Ponte sullo Stretto, un anno senza controlli su atti e contratti
di Antonio FraschillaROMA – Da un lato una fretta dal sapore elettorale, con l’avvio della Conferenza dei servizi sul progetto del Ponte sullo Stretto al ministero delle Infrastrutture: nonostante non ci sia un progetto definitivo completo dopo le 68 osservazioni del comitato scientifico. Dall’altra una lentezza disarmante: il ministero ha impiegato un anno per varare un decreto che consenta di «controllare» gli atti e i contratti varati nel frattempo dalla rediviva Società stretto di Messina con i privati per un’opera da 15 miliardi. Atti che possono vincolare lo Stato a spese milionarie. E il doppio volto dell’operazione Ponte messa in piedi dal governo Meloni e su tutti dal ministro e leader della Lega Matteo Salvini.
Ieri il Mit…
ROMA – Da un lato una fretta dal sapore elettorale, con l’avvio della Conferenza dei servizi sul progetto del Ponte sullo Stretto al ministero delle Infrastrutture: nonostante non ci sia un progetto definitivo completo dopo le 68 osservazioni del comitato scientifico. Dall’altra una lentezza disarmante: il ministero ha impiegato un anno per varare un decreto che consenta di «controllare» gli atti e i contratti varati nel frattempo dalla rediviva Società stretto di Messina con i privati per un’opera da 15 miliardi. Atti che possono vincolare lo Stato a spese milionarie. E il doppio volto dell’operazione Ponte messa in piedi dal governo Meloni e su tutti dal ministro e leader della Lega Matteo Salvini.
Ieri il Mit ha annunciato per «il prossimo 16 aprile» la convocazione della conferenza dei servizi istruttoria. «Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Salvini che segue con attenzione, fin dal suo insediamento, il dossier, si è dichiarato molto soddisfatto e fiducioso che il confronto porti alla definizione delle attività nel più breve tempo possibile», si legge in una nota del Mit. Esulta l’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci: «Un ulteriore concreto passo avanti nell’ambito dell’iter volto alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina». Così, con un progetto definitivo che ha collezionato al primo passaggio autorizzativo nel comitato scientifico nominato dallo stesso Salvini ben 68 rilievi (senza risposta a oggi), si parte con l’iter burocratico. E anche sul fronte degli espropri si marcia spediti: a giorni sarà pubblicato l’avviso.
Una corsa per autorizzare l’opera più costosa, e delicata, in progettazione oggi in Europa che non si riscontra sul fronte dei controlli. Rispondendo a una interrogazione del deputato di Avs Angelo Bonelli, il sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante ha comunicato che solo lo scorso febbraio il Mit ha emanato il decreto con le direttive del ministro Salvini «per il controllo analogo sulla Stretto di Messina»: «Tale direttiva individua le modalità con il quale viene esercitato il controllo — si legge nel testo — ai fini dell’esercizio di tale forma di controllo la Sdm provvederà a trasmettere gli atti aggiuntivi con il contraente generale e gli altri affidatari. Nelle more della definizione del citato decreto la Sdm ha trasmetto preventivamente atti di rilevanza strategica». Ma lo ha fatto la spa di sua volontà e senza che il ministero, indipendentemente, abbia chiesto atti.
«Salvini aveva dichiarato che eventuali penali a carico del contraente rientravano nell’autonomia della concessionaria — dice Bonelli — scopriamo invece che su tutti gli atti doveva vigilare il ministero e per un anno non lo ha fatto».