Spallata Mediaset per conquistare la tv tedesca ProsiebenSat
di Sara BennewitzMilano — Botta risposta tra la Mfe guidata da Pier Silvio Berlusconi e la tv tedesca ProsiebenSat, su cui il biscione ha investito nel 2019 e di cui è il primo azionista con il 29,7% del capitale. Lo scontro si consumerà nell’assemblea del 30 aprile, ma intanto ieri la tv bavarese ha accettato di mettere ai voti, e quindi all’ordine del giorno, tutte le modifiche allo statuto e della governance chieste da Mfe. Deciderà il mercato, e non il management guidato da Berts Habets e il mercato pende dalla parte di Cologno, non a caso ieri la prima tv tedesca (1,54 miliardi e -34,4% nell’ultimo anno) valeva meno di Mfe (1,56 miliardi e +17,4%).
I punti da votare in assemblea
Mfe ha chiesto ai soci di ProsiebenSat di votare un suo candidato per il supervisory board, la revoca del presidente dell’audit che l’anno scorso ha avuto difficoltà con le autorità per farsi approvare il bilancio 2023, il cambio dello statuto per dare più potere al consiglio di sorveglianza, e che Prosiebensat chieda a u…
Milano — Botta risposta tra la Mfe guidata da Pier Silvio Berlusconi e la tv tedesca ProsiebenSat, su cui il biscione ha investito nel 2019 e di cui è il primo azionista con il 29,7% del capitale. Lo scontro si consumerà nell’assemblea del 30 aprile, ma intanto ieri la tv bavarese ha accettato di mettere ai voti, e quindi all’ordine del giorno, tutte le modifiche allo statuto e della governance chieste da Mfe. Deciderà il mercato, e non il management guidato da Berts Habets e il mercato pende dalla parte di Cologno, non a caso ieri la prima tv tedesca (1,54 miliardi e -34,4% nell’ultimo anno) valeva meno di Mfe (1,56 miliardi e +17,4%).
I punti da votare in assemblea
Mfe ha chiesto ai soci di ProsiebenSat di votare un suo candidato per il supervisory board, la revoca del presidente dell’audit che l’anno scorso ha avuto difficoltà con le autorità per farsi approvare il bilancio 2023, il cambio dello statuto per dare più potere al consiglio di sorveglianza, e che Prosiebensat chieda a un’autorità indipendente di valutare se è opportuno o meno procedere alla scissione delle attività televisive, da quelle dei siti di incontri e dell’e.commerce. «Queste proposte mirano tutte ad avere più influenza di quanto sia legittimo per un azionista che ha meno del 30% - ha detto ieri il presidente di ProsiebenSat Andreas Wiele -. Questo non è accettabile nell’interesse di tutti i soci».
Gerorgeson raccoglie le deleghe per Mfe
In proposito Mfe ha dato mandato a Georgeson di raccogliere le deleghe di voto per l’assise, e il proxy advisor ha iniziato a sondare i soci della tv bavarese, tra cui la ceca Ppf (15,1% del capitale). La raccolta deleghe è appena partita, ma avrebbe già incassato molti consensi tra gli investitori hedge e tra gli istituzionali scontenti di questa gestione, su vari punti all’ordine del giorno. Quello più spinoso è la richiesta di un parere esterno, per separare le attività che esulano dalla tv, un’ipotesi che per Prosiebensat non «ha aspetti positivi», in quanto la scissione «farebbe aumentare la leva delle due società separate». Una dichiarazione che ha allarmato tutti i soci, non solo Mfe, e che alimenterebbe il dubbio che un’attività in qualche modo sussidia l’altra. Per questa mozione ci vuole il voto favorevole del 75% dei soci presenti in assemblea (dove l’affluenza raramente supera il 60%), quindi non passerebbe solo se Ppf votasse contro la proposta del Biscione. Ma Ppf, che rivaleggia con Mfe sulla partita per il controllo di ProsiebenSat e che non si può coordinare per evitare il concerto, condividerebbe con gli italiani alcuni mal di pancia, tra cui quello che questo management e questa strategia non hanno creato valore.
Nuovi consiglieri nel supervisory board
Quanto alla governance in assemblea vanno nominati 2 nuovi amministratori su 9 del supervisory board. Mfe, che a giugno ne aveva indicati 2, ora candida un esperto di M&A come il banchiere Leopoldo Attolico, per accompagnare il management nel progetto di scissione; e chiede la revoca del presidente dell’audit Rolf Nonnenmacher, e la contestuale nomina di Simone Scettri, ex Ey, con un lungo passato nella revisione. Ppf, che ha già espresso un consigliere, ora propone Christoph Mainush, esperto di tv con un passato in Rtl: un candidato competente, ma che senza l’appoggio di Mfe in assemblea, difficilmente sarà eletto.