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Ita, perdite ridotte a 5 milioni nel 2023. In cassa 450 milioni. Turicchi: Ue capisca che non siamo vettore da salvare

ANDREA BENASSI CON ANTONINO TURICCHI 
La compagnia aerea nazionale, promessa sposa di Lufthansa, sembra in grado di procedere da sola in attesa del verdetto della Commissione europea sulle nozze italo-tedesche. Vanno bene anche il primo trimestre del 2024 e il programma fedeltà, Volare. Soldi - il podcast di A&F
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ROMA – Ita Airways chiude il 2023 con un risultato incoraggiante. Il risultato netto segna una perdita modesta di 5 milioni. La compagnia aerea di Stato ha delle riserve, in termini di flusso di cassa, per 450 milioni. Il flusso di cassa supera di 26 milioni la cifra registrata a fine 2022 ed è superiore di 158 milioni rispetto al business plan.

Ecco gli altri dati:
- ricavi totali a 2,4 miliardi di euro,
- Ebitda a 70 milioni (a segnare un break even operativo),
- Ebit a meno 75 milioni.

UNA PANORAMICA DEI CONTI DI ITA (2023) 

Le rotte intercontinentali

Il vettore ha puntato molto sui voli intercontinentali, che sono i più redditizi. Un miliardo di ricavi arriva dal trasporto passeggeri proprio sulle rotte intercontinentali (su un totale di 2,2 miliardi di ricavi).

Dunque Ita Airways sembra in grado di volare da sola, in attesa che la Commissione Ue pronunci il suo verdetto sulle nozze con Luf…

ROMA – Ita Airways chiude il 2023 con un risultato incoraggiante. Il risultato netto segna una perdita modesta di 5 milioni. La compagnia aerea di Stato ha delle riserve, in termini di flusso di cassa, per 450 milioni. Il flusso di cassa supera di 26 milioni la cifra registrata a fine 2022 ed è superiore di 158 milioni rispetto al business plan.

Ecco gli altri dati:
- ricavi totali a 2,4 miliardi di euro,
- Ebitda a 70 milioni (a segnare un break even operativo),
- Ebit a meno 75 milioni.

UNA PANORAMICA DEI CONTI DI ITA (2023) 

Le rotte intercontinentali

Il vettore ha puntato molto sui voli intercontinentali, che sono i più redditizi. Un miliardo di ricavi arriva dal trasporto passeggeri proprio sulle rotte intercontinentali (su un totale di 2,2 miliardi di ricavi).

Dunque Ita Airways sembra in grado di volare da sola, in attesa che la Commissione Ue pronunci il suo verdetto sulle nozze con Lufthansa. Il via libera della Commissione Ue non è ancora arrivato. Dunque Ita centra questi risultati senza aver ricevuto, ad oggi, l’aumento di capitale annunciato dal compratore tedesco.

Anche i risultati (parziali) sul primo trimestre 2024 – spiega il direttore generale Andrea Benassi – sono positivi. La compagnia registra ricavi in aumento del 41% (rispetto allo stesso periodo del 2023). Il tasso di riempimento degli aerei, altro indicatore dello stato di salute del vettore, è vicino all’80%. I dati sono significativi perché arrivano da un trimestre, il primo dell’anno, di solito sfavorevole alle compagnie (in attesa della crescita in primavera ed estate).

Va bene anche Volare

Un altro segnale incoraggiante arriva dal programma fedeltà del vettore italiano. “Volare” – dice Emiliana Limosani, Chief Commercial Officer – raggiunge 1,7 milioni di iscritti al 31 dicembre 2023. Al momento, e dunque alla fine di marzo del 2024, gli iscritti superano quota 1,85 milioni.

“Nessun aiuto di Stato”

In questo scenario positivo, il presidente esecutivo di Ita dice la sua sulle difficoltà di dialogo con la Commissione Ue, che porrà una serie di condizioni prima di autorizzare la fusione tra la nostra compagnia (Ita) e Lufthansa.

Turicchi si augura la Commissione Ue capisca che Ita non è un vettore “da salvare”, non è una scialuppa in preda alla tempesta. La compagnia va bene. Se l’azionista di Ita (il ministero dell’Economia) cerca un grande alleato internazionale come Lufthansa è per reggere la sfida della concorrenza delle grandi compagnie statunitensi, cinesi, mediorientali, indiani.

Insiste Turicchi: l’Italia non dovrà versare “aiuti di Stato” a Ita perché il conto economico della società aerea va bene. L’unione tra Ita e Lufthansa è ormai un’operazione “di mercato”. L’auspicio, dunque, è che la Commissione Ue possa dare semaforo verde senza particolari imbarazzi, proprio perché non c’è alcun rischio di aiuti di Stato anti-concorrenziali.

Le low cost

Sempre il presidente esecutivo nota che il nostro Paese permette ai passeggeri di scegliere tra infinite offerte, dunque è “altamente concorrenziale”. Peraltro, la forza delle compagnie low cost tocca livelli che in nessun altra Nazione europea.

"Sul lungo raggio – insiste Turicchi – siamo cresciuti in modo importante, ma abbiamo solo 15 rotte. Dire che 8 di queste 15 sono problematiche, come fa l’Europa, a noi sembra un numero importante. Vogliamo far ridurre questo numero".

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