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Superbonus fuori controllo. Giorgetti pronto a silurare il Ragioniere dello Stato

Il Ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta

 (ansa)

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Terremoto al Tesoro dopo gli ultimi dati sull’impatto della misura per i conti pubblici. Mancano 30 miliardi. Il ministro accusa Biagio Mazzotta di aver sottostimato la spesa
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ROMA - Il governo cerca una “buonuscita” per il Ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta. Un incarico di peso per risarcirlo della cacciata che si appresta a compiere. Palazzo Chigi ha deciso che il suo mandato è giunto al capolinea e neanche Giancarlo Giorgetti nasconde più la sua irritazione.

Gli extracosti del Superbonus

L’occasione è pronta: il Superbonus della discordia, che nelle ultime ore ha generato nuovi screzi. Il ministro dell’Economia è furibondo per quella che ritiene essere stata l’ennesima sottovalutazione sugli extracosti dei bonus edilizi.

Anche perché è lui che ha dovuto mettere la faccia e la firma sotto il nuovo decreto emergenziale, varato a sorpresa martedì per contenere una spesa a…

ROMA - Il governo cerca una “buonuscita” per il Ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta. Un incarico di peso per risarcirlo della cacciata che si appresta a compiere. Palazzo Chigi ha deciso che il suo mandato è giunto al capolinea e neanche Giancarlo Giorgetti nasconde più la sua irritazione.

Gli extracosti del Superbonus

L’occasione è pronta: il Superbonus della discordia, che nelle ultime ore ha generato nuovi screzi. Il ministro dell’Economia è furibondo per quella che ritiene essere stata l’ennesima sottovalutazione sugli extracosti dei bonus edilizi.

Anche perché è lui che ha dovuto mettere la faccia e la firma sotto il nuovo decreto emergenziale, varato a sorpresa martedì per contenere una spesa ancora fuori controllo. Senza l’ennesima stretta, i conti rischiavano di sballare di altri 30 miliardi. Una previsione che ha fatto balzare tutti sulla sedia.

La grande promessa della prudenza e della responsabilità, sbandierata all’Europa e ai mercati, rischia seriamente di sgretolarsi. Alla presentazione del nuovo Documento di economia e finanza mancano appena due settimane e i conti non tornano.

È intorno a questa partita che si gioca il redde rationem sul destino di Mazzotta. Di fatto questa potrebbe essere la sua ultima bollinatura importante prima della dipartita da via XX settembre. L’avvicendamento non è una questione di giorni.

Una poltrona per il cambio

Prima di procedere al cambio bisogna trovare un posto di prim’ordine al Ragioniere che ha ancora un mandato di 20 mesi, fino a gennaio 2026, e cinque anni prima della pensione. Un ruolo in linea con il profilo da super tecnico che gli ha permesso di guidare le strutture della Ragioneria dal maggio 2019.

Nel frattempo a Palazzo Chigi sono transitati tre premier e quattro governi. Lui, il guardiano dei conti, è rimasto sempre lì. Ma quando Giorgia Meloni è arrivata al governo, l’aria è iniziata a cambiare, facendosi pesante.

Il Ragioniere avrebbe messo in conto di lasciare. Il memorandum con le cose fatte e l’allerta lanciata a tutti i governi su una legge considerata «lasca», quella sul Superbonus, lo mette in una condizione di serenità. È pronto a rispondere su tutto.

D’altro canto un terremoto di questa portata alla Ragioneria non potrebbe non interessare e anche allarmare il Quirinale, visto che il Ragioniere è il garante dell’equilibrio dei conti, sancito dall’articolo 81 della Costituzione.

Il rapporto logorato con Giorgetti

Dopo aver difeso la Ragioneria dagli attacchi di Fratelli d’Italia durante i lavori della prima manovra, persino, seppure sotto traccia, dallo “scippo” dei poteri del Pnrr per mano di Raffaele Fitto, ora Giorgetti “disconosce” la supervisione dei tecnici sul Superbonus.

Non solo – è l’accusa – non lo avrebbero avvisato tempestivamente dei costi in crescita: la grande colpa è anche aver messo il bollino sotto i decreti che da febbraio dell’anno scorso ad oggi hanno “tagliato” i bonus edilizi. Evidentemente insufficienti se si è dovuti ricorrere a un intervento d’urgenza a ridosso del Def, è la coda velenosa del rilievo.

In ventiquattro ore, due episodi hanno restituito il livello del logoramento dei rapporti tra il ministro e il Ragioniere. Martedì sera, conferenza stampa a Chigi per la presentazione del decreto “Salva-conti”. “Ministro, alla luce degli extracosti del Superbonus evidentemente sottostimati ritiene che il Ragioniere Mazzotta possa restare o invece intende sostituirlo?”, gli viene chiesto. “Non è questa la sede per discuterne”, taglia corto.

Montecitorio, ieri pomeriggio. Le opposizioni chiedono a gran voce una relazione tecnica dettagliata al Dpcm sulla privatizzazione di Poste. Giorgetti sbotta: “Se è fatta male faremo presente al Ragioniere che ritenete sia fatta male e di farla meglio”. Persino quando riceve gli auguri di Pasqua per le scale della Camera, ritorna su quella che definisce “la sua maledizione”. Scherza, ma non troppo, quando dice che passerà i giorni di festa a capire come contenere i danni nel Def.

I nodi del Def

Già, il Def. Il governo lo vorrebbe decisamente più ottimista rispetto alla prudenza invocata dalla Ragioneria. E quindi Pil all’1%, deficit al 5% e debito addirittura in lieve riduzione rispetto al valore fissato nella Nadef. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi confronti e altrettanti scontri. Scavallato il Def, la sostituzione di Mazzotta entrerà nel vivo.

Scavallata la scadenza del Def, il 10 aprile, la sostituzione di Mazzotta entrerà nel vivo. Il profilo del nuovo Ragioniere sarà scelto tra una rosa di nomi tra i quali figura Daria Perrotta, oggi a capo dell’ufficio legislativo del Mef. Molto stimata da Giorgetti, dovrà però vedersela con candidati altrettanto quotati.

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