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Superbonus, il sindaco di Amatrice: “Scelta giusta, siamo solo al 35% dei lavori”

(ansa)
Il primo cittadino si dice “contento” dopo il ripristino dello sconto in fattura e la cessione del credito nelle aree terremotate. “Con la stretta si sarebbe fermato tutto”
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ROMA - A tarda sera il governo riscrive il decreto sul superbonus prevedendo il ritorno dello sconto in fattura per le aree terremotate nel 2009 e nel 2016, L’Aquila e il cratere del Medio Appennino. Il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, respira dopo una giornata di furia. “Sono contento”, dice, “un decreto licenziato frettolosamente è stato rivisto. I cantieri della ricostruzione, a partire dal nostro e da quelli dei comuni ancora zona rossa, continuano a lavorare”.

Sindaco, il governo ieri sera ha previsto 400 milioni di spesa per lo Stato e il ritorno dello sconto in fattura per le aree terremotate.

“È giusto così, il decreto licenziato dal Consiglio dei ministri era stato sconcertante, privo di qualsiasi buonsenso. Per la n…

ROMA - A tarda sera il governo riscrive il decreto sul superbonus prevedendo il ritorno dello sconto in fattura per le aree terremotate nel 2009 e nel 2016, L’Aquila e il cratere del Medio Appennino. Il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, respira dopo una giornata di furia. “Sono contento”, dice, “un decreto licenziato frettolosamente è stato rivisto. I cantieri della ricostruzione, a partire dal nostro e da quelli dei comuni ancora zona rossa, continuano a lavorare”.

Sindaco, il governo ieri sera ha previsto 400 milioni di spesa per lo Stato e il ritorno dello sconto in fattura per le aree terremotate.

“È giusto così, il decreto licenziato dal Consiglio dei ministri era stato sconcertante, privo di qualsiasi buonsenso. Per la nostra area servono 200 milioni per la ricostruzione privata, la correzione accoglie le nostre indicazioni”.

Eravate pronti a scendere a Roma?

“Sì, ero in contatto con i sindaci più esposti. Togliere la cessione di credito avrebbe significato bloccare tutto”.

A che punto è la ricostruzione dopo i tre terremoti devastanti dell’estate e autunno 2016?

“In otto anni le aree più colpite, facendo una media, hanno ricostruito il 35 per cento”.

Amatrice?

“In centro storico l’unico cantiere portato a termine è quello della Torre Civica. Altri sei lavori sono stati avviati e dieci sono in procinto di partire”.

Con il Decreto Superbonus che cosa sarebbe successo?

“Si sarebbe fermato tutto, come è già successo con il Covid e ancora prima con il rincaro delle materie prime”.

Il contributo erogato per il sisma non sarebbe bastato?

“La crescita dei costi del ferro e dell’energia hanno reso il finanziamento insufficiente. Lo sconto in fattura è necessario, senza le aziende edili che sono tornate a lavorare in questa porzione di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo sarebbero nuovamente fuggite”.

Perché nuovamente?

“Perché i decreti contro la ricostruzione post-terremoto sono stati diversi. Il Bonus 110 per cento voluto dal governo Conte rese l’edilizia nel cratere del sisma anti-economica rispetto alle possibilità di guadagno delle ristrutturazioni nel resto d’Italia. Siamo stati colpiti, quindi, dagli aumenti delle materie, dalla lunga ferma per il biennio del Covid, dall’inflazione. Andiamo avanti a strappi”.

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