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Superbonus, Forza Italia: “Sì a sconto in fattura per onlus e case popolari”. Stop per le Cilas senza lavori

(ansa)
Il partito di Tajani punta a nuove deroghe. E anche le opposizioni chiedono una correzione
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ROMA - È il Superbonus del “tira e molla”. Da una parte il governo stringe ancora, cestinando la cessione del credito e lo sconto in fattura legati alle vecchie Cilas, le comunicazioni di inizio lavori, che non sono arrivate neppure alla prima fattura. Sul fronte opposto Forza Italia chiede di allargare il perimetro delle deroghe nel decreto “Salva-conti”.

“Aspettiamo di vedere il testo definitivo”, è l’invito alla prudenza del portavoce degli azzurri Raffaele Nevi. Ma tra i parlamentari sono già partiti messaggi e telefonate per mettere a punto gli emendamenti al testo licenziato dal Consiglio dei ministri, poi “rimpastato” per salvare i cantieri nelle zone terremotate. La prima richiesta è il ripristino integrale della cessione de…

ROMA - È il Superbonus del “tira e molla”. Da una parte il governo stringe ancora, cestinando la cessione del credito e lo sconto in fattura legati alle vecchie Cilas, le comunicazioni di inizio lavori, che non sono arrivate neppure alla prima fattura. Sul fronte opposto Forza Italia chiede di allargare il perimetro delle deroghe nel decreto “Salva-conti”.

“Aspettiamo di vedere il testo definitivo”, è l’invito alla prudenza del portavoce degli azzurri Raffaele Nevi. Ma tra i parlamentari sono già partiti messaggi e telefonate per mettere a punto gli emendamenti al testo licenziato dal Consiglio dei ministri, poi “rimpastato” per salvare i cantieri nelle zone terremotate. La prima richiesta è il ripristino integrale della cessione del credito e dello sconto in fattura per i lavori sugli immobili di onlus, case popolari (ex Iacp) e cooperative di abitazioni.

Il decreto contiene già deroghe che tengono in vita le due opzioni per alcuni casi specifici, ma l’obiettivo dei forzisti è una riattivazione completa, sulla scia di quanto hanno fatto nelle scorse ore Palazzo Chigi e il Mef per le aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

“I conti dello Stato vanno ovviamente tutelati, ma non possiamo sottovalutare le fasce più deboli: quando parliamo di onlus e Terzo settore non parliamo di speculazione ma di immobili nati dal sacrificio di tanti volontari”, dice a Repubblica la deputata e responsabile nazionale del Dipartimento lavori pubblici del partito Erica Mazzetti. E sulle case popolari, aggiunge, “bisogna ricordare che su molti immobili i lavori sono iniziati in ritardo per colpa di una burocrazia più lunga e di bandi pubblici che non hanno registrato l’adesione di un numero sufficiente di aziende”.

La partita parlamentare sul Superbonus si aprirà dopo Pasqua. Anche le opposizioni chiedono correzioni alle norme che riducono le possibilità per il Terzo settore di usufruire dei bonus edilizi. ll Pd chiede di allargare la deroga per i Comuni del cratere, includendo anche quelli colpiti dal sisma dell’anno scorso a Perugia.

Il governo, però, non è intenzionato a concedere nuove aperture. Dopo la retromarcia sul “Super sismabonus” per le aree terremotate in Abruzzo (2009) e Centro Italia (2016), prima cancellato e poi ripristinato con un tetto di spesa di 400 milioni, il Tesoro non vuole mettere a repentaglio l’obiettivo per cui è nato il decreto “Salva-conti”: arginare una spesa che a febbraio, secondo gli ultimi dati dell’Enea, è arrivata a 114 miliardi.

E per stringere ulteriormente la cinghia nell’ultima bozza del decreto è stato aggiunto anche uno stop retroattivo per le Cilas presentate prima del 17 febbraio dell’anno scorso, quando è entrata in vigore la prima “tagliola” sulla cessione del credito e lo sconto in fattura. ll deposito dei documenti ha permesso a questi lavori di salvarsi dalla scure, ma adesso il governo ha deciso che il diritto di esercitare le due opzioni, appunto lo sconto in fattura e la cessione del credito, verrà meno se ad oggi non risulterà alcuna spesa, documentata con fattura, per lavori già effettuati. Addio 110%.

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