“Beko è il campione Ue degli elettrodomestici e avrà radici italiane”
di Giovanni PonsHakan Bulgurlu, lei è il Ceo del gruppo Arçelik quotato a Istanbul, che oggi ha annunciato la nascita di Beko Europe, joint venture con Whirlpool in cui voi siete protagonisti con il 75%. Quali sono le dimensioni della nuova entità?
"Beko Europe sarà il principale fornitore europeo di elettrodomestici sostenibili, con circa 6 miliardi di euro di fatturato, oltre 20.000 dipendenti, 11 siti produttivi in Europa di cui quattro in Italia: a Cassinetta, Melano, Comunanza e Siena. La capacità produttiva sarà di circa 24 milioni di prodotti per elettrodomestici bianchi all’anno”.
Dove avete collocato il quartier generale?
“Sarà ad Amsterdam, da dove opererà il Ceo Rag?p Balc?o?lu ma la maggior parte delle persone dell’ex quartier generale Whirlpool continuerà a lavorare da Milano”.
Che programmi avete per l’Italia?
“La nostra visione per l’Italia è a lungo termine. Non ci faremo prendere da impegni o azioni affrettate. Oggi il fatturato aggregato è di 650 milioni ma vogliamo comprendere nel …
Hakan Bulgurlu, lei è il Ceo del gruppo Arçelik quotato a Istanbul, che oggi ha annunciato la nascita di Beko Europe, joint venture con Whirlpool in cui voi siete protagonisti con il 75%. Quali sono le dimensioni della nuova entità?
"Beko Europe sarà il principale fornitore europeo di elettrodomestici sostenibili, con circa 6 miliardi di euro di fatturato, oltre 20.000 dipendenti, 11 siti produttivi in Europa di cui quattro in Italia: a Cassinetta, Melano, Comunanza e Siena. La capacità produttiva sarà di circa 24 milioni di prodotti per elettrodomestici bianchi all’anno”.
Dove avete collocato il quartier generale?
“Sarà ad Amsterdam, da dove opererà il Ceo Rag?p Balc?o?lu ma la maggior parte delle persone dell’ex quartier generale Whirlpool continuerà a lavorare da Milano”.
Che programmi avete per l’Italia?
“La nostra visione per l’Italia è a lungo termine. Non ci faremo prendere da impegni o azioni affrettate. Oggi il fatturato aggregato è di 650 milioni ma vogliamo comprendere nel dettaglio gli asset, le competenze e la piattaforma di cui disponiamo per poter tracciare il giusto percorso futuro”.
Manterrete il patrimonio di competenze e di risorse umane che caratterizzano i quattro stabilimenti italiani?
“Beko Europe è radicata nel patrimonio storico della produzione di elettrodomestici in Italia e l’Italia è un mercato critico per la nostra presenza in Europa. Rispetteremo la profondità del patrimonio italiano nel design, nell’eccellenza e nell’innovazione della produzione di elettrodomestici, e vediamo in questa operazione un’opportunità per modernizzare la base industriale italiana”.
In termini di prodotti e produzioni avete in mente delle novità per l’Italia?
“I prossimi tre mesi saranno dedicati all’ascolto e alla valutazione di come l’integrazione possa funzionare nella realtà. Uno dei temi sarà senza dubbio studiare il livello di efficienza delle fabbriche. Potremmo portare qualche produzione fuori dall’Italia così come invece portare in Italia la produzione di prodotti di alta gamma e non escludiamo la possibilità introdurre anche altri tipi di produzione come, per esempio, i pannelli solari”.
Vi saranno delle sovrapposizioni o dei tagli da effettuare?
“Beko Europe avrà un approccio pragmatico. Naturalmente in ogni operazione di questo tipo ci sono delle sovrapposizioni, ma il vantaggio è che Beko, a differenza di Whirlpool, non aveva una organizzazione europea, quindi non vedo tanti overlap. E poi, se riusciremo a crescere velocemente come nei nostri programmi, non ci saranno problemi”.
Prevede una crescita del fatturato di Beku Europe, anche nella parte italiana?
“L’industria degli elettrodomestici in Europa è in costante calo da 3 anni a questa parte e non sono ottimista nemmeno per il 2024. Prima o poi però ci sarà una inversione di tendenza e Beko Europe sarà pronta a beneficiarne. L’industria europea degli elettrodomestici ha bisogno di un pioniere con una visione che la trasformi. Oggi è nato quel pioniere per un futuro più verde e sostenibile”.
Come pensate di gestire l’aumento del costo delle materie prime e la volatilità dei prezzi dell’energia?
“Avremo sinergie di acquisto sul lato materie prime visto che produciamo 24 milioni di elettrodomestici l’anno, ma non mi aspetto un aumento dei costi delle materie prime nel 2024 e vedo stabile anche il costo dell’energia nonostante l’attuale scenario internazionale”.
Come entra la transizione energetica nelle vostre politiche industriali?
“La decarbonizzazione è un tema importantissimo dove il gruppo Arçelik è già leader. In futuro sarà inevitabile l’introduzione di una Carbon Tax e quindi saremo avvantaggiati rispetto ai competitor che non hanno ancora avviato un percorso di sostenibilità”.
Ha già incontrato i ministri competenti italiani per esporre i vostri progetti?
“Non abbiamo ancora fissato incontri ma lavoreremo con le istituzioni. Saremo un partner responsabile per il settore, le autorità di regolamentazione e, soprattutto, i consumatori. Cercheremo di elevare gli standard, di migliorare l’efficienza e di promuovere l’innovazione, al servizio del pianeta e delle persone”.
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