MILANO – Vigilia di Pasqua di disagi per lo sciopero dei lavoratori della grande distribuzione dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale della Distribuzione, scaduto nel 2019 e atteso da oltre 240 mila lavoratori. Lo stop è stato proclamato nei giorni scorsi da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e comporta “l'astensione dal lavoro per l'intero turno di lavoro" per i lavoratori che decideranno di aderire. Non sono quindi previsti orari di riferimento della protesta, legata eventualmente agli orari di apertura dei singoli punti vendita. Secondo Federdistribuzione la protesta fino ad ora ha registrato un'adesione "contenuta, tra l'8 e il 9% dei lavoratori delle aziende associate".
I sindacati stigmatizzano a gran voce "l'insofferenza di Federdistribuzione verso i contratti", e, si legge in una nota, hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale che sarà "attuato mediante l'astensione dal lavoro per l'intero turno di lavoro". Alla base della mobilitazione "l'irresponsabilità di Federdistribuzione" nel presentare "svariate richieste finalizzate a sabotare diritti e garanzie attualmente contenute con Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e che le lavoratrici e i lavoratori della distribuzione commerciale hanno raggiunto a costo di sacrifici e di lotte nel corso degli ultimi decenni". L'associazione imprenditoriale parla di "rottura unilaterale della trattativa sul rinnovo del contratto" da parte delle organizzazioni sindacali e "giudica immotivata e irresponsabile la proclamazione di una giornata di sciopero".
"Federdistribuzione - spiega l'associazione delle imprese in una nota - non ha fatto mai mancare la disponibilità alla trattativa nelle diverse fasi che si sono succedute nei mesi precedenti e nel corso dell'ultimo incontro del 26 e 27 marzo ha dato disponibilità a riconoscere gli aumenti salariali espressamente richiesti dalle Organizzazioni Sindacali, avendo sempre messo al primo punto l'importanza di tutelare i lavoratori insieme alla necessaria sostenibilità per le imprese". "Malgrado il rifiuto delle organizzazioni sindacali di rinnovare il contratto collettivo nazionale - sottolinea ancora - le imprese aderenti a Federdistribuzione hanno quindi deciso di riconoscere ai propri lavoratori un aumento di 70 euro lordi (riparametrati al IV livello) a decorrere dal prossimo mese di aprile a titolo di anticipo sui futuri aumenti contrattuali, mantenendo l'auspicio che le organizzazioni sindacali possano tornare quanto prima al tavolo negoziale con l'obiettivo comune di giungere al rinnovo contrattuale".