lavoratori”.

Mano più morbida

Ma la riscrittura della patente a punti non si esaurisce qui. Come anticipato da Repubblica, un emendamento di Forza Italia chiede espressamente di prevedere "un atteggiamento un po’ più morbido rispetto alle aziende rispetto a quanto previsto nel decreto”. Come?

Tenendo in considerazione, per le multe e l’arresto, solo “la sentenza di condanna pronunciata in sede penale, e divenuta irrevocabile, emessa nei confronti del datore di lavoro”.

La possibilità di evitare il taglio

Non c’è solo il maxi-bonus iniziale per le grandi imprese.

Per chi si mette in regola salta il taglio dei punti sulla patente. La richiesta: il provvedimento per la decurtazione del punteggio è “condizionato all'emanazione di un invito a regolarizzare da parte del personale ispettivo che ha accertato la violazione” e, ferme restando le sanzioni previste dall'ordinamento, “la regolarizzazione esclude l'applicazione della decurtazione”.

Come funziona la patente a punti

L’obbligo della patente scatterà dal primo ottobre per tutte le imprese e i lavoratori autonomi “che operano nei cantieri temporanei e mobili”. E dunque solo nell’edilizia.

Sarà l’Ispettorato nazionale del lavoro a rilasciare la “patente digitale” a patto però che l’impresa sia in possesso di una serie di requisiti:

l’iscrizione alla Camera di commercio, l’adempimento degli obblighi formativi da parte dell’impresa e dei lavoratori e il possesso del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e del Dvr (Documento unico di regolarità fiscale).

Tutti, al netto degli emendamenti della maggioranza, avranno una patente “caricata” inizialmente con 30 crediti (potranno operare nei cantieri le imprese con una dotazione “pari o superiore a 15”).

Ma scatteranno i tagli se saranno violate le norme in materia di sicurezza e lavoro: da 5 crediti per quelle minori a 20 crediti per la morte sul lavoro. L’inabilità permanente, assoluta o parziale, ad esempio conta -15 e in questo caso l’Ispettorato può sospendere la patente fino a 12 mesi.

I crediti decurtati possono essere reintegrati a seguito della “frequenza di corsi”. Ogni corso consente di recuperare 5 crediti. I crediti riacquistati non possono superare il numero di 15. Altri 10 crediti possono scattare in modo automatico dopo due anni dalla sanzione, uno all’anno fino a un massimo di 10.

Una dotazione inferiore a 15 crediti non consente alle imprese di operare nei cantieri, fatto salvo il completamento delle attività “oggetto di appalto e subappalto in corso al momento dell’ultima decurtazione”.

Le imprese che continuano a lavorare anche con una patente che ha meno di 15 crediti sono punibili con una sanzione da 6 e 12 mila euro.

I commenti dei lettori